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Title: Cappidazzu paga tuttu - Teatro dialettale siciliano volume settimo
Author: Pirandello, Luigi, 1867-1936, Martoglio, Nino
Language: Italian
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Copyright Status: Not copyrighted in the United States. If you live elsewhere check the laws of your country before downloading this ebook. See comments about copyright issues at end of book.

*** Start of this Doctrine Publishing Corporation Digital Book "Cappidazzu paga tuttu - Teatro dialettale siciliano volume settimo" ***

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  NINO MARTOGLIO E LUIGI PIRANDELLO


     TEATRO DIALETTALE SICILIANO

           VOLUME SETTIMO



      'A VILANZA (LA BILANCIA)

       CAPPIDDAZZU PAGA TUTTU



              CATANIA

  CAV. NICCOLÒ GIANNOTTA, Editore

      LIBRAIO DELLA REAL CASA



                PROPRIETÀ LETTERARIA

       _ai sensi del testo unico della legge
  25 giugno 1865, 10 agosto 1875 e 18 maggio 1882,
       approvato con R. Decreto e Regolamento
                 19 settembre 1882_

Proprietà artistica, di rappresentazione e di traduzione, riservate per
tutti i paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda--Copyright by
Società Italiana degli Autori--Milano, Corso Venezia N. 6.

Tutti gli esemplari di questa edizione portano la firma dell'Autore. Le
copie non munite di essa firma, si reputano, quindi, contraffatte.

Unica versione autorizzata dagli Autori per la rappresentazione.


Officine di Arti Grafiche dell'Editore CAV. VINCENZO GIANNOTTA nel Reale
Ospizio di Beneficenza--_Via Crociferi, 15_--CATANIA



  CAPPIDDAZZU PAGA TUTTU

  Commedia in tre atti

  con le maschere di Pirandello e Martoglio



PERSONAGGI

DON NZULU VENTURA

50 anni; grigio; capelli piuttosto folti e lunghi; tutto raso; volto
stanco, da malato; occhio vivacissimo; movimenti e gesti rapidi;
tradisce di tanto in tanto come degli improvvisi arresti al cuore e al
respiro. Veste alla buona. Parla, ora con umiltà, ora con bonaria
indulgenza o fine arguzia, ma pure a tempo e a luogo, sa levarsi su
tutti all'improvviso con grande e generosa fierezza, da dominatore.

DONNA PRÀZZITA CANNALONGA

sua cugina; 55 anni; donnone atticciato, dalla faccia rinfichita,
gialliccia, itterica fin nelle labbra smorte. Affetta un fare e un
parlare mellifluo, sotto al quale traspare acre e in continuo fermento
il veleno accumulato in tanti anni di sterili aspirazioni e di voglie
insoddisfatte. Veste con decoro e ricercatezza, ma all'antica, con sul
capo una «spagnoletta» di merletto nero; mezzi guanti di seta, e lenti
con lunga catenina d'oro.

TIDDA SPINA

cugina di entrambi; 38 anni; simpaticissima, sanguigna, di una avvenenza
non del tutto ancora svanita; occhi grandi, vivaci, provocanti;
carattere buono per natura, ma ribelle, impulsivo, sempre pronto
all'aggressione, fino ad apparire da forsennata, quantunque in principio
faccia di tutto per dimostrarsi mansueto e accomodante. Veste abiti di
taglio semplice, ma di colori accesi; porta anch'essa la spagnoletta, ma
di merletto bianco; e calza con gusto, scarpette di coppale, con
tacchetti alti su calzette rosse, fiammanti: ha nell'aria e nel vestire
un che della sivigliana.

RACHILINA NISCEMI

nipote di donna Pràzzita; 20 anni; figurina esile, bionda, occhi
languidi, colorito roseo, denti e unghie curatissimi, pettinatura
bizzarra, con fiocchi e pettinesse; aria sentimentale, facile alla
commozione; leggiadra; si lascia per natura indurre a innamorarsi di
questo e di quello, ma senza malizia e un po' sospirosamente. Veste di
chiaro, all'ultima moda, con cappellino a fiori.

DON LIDDU BELLÈ

24 anni; giovanotto elegantissimo, squisitamente curato nei modi e nel
vestire, con un che di femminile non affettato, e senza scapito di una
certa maschile fierezza che sa usare all'occasione, come di chi nel
pieno vigore della salute e nella spensierata indipendenza dei mezzi, sa
di non dovere temer di niente e di nessuno.

DON NITTU SCAVU

28 anni; magro, pallido, stremenzito; senza mezzi e senza risorse, con
nascosti eroici sacrifizii, simula una eleganza ridicola, che tradisce
pur non di meno la miseria.

DON IACU NACA

39 anni; robusto, spavaldo, spocchioso, parla con voce rotonda e gesto
teatrale da maffioso; è però in fondo pauroso e calcolatore, sorretto
solo da una grande improntitudine, pronta a calar le vele a ogni
minaccia d'uragano. Veste con pacchiana eleganza, sovraccarico d'anelli
e di ciondoli.

DON GASPARINU SÒLIMA

40 anni; magro; bilioso, nervosissimo e quindi irrequieto; gestisce e
parla a scatti e a schizzi, tartagliando; ombroso, diffidente; diventa
minaccioso e pericoloso appena si sente preso di fronte; veste
compostamente, con sobria eleganza, da persona agiata.

BRASI NASCA

servo di don Nzulu; 40 anni; tozzo, semplicione, con faccia da scemo, e
sguardo spento, che però s'illumina di tanto in tanto di sorniona e
furbesca malizia; veste goffamente, e si muove con ondeggiamenti da
pachiderma.

DON SCIAVERIU

sarto di provincia; 45 anni.

DONNA RUSULINA

sua moglie; 42 anni.


LE MASCHERE

CAPPIDDAZZU PAGA TUTTU

enorme cappello a cupola dalle amplissime tesi rigide con nappe e
fiocchi penduli, tutto nero; ampia cappa di seta nera, con largo bavero
e lunghi fiocchi come sopra: maniche a sbuffi fermi nel polso con
risvolti bianchi, smerlettati; la cappa è lunga fin sotto i ginocchi;
calzoni alla francese, larghi alla coscia e stretti al tallone, con
tasche davanti; panciotto di velluto nero alla marescialla; ampio
colletto inamidato a svolti sul bavero della cappa e cravattone a
svolazzo anch'esso nero, di crespo di Cina; scarpe a gondola di camoscio
nero; borsa di seta a maglia, con bocca d'argento ad anello a molla,
capace e rigonfia, pendente sotto il panciotto.

LA VECCHIA DI L'ACITU

abito di lana color tabacco di Spagna, tutto a smerli, guarniti di
gallone nero, lustro, con guardinfante; pellegrina di panno viola sulle
spalle; parrucca grigiastra; occhiali a staffa; mezzi guanti, e un
fiasco capace, tutto pancia, dal collo a fungo, strettissimo: vi si
legge in mezzo, a grossi caratteri neri: «Acitu».

LA ZÌ VITTULA

abito, anch'esso con guardinfante, a liste trasversali rosse e bianche,
le rosse il doppio più larghe delle bianche, senza gale, e tutto pendulo
di code di gatto; parrucca nera; bottoni a occhi di gatto; fermagli a
zampe unghiute; le braccia nude fino al gomito, e guanti bianchi fino al
polso.

DONNA TINNINA

parrucca biondo-dorata, a lunghi boccoli; abito anch'esso a
guardinfante, tutto a sbuffi, a gale, a trine, aereo, vaporoso; scarpine
di seta dello stesso colore, e calze rosee; guanti di seta bianchi,
lunghi fino al gomito; ventaglio di merletto; astuccio con fialette di
sali, d'argento; una sciarpa di finissimo velo rosa sulle spalle.

DON NINNARU

giacca cortissima, attillata, di panno nero, di poco più lunga davanti,
con gli orli gallonati di seta; grande fiore all'occhiello; fazzoletto
di finissima batista, per metà fuori della tasca; calzoni chiari a tubo,
larghi, a quadretti bianchi e neri, con larga banda nera; panciotto
corto di velluto rosso-granato, a doppio petto e con larghi risvolti;
camicia con merletti, allo sparato e ai polsi; cravatta nera a farfalla
e colletto alto ad ali; mazzetta di ebano con pomo di avorio; scarpe
alla francese, con tacchi alti, e tuba di media altezza con falde
rigide.

DON SUCASIMULA

farsetto lustro, sorcigno, stretto alla vita, stretto e corto di maniche
e molto accollato, con miserrimo bavero; panciotto di seta color
nocciola che appare appena a due punte sotto il farsetto abbottonato;
calzoni bianco-latte alla cavallerizza; mezze scarpe di coppale, un po'
scorticate e ghette color nocciola; tuba alta a cono con falde tese
strettissime; guanti d'un bianco-sporco, filettati di nero; colletto
altissimo e cravattina nera, piccolissima; bastoncino di canna spagnuola
con testina di cane; occhialetto (_monocolo_) cerchiato e con sostesto
di finto oro, appeso ad una catenina anch'essa d'oro falso, fissato al
bavero; fiore all'occhiello.

PEPPI NNAPPA

calzoni strettissimi al ginocchio, che finiscono a campana, così ampia
da nascondere quasi il piede; giacca larga e corta ampiamente scollata
con largo bavero; il tutto di velluto olivigno; fazzoletto di seta
rosso, fuori della tasca; cravatta svolazzante; colletto rivoltato alla
marinaia, e camicia di flanella chiara, con taschino sulla sinistra; il
panciotto è sostituito da una larga fascia rossa a frangia, sotto la
quale s'intravede il calcio di una grossa pistola; berretto a barca con
code, pettinatore a fiaccagote, e coppie di fiammiferi di legno
insellati nell'orecchio destro; enorme canna d'India, con manico di
corno.

DON COLA MECCIU

parrucca di capelli neri, lunghi, a istrice; finanziera stretta alla
vita e lunghissima, con calzoni alla francese, il tutto di stoffa color
acciaio, disegnata a scaglie; colletto altissimo, dritto; cravatta a
punte, all'insù; cappello a staio, sempre in una mano insieme con un
ampio fazzoletto di seta gialla, nell'altra mano un ombrello verde,
scarpe a punta con tacchi altissimi.

GIUFÀ

calzoni aderentissimi fino al ginocchio, di fustagno turchino;
amplissima giacca della stessa stoffa, con capacissime tasche imbottite,
lunga fin quasi ai ginocchi; camiciona di tela grossolana, spettorata,
calzettone di lana nera rivoltate alle ginocchia; zoccoli; berrettino
tondo, senza falda e con nappa in cima; porta un sacco di tela d'Olanda,
colmo e ricoperto di frasche; cammina con le gambe larghe.

Avvertenza: Per quanto gli autori abbiano segnate tutte le battute delle
singole scene più concertate, non che quelle intercalate dagli
spettatori alla commediola del terzo atto, per la maggiore evidenza ed
efficacia della rappresentazione, si affidano agli interpreti di questa
commedia, ove occorra, fondano insieme queste battute, o altre ne
aggiungano, con parsimonia e buon senso, laddove la scena sembri per
avventura languire o il cambiamento del vestiario sia causa di non
preveduti indugi.



ATTO PRIMO

    La scena rappresenta un ampio salotto in casa di Don Nzulu,
    con la volta scompartita, in fondo, di tre archi, sostenuti
    da due colonne.--Arredo borghese, modesto e un po'
    antiquato. Comune a destra, uscio a sinistra e tre in fondo,
    uno per ogni arcata.--Destra e sinistra dello
    spettatore.--La scena è uguale per tutti e tre gli atti.


SCENA I.

D. Nzulu e Brasi, poi D.ª Pràzzita e Rachilina.

(_don Nzulu è sdraiato su una greppina e sonnecchia agitandosi. Brasi in
grembiule, con un piumaccio in mano, è intento a spolverare i mobili; si
accosta alla greppina e spolvera anche i calzoni impolverati e le scarpe
di D. Nzulu, che, dimenandosi, lo fa sobbalzare e poi ridere da scemo.
Si ode il campanello d'ingresso, ed egli si ferma incerto, se debba o no
togliersi il grembiule; poi se lo passa sotto il braccio e va. Rientra
subito dopo, seguito dalle due donne, alle quali fa cenno di parlar
piano perchè il padrone dorme_).


BRASI

(_pianissimo_)--Chi fazzu, 'u chiamu?..... ah?..... 'u chiamu?

DONNA PRAZZITA

No, Brasuzzu, lassalu ripusari.... Aspittamu.... Assèttiti, Rachilina.
Com'è, stancu? stancu, è veru? (_si appressa al dormiente in punta di
piedi e lo osserva_)--Si vidi, mischinu, ca è abbattutu.... Facci d'omu
bonu, guarda, Rachilina. (_Rachilina si alza e fa per accostarsi anche
lei in punta di piedi. Ma in questo mentre don Nzulu tira un forte ronfo
che fa spaventare Brasi, il quale indietreggiando fa cadere un
tavolinetto. Al rumore, don Nzulu si desta, stropicciandosi gli occhi e
meravigliandosi della presenza di gente in casa sua_).

D. NZULU

Uh.... e chi fu?... Vui, cucina?

DONNA PRAZZITA

Ah, Maria Santissima, cucinu, sugnu murtificata.... 'ssu babbu di Brasi
ca fici scrusciu....

BRASI

Iu? 'U tavulinu!

DONNA PRAZZITA

Cci aviamu ditta: «zittu» n' 'o risbigghiari.

D. NZULU

No, babbu ca non m'arrisbigghiò prima, chi cc'entra! (_notando la
ragazza_)--Oh.... e cu' cc'è? (_trasognato_)--Madonna mia!....
Cuncittina è chista!....

DONNA PRAZZITA

Vih! cucinu.... mi faciti arrizzari 'i carni.... (_accenna il segno
della croce_)--'U sacciu, è tali e quali sò matri....

D. NZULU

Spiccicata la sant'arma!.... Rachilina si chiama, è veru?

DONNA PRAZZITA

Rachilina.

D. NZULU

(_la guarda, ammirando_)--Oh chi cosa granni!.... Ca veni cca, quantu ti
vidu bona.... Non t'haju vistu mai, e ti canusciu, figghia! Bedda ca
pari 'na cassata di Pasqua.... com'era tò matri.... Signuri mei....
signuri mei.... (_si stropiccia gli occhi_)--Chi fazzu dormu ancora o mi
staiu sunnannu?

BRASI

(_mettendoglisi davanti_)--Non signuri.... arrisbigghiatu è vossia....

D. NZULU

(_scostandolo col braccio e rivolgendosi alla cugina_)--D'unni mi vinni
tuttu 'stu beni oggi?

DONNA PRAZZITA

Ca già, pi daveru un sonnu v'avi a parìri, cucinu! Avi ca non ni
videmu.... ca macari nn' 'u scurdamu....

D. NZULU

Eh, v' 'u putiti figurari! Si Rachilina m'avia parsu so' matri.... (_a
Rachilina_)--Tu non eri mancu in mente Dei, figghia, l'urtima vota ca
nni vittimu cu to' zia cca....

DONNA PRAZZITA

(_turbata e seccata dal ricordo_)--Acqua passata... Lassamu jri 'ssu
discursu, cucinu.... Oramai....

D. NZULU

Eh sì.... Cu' cci pensa cchiù, a 'sti storii antichi.... (_cambiando
tono_)--Sugnu 'mmenzu a 'na gran firnicia, cucina, nni 'stu mumentu....

DONNA PRAZZITA

Già... mi dissiru ca siti tantu affannatu circannu casa. E pirchissu
vinni.... pirchì avissi nn'occasioni.... (_insinuante, fissandolo, con
un mezzo sorriso_)--Ma vui chi vi nni vuliti jri di cca pi daveru, doppu
tant'anni?

D. NZULU

(_malinconicamente scherzoso_)--Ca.... mi pari ca l'avissi
'st'intenzioni.... (_facendo il gesto d'avviarsi all'altro mondo_)--di
carriari a tunnu, cucina....

DONNA PRAZZITA

(_vivacemente, per protestare_)--Vah, chi diciti?.... Ancora!... Ca
dunca pirchì 'a iti circannu 'sta casa?

D. NZULU

Oh mamma mia, non mi nni parrati!.... 'U sacciu iu, comu mi sentu, e mi
capitanu certi cosi, ca mancu 'nta li brunii d'un vecchiu spizziali! 'Na
siccatura, cara cucina, ca non sacciu chi facissi pi dariccilla ad
autri.

DONNA PRAZZITA

Si vi pozzu aiutari.... cu tuttu lu cori!

D. NZULU

Pi daveru, cucina? (_la guarda negli occhi profondamente, con sardonica
intenzione_)--Cercu mugghieri....

RACHILINA

(_lo guarda stupita, sorpresa tra il riso e la meraviglia_)--Cui,
vossia? Si voli maritari?

DONNA PRAZZITA

Vah, chi vi nisceru 'i sensi?.... Un pocu siti mortu, un pocu circati
mugghieri.... Sempri chiddu d' 'a 'nnimina-vintura siti!

D. NZULU

(_c. s._)--Ah, vi ricurdati cu' sugnu! Ppi daveru 'a cercu 'a
mugghieri... e non sacciu a cu' haiu a pigghiari....

DONNA PRAZZITA

Pi ssa partita allura non vi pozzu dari nuddu aiutu...

D. NZULU

E pirchì? Anzi vui, cucina, siti fatta apposta pi conchiudiri 'sti cosi!

DONNA PRAZZITA

Ma vui chi pi daveru diciti? Mugghieri circati?

D. NZULU

Mugghieri, mugghieri.... ma non pi mia.

DONNA PRAZZITA

Ah, chissu vuleva diri iu.... (_guardando Brasi_)--E pi cui, allura?

BRASI

Chi si cridi ca è pi mia? Mai! Non mi vogghiu maritari....

D. NZULU

Zittiti, sceccu! Anzi tu fussi 'u megghiu partitu! (_alla cugina_)--Cci
pinsati cchiù a ddu nostru cucinu, ca partiu pi l'America tant'anni
prima di mia?

DONNA PRAZZITA

Si.... accussì.... n'aria n'aria.... Mi pari....

D. NZULU

Josè (_pronunzia: Cos'è_)

DONNA PRAZZITA

Cu', iddu? E chi sacciu iu?

D. NZULU

(_c. s._)--Josè! Josè!

DONNA PRAZZITA

E di mia 'u vuliti sapiri? Ddocu vui, ca fustivu 'nsemi...

D. NZULU

(_sorridendo_)--No, no, cucina.... Josè, nomu! Si chiamava Josè... haiu
'u ritrattu ddà dintra...

DONNA PRAZZITA

Ah! ancora ascutava... Puteva capiri mai, iu? Di cca Peppi partiu...

BRASI

E chissu è: ca quannu unu parti sapi cos'è e po', quannu arriva, non si
sapi com'è!

D. NZULU

Vattinni ddà banna, vasinnò ti fazzu a vidiri 'na cosa, ca quannu parti
vidi cos'è e quannu t'arriva senti com'è (_poi voltandosi alla cugina_)
Eh si... aviti ragiuni... iu 'u chiamava accussì, pirchì ddà Peppi,
Pippinu cci dicinu Josè, capiti? a la spagnola... Dunca 'ssu cucinu Pepè
morsi, sia paci all'anima sua!

DONNA PRAZZITA

Ah, morsi, mischinu?

D. NZULU

Si, mentri iu era ddà... E mi lassau un picciriddu... Paulu-Paulinu,
vah!... tantu biddicchiu... ca l'avviai iu stissu... Mi custau tanti
pinseri, e tanti dinari...

RACHILINA

Vih, 'nnuzzinteddu... e pirchì n' 'o purtau ccà vossia, quannu si nni
turnò?

D. NZULU

Pirchì? Ca pirchì, quannu iu mi nni turnai, iddu era già grannuzzu... si
avia fattu 'na pusizioni, e tirava già p' 'a sò strata...

DONNA PRAZZITA

E s'ha fattu avanti?

D. NZULU

Ah, si... avanti assai... Spertu, si vidìa di nicu! Vrazzu di mari...
curaggiusu...

DONNA PRAZZITA

E a vui non v'ha pinsatu chiù, ah?

D. NZULU

A no... pirchissu, criaturi, s'ha tinutu sempri in currispunnenza.

DONNA PRAZZITA

Chissu sulu? Doppu tuttu 'u beni ca cci facistivu a di nicu?

D. NZULU

M'ha rispittatu sempri comu un patri! E chistu a mia mi basta...

DONNA PRAZZITA

Eh già! Si soli diri: fa mali e pensaci! fa beni, e scordatillu!

D. NZULU

Santi paroli, cucina! E ora, si non fussi ca mi sentu accussì malatu e
ca mi siddìu di tutti cosi... mi sta dannu 'na prova di divuzioni e di
fiducia, ca daveru mancu un figghiu!

DONNA PRAZZITA

Ah! Haiu capitu!... 'A casa... 'a mugghieri... pi iddu hannu a serviri.

D. NZULU

(_socchiudendo gli occhi, giungendo le mani e agitandole_)--Vi
persuaditi chi 'ncumbensa? chi gatti a pilari ca mi duna? Cu 'na cosa di
cchiù...

DONNA PRAZZITA

Ca 'a voli bedda... mi persuadu... cu doti...

D. NZULU

No, ca chi diciti!... Chi nn'avi a fari chiddu d' 'a doti? Cridu ca
passa 'u miliuni... (_controscena della vecchia_).

BRASI

(_che frattanto si è dato da fare per la stanza_)--Napuliuni...
napuliuni... (_fa il gesto relativo con le dita_).

D. NZULU

'N'autra, 'n'autra è la cosa gravi pi mia, ca mi duna di pinsari
seriamenti e mi teni agitatu (e iu' 'u capisciu, mischinu! quannu unu è
ddà... sulu... abbannunatu!) si fissau ca si senti comu un arvuliddu
trapiantatu fora via... e mi scrivi ca si voli «rinnestari al vecchiu
tronco» di la famigghia.

DONNA PRAZZITA

Ah, chi 'nt' 'a parintela 'a voli?

D. NZULU

Ca 'nnunca!... E iu, 'a viritati giusta, dati 'st'intenzioni--ca pi
cuntu miu non l'approvu--mah, iddu avi stu spinnu di li parenti, e bona
cci vegna!--data la sua età, datu tuttu, haiu pinsatu a la cucina
Tidda.--Chi nni diciti?

DONNA PRAZZITA

(_avvampa e si reprime subito, facendo la voce dolce e sorridendo
stentatamente_)--Vih, cucinu... ca chi diciti, povira Tidda! tantu
affabili, criatura!... ma, si dimannati a mia... chi cci ha fari, 'u
pani cottu?

D. NZULU

Pirchì? Vui, a iddu, quant'anni cci faciti?

DONNA PRAZZITA

Ca..... sicunnu chiddu c'aviti dittu vui--càrculu 'na quarantina...

D. NZULU

Precisamenti, quaranta.

DONNA PRAZZITA

E chi vi parinu, assai? Pi 'n'omu, 'nta lu ciuri!...

RACHILINA

(_annoiata dal discorso che non la interessa, non sa come occuparsi,
sfoglia un album, qualche giornale illustrato e sbuffa di tanto in tanto
per gioco_).

D. NZULU

Eh già!... sì!... vulennucci riflettiri... Poi, specialmenti
'ss'americani, tutti raduti fin' e' gigghia... ca sautanu comu tanti
ariddi... e l'occhiu? l'occhiu vivu!... musculatura d'accussì...

DONNA PRAZZITA

E pirchissu vi dicu! Me' cucina Tidda... no p'affinnilla, criatura! ma
trentott'anni non l'ha' a fari cchiù!... 'U sapiti comu si dici: «l'omu
a vint'otto e la fimmina a diciarottu». Pi unu di chissi, poi, accussì
pristanti! a diffirenza di deci anni non cci basta cchiù!... cci nni
voli una di vinti!...

D. NZULU

Ma 'ntantu... già... mi pareva ca...

DONNA PRAZZITA

(_sulle spine_) Pirchì, chi vi spiegastivu?

D. NZULU

No... ma... l'aspettu...

DONNA PRAZZITA

L'aspittati? Ah, già 'nfurmata è idda?

D. NZULU

No, pinseri miu...

DONNA PRAZZITA

Ah... (_friggendo_) Ca chi vuliti ca vi dicissi, cucinu? 'A viritati
giusta, mi pari curiusu 'ssu matrimoniu, ca duvissi succederi accussì...
senza ca iddu 'a vidissi prima... senza diri si cci piaci o non cci
piaci... L'occhi soi, scusati, non sunnu l'occhi vostri...

D. NZULU

No, pirchissu, iddu non cci vidi chi pi l'occhi mei...

DONNA PRAZZITA

Eh già, allura vui, subitu... si sapi!... 'u debbuli anticu... Sintiti a
mia, ca è megghiu anchi pi vui: lassatilu arrivari e facitilu scegghiri
cu l'occhi soi.

D. NZULU

Ca... cucina, si mi diciti accussì... vui ca sapiti e viditi cchiù di
mia... Iu cchiù luntanu di ddocu non arrivu... (_ammiccandola, piano_)
Chi aviti quarchi autra idea?

DONNA PRAZZITA

(_accennando di sottecchi alla nipote_)--Non pozzu parrari ca haiu a
diri missa...

D. NZULU

(_con un movimento di sorpresa_)--Vih!... E cu cci pinsava? (_volgendosi
alla ragazza_) Rachilinedda, figghia... ca comu? nuautri nni stamu
scurdannu di tia!... Chi bedda facci ca cci fa 'u ziu a 'sta niputedda,
ca è 'na scocca di ciuri pi daveru... Ca lassiminni godiri di ssi
biddizzi! (_ripete i soliti gesti d'ammirazione, poi, rivolto a Brasi_)
Guarda chi fai: accumpagnala 'nt' 'o giardinu, a me' niputedda, cci duni
'i forfici e si cogghi un mazzu di rosi a piaciri sò.

RACHILINA

(_balzando in piedi tutta contenta_)--Oh grazii, ziu! Si si... 'I
vittimu passannu e 'o dissimu: «Chi beddi rosi chi avi 'u ziu!»

D. NZULU

Tutti pi tia! Va, va, vo' cogghitilli!

RACHILINA

(_va di corsa, battendo le mani, appresso a Brasi per uno degli usci di
fondo_).


SCENA II.

Donna Prazzita e D. Nzulu.


D. NZULU

Pi mia, cucina Prazzita, Rachilina mancu esistiva...

DONNA PRAZZITA

Ca già... pi vui non esisteva autra ca 'a cucina Tidda! E francamenti,
poi... mi pari curiusu, lassatimillu diri, ca vui... propriu vui, cci la
prifirissivu ad autri!

D. NZULU

Acqua passata, cucina... Iti pinsannu cchiù a mia? 'N'autru munnu!...
Lassamulu iri ssu discursu! Quantu a Rachilina, prima di tuttu, vi
ripetu, ca pi mia mancu esisteva; e poi, una vota ca nni parrati, si vi
parsi assai, vi ricurdati?... la differenza d'età tra mia e Tidda; com'è
ca ora cca cu Paulinu...

DONNA PRAZZITA

Iu?... Parrai d'età!... Chi mi diciti?... Quannu?

D. NZULU

Ca tannu, cucina! Ricurdativi bona!

DONNA PRAZZITA

Ah... forsi pirchì Tidda... chi sacciu... era ancora carusidda (_si ode
il campanello d'ingresso_).

D. NZULU

No, no, cucina, iu cci pensu beni! Facistivu 'a quistioni di l'età, e
facistivu bonu, di dda gran fimmina di munnu ca siti... Tantu ca mi pari
curiusu ora, scusati, ca a vui ca vi parsiru assai 'i dudici anni di
differenza tra mia e Tidda, non vi fannu cchiù impressioni 'i vinti tra
Paulinu e Rachilina...

DONNA PRAZZITA

(_vorrebbe ribattere e sostenere le sue ragioni: ma Brasi, entrando,
glielo impedisce_).


SCENA III.

Detti e Brasi, poi don Liddu e don Nittu, indi Rachilina.


BRASI

Cci su' visiti!

D. NZULU

Visiti? Nni mia? E cu' su'?

BRASI

Li signuri don Liddu Bellè e don Nittu Scavu.

D. NZULU

(_notando donna Prazzita contrariata_)--Cui? (_alla cugina_)--Cucina,
chi forsi 'sti signuri cercanu di vui? Pirchì iu, francamenti, nun cci
haiu nudda servitù....

DONNA PRAZZITA

No! di mia?... Non cridu... Conoscenti... sì...

D. NZULU

Cucina cu mia putiti parlari... Chi forsi cc'è quarchi...

DONNA PRAZZITA

Chi?

D. NZULU

Chi sacciu? Cu Rachilina...

DONNA PRAZZITA

Vih! ca quannu mai! chi diciti? Rachilina?... Bianca comu la cira... 'na
bammina!

D. NZULU

E allura... pi cu' veninu?

DONNA PRAZZITA

E chi sacciu? Pi mia nn' 'i putiti mannari.

D. NZULU

Ma chi persuni su', scusati? Pirchì iu... sapiti, di 'ssi picciutteddi
non conusciu cchiù a nuddu...

DONNA PRAZZITA

Chi v'ha' a diri? Genti bona, pi 'ssa cosa, si... ma aciddazzi
perdi-tempu....

D. NZULU

Ma su' galantomini? (_a Brasi_)--Falli passari (_Brasi via_).

DONNA PRAZZITA

Si... non pozzu diri o' contrariu... Unu è d' 'i Bellè, sapiti... voli
fari 'u gadduzzu... 'i picciuli l'avi... ma cu' avi tanticchia di munnu,
vui mi capiti... cu unu di chissi divi stari cu l'occhi aperti....
L'autru si, mischinu.... pirsuna distinta, ma scarsu... va circannu
d'arripizzarisi 'a caiella...

D. NZULU

Ah, ca boni, boni allura su'... mi piacinu...

DONNA PRAZZITA

Pi cui, cucinu?

D. NZULU

Sentu diri... si su' galantomini... Pi Paulinu. Veni cca, criaturi, ca
non cunusci a nuddu... Iu sugnu un ursu... Accussì trova l'amici pronti
(_vedendo apparire sulla comune i due giovanotti_)--Avanti, avanti,
signuri mei!

DON LIDDU E DON NITTU

(_entrano sorridendo e cercano disillusi con gli occhi Rachelina che
deve averli chiamati dal giardino, vedendoli passare_).

D. LIDDU

(_perplesso e mezzo mortificato_)--Scusi... forsi cc'è sbaglio....

D. NITTU

Non trasemu giusti? Cc'è paura, sbagghiamu porta?

D. LIDDU

No, si cc'è 'a signura Pràzzita? (_Rachelina irrompe dall'uscio, per il
quale è scesa in giardino sovraccarica di fiori, che con grande
esultanza, ridendo come una mattarella, comincia a gettare all'uno e
all'altro dei giovani che ridono schermendosi e cercando d'afferrarla_).

RACHILINA

(_cercando di colpirli coi fiori_)--Cca!... cca!... tiniti cca!... Vi
pari ca non vi vitti a vui! si... quannu mi tuccastivu ca virga!... E
puru a vui, beddu spicchiu! tiniti cca... vi vitti, si... ca
v'ammucciauru arreri 'u muru! (_I due giovanotti seguitano la scena
vivace a soggetto_).

DONNA PRAZZITA

(_restando da prima interdetta e stordita, poi, friggendo per dominarsi
e facendosi di mille colori_)--Rachilina! Rachilina!... (_a don
Nzulu_)--Ca è 'na picciriddazza! (_alla ragazza_)--Figghia mia!....
figghia mia!

D. NZULU

(_con intenzione, sorridendo_)--Ca boni iddi si canuscinu...

D. LIDDU

(_che è riuscito a ghermire a Rachelina una bellissima rosa
bianca_)--Chista è mia... no! chista è mia... e m' 'a mettu cca!

RACHILINA

(_inseguendolo_)--No, chista nenti! chista mi l'aviti a dari.

D. LIDDU

(_tenendo la rosa alta con una mano, e con l'ultra indicando la
guancia_)--Pi turnarivi chista, m'aviti a dari nu vasuni cca!

DONNA PRAZZITA

(_subito, severa, con un grido, quasi temendo che la ragazza glielo
dia_)--Rachilina!

RACHILINA

Ch'è babba vossia... chi fa, si scanta ca cci 'u dugnu pi daveru?... 'Na
timpulata cci pozzu dari! (_a don Liddu, minacciandolo con la mano_)--'A
vuliti? 'A vuliti?

D. NITTU

(_presentando la guancia_)--Cca a mia, cca a mia: ogni datu s'è pirdutu!

DONNA PRAZZITA

Signuri mei, signuri mei, ma chi è? Dicu macari pi rispettu di me'
cucinu, ca è 'u patruni di casa.

D. NZULU

No, cucina! Ma chi diciti, pi mia? M'haiu fattu lu cori tantu, a vidiri
tutta 'st'alligria e tutta 'sta giovintù!

D. LIDDU

(_serio, garbato, ridando la rosa a Rachelina_)--Avi ragiuni, 'a signura
Pràzzita (_a don Nzulu_)--Nuautri cci dumannamu scusa.

D. NITTU

E semu mortificati di l'ardiri ca nn'avemu pigghiatu...

D. NZULU

Ma chi diciti? Vi ripetu ca m'aviti fattu un gran piaciri... Vui siti D.
Liddu Bellè, è veru? Assittativi cca, pregu... E vui, signor Scavu... D.
Nittu, mi pari?... cca banna... (_mentre don Nzulu fa i convenevoli coi
due giovani, donna Pràzzita con gli occhi fuori dell'orbita s'accosta a
Rachelina, la bistratta sotto sotto in silenzio, la pizzica, la
scuote_)--Cca... cca, D. Nittu... e a Rachilina cca... unni si', niputi?
Oh! E chi hai? Chi fu?

RACHILINA

(_sedendo dove le indica lo zio con le lagrime agli occhi e con voce di
pianto, trangosciata_)--Ne... nenti... nenti... (_scoppia in singhiozzi.
Controparte vivacissima dei due giovanotti che subito cavano i
fazzoletti per asciugarle le lagrime e confortarla a soggetto_).

D. NZULU

Cucina, e chi fu? Chi cci facistivu... chi cci dicistivu a Rachilina?

DONNA PRAZZITA

Nenti, cucina. La mortificai com'era di giustu! Pirchì non si fa
accussì! Chi cci pari ch'è sempri picciridda? Na signurina tanta!.... Ma
veramenti, idda, quannu mai? (_i due giovanotti si voltano un momento a
guardarla con occhi sbarrati_).--Accussì seria sempri... Comu si
s'avissi 'mbriacatu cu l'oduri di 'ssi rosi... Ca si non fussimu 'nta la
parintela... cu sa chi cosa putissivu cridiri... (_mentre parla, nota
che don Nzulu non stacca gli occhi dalla ragazza, la quale, sempre
singhiozzando, ma come se ci provasse gusto, ora abbandona il capo sulla
spalla dell'uno, ora su quella dell'altro dei due corteggiatori che si
squagliano in tenerezze. Allora, volgendo lo sguardo e vedendo anch'essa
questo spettacolo, inviperisce_)--Rachilina! Sùsiti di ddocu! E finemula
cu 'sta commedia!

D. NZULU

Ma vah, cucina, vah!.... Lassatila stari, 'nnuzzintedda! Capiscu ca vui,
fimmina di munnu, duviti essiri severa.... ma poi (_volgendosi alla
nipote_)--Vaia, vaia, Rachilina.... Non c'è nenti, o ziu.... Basta,
basta, ora... Ca comu? 'a prima visita, nu veni a chianci dintra? Divi
ridiri, figghia! Vogghiu ca ridi... vogghiu ca ridi.... ca quannu ridi
si' cchiù bedda....

D. LIDDU

Ah, quannu ridi è la stella del paese!

RACHILINA

(_alla fine sorridendo ancora tra le lacrime_)--Stativi mutu vui.... ca
pi curpa vostra (_seguitano a parlare fra loro tre_).

D. NZULU

(_a parte alla cugina_)--Cucina, iu vi capisciu a vui.... Da un cantu,
da pirsuna assinnata, pinsati ca 'u partitu fussi seriu.... e seriu pi
daveru!.... Ma di l'autru cantu--permittiti ora ca sugnu vecchiu macari
iu, ca vi richiamassi a lu vostru sennu anticu--di l'autru cantu mi sta
parennu ca.... scusati, l'interessi vi vulissi fari velu.... (_alludendo
ai giovinotti_)--'U stati vidennu? Vint'anni di differenza assai su'!
Duvemu teniri cuntu di li sentimenti di la giovintù!

DONNA PRAZZITA

Va beni, va beni.... ma 'sti frascularii Rachilina non l'ha' a fari
cchiù, vasinnò sugnu bona e cara, ma si nesciu l'ugna....

D. NZULU

Lassatila iucari, picciridda è.... Livativillu 'stu pinseri d' 'a
testa.... e lassati fari a mia....

DONNA PRAZZITA

Eh già! D' 'o momentu ca cci l'aviti ad aviri vui sulu 'ssu traficu. Vi
nni facistivu un monopoliu!

D. NZULU

(_sorridendo_)--Cucina, si mi livassivu 'sta cunfusioni, vi ripetu,
addumassi 'na torcia di se' parmi.....?

DONNA PRAZZITA

Nenti, cucinu, ascutati a mia ca vi vogghiu beni....

D. NZULU

E chistu è veru!

DONNA PRAZZITA

Non ci criditi? Ca già.... doppu tant'anni ca non nni videmu, 'u sa chi
v'hannu fattu cridiri di mia! Iu sula 'u sacciu quant'haiu suffrutu 'nt'
'o me' cori.

D. NZULU

Cucina, ancora! Non cci pinsamu cchiù! Chi vuleuvu diri, parrati....

DONNA PRAZZITA

Vuleva diri, 'ssa cunfusioni non nni l'avemu a pigghiari nè iu nè vui.
Lassamulu veniri, e quannu veni, pensa iddu. (_sentenziosa e
ammonitrice, volgendosi verso Rachelina_)--Pensa la cosa prima ca la
fai, ca la cosa pinsata è bella assai! (_poi, cambiando tono, come
riattaccando un discorso alieno a cui possono partecipare anche i due
estranei_)--Perciò, caru cucinu, comu vi diceva, cci fussi una bella
cumminazioni ppi chiddu ca iti circannu: 'na casa granni, ariusa, cu
bagnu, giardinu, pirterra, chidda di Don Saru Pulvirenti!

D. NZULU

Eh si, cci aveva pinsatu!.... Chi avi d'ora ca cercu? Ma cu 'ssu
binidittu cristianu di D. Saru non cci pozzu parrari, pirchì 'na vota
àppimu 'na quistioni.

DONNA PRAZZITA

(_dolcissima_)--E cca, o cucinuzzu, non semu p'aiutaricci unu cu
n'autru? Ca ci vaiu iu!

D. NZULU

Ah! bonu fussi, cucina! (_ai giovinotti_)--Lor signori non sanno di chi
si tratta.... Sta per arrivare.

RACHILINA

(_prevenendo_)--No, ziu, pi carità! Cci l'haiu dittu iu di 'stu parenti
(_sbuffa_) amiricanu, ca divi arrivari!

D. NZULU

(_mentre Donna Prazzita fa gli occhiacci alla nipote_)--Si, ma non cci
hai pututu diri ca siccomu Paulinu, criaturi, vinennu cca, non conusci a
nuddu, avissi piaciri ca vuautri signuri, ca siti 'i giovinotti cchiù in
vista d' 'u paisi, divintassivu subitu amici soi...

D. LIDDU

Ah! con tutto il piacere!

D. NITTU

Onoratissimo, caro D. Nzulu!

D. NZULU

Non sulu per le ore di svago, per lo sport, comu si dici, ca l'Americani
cci teninu tantu.

D. LIDDU

S'è pirchissu, lassati fari a mia! Scherma, skating...

D. NZULU

Ma anchi per gli affari.... Ddà, 'u munnu ha statu tuttu sò; ma cca, non
conuscennu l'impresi locali....

D. NITTU

E non cci sugnu iu?

D. NZULU

Ah, vui macari d'affari vi 'ntinniti?

D. NITTU

Pirchì? Forsi vidennumi.... vah, ca mi piaci marciari con un certo
tratto.... cridi ca? S'inganna, sa? Iu sugnu di chiddi ca dorminu cu
n'occhiu! (_con sussiego_)--Mi dica un pò:--Chi capacità avi?

D. NZULU

Mah.... chi vuliti ca vi dicissi? I cunti 'nta sacchetta non cci l'haiu
fattu mai.... Ma, accussì, a occhiu e cruci.... pozzu sbagghiari di
picca.... cridu ca 'u miliuni 'u passa....

D. NITTU

Ah, di chissu si tratta?!

D. LIDDU

Ah, allora.... un signore! Chi piaciri haiu ca veni!

RACHILINA

Uh, e allura riccu è!.... Un parenti milionariu pi daveru avemu?
(_battendo le mani bambinescamente_)--Bellu! bellu! bellu! (_notando
un'occhiataccia della zia, si fa subito seria_)--Ca macari iu nn'haiu
piaciri, pi daveru, oh!

DONNA PRAZZITA

Va, Rachilina, jamuninni, picchì staiu pinsannu, caru cucinu, ca 'u
farmacista di ddà 'nfacci si cci sta facennu l'amuri cu 'sta casa di D.
Saru... e non vurrissi ca...--megghiu cci vaiu ora stissu e ci dugnu 'a
caparra.

D. NZULU

Cucina, tutta 'sta primura... Viditi ca 'a cucina Tidda macari cerca....

DONNA PRAZZITA

Idda cerca; iu mi pari ca l'aiu truvatu! E 'a pigghiu subitu! Pigghia
prima, e pigghia ossu!

D. NZULU

A leggiu a leggiu, pi carità! Non vi pigghiati tanta responsabilità....
L'aviti dittu vui a mia, pirmittiti ca ora 'u dicu iu a vui.... Viditi
ca putiti fari nàsciri 'na rivoluzioni tra parenti.... trattannusi
d'interessi....

DONNA PRAZZITA

Ah, 'u sacciu, ognunu nesci ò naturali.

D. NZULU

E putemu vidiri cosi turchi!

DONNA PRAZZITA

Ma mi pari ca vui, scusati....

D. NZULU

Ah, no, cucina! Iu a responsabilità m' 'a pigghiavu finu a un certu
puntu. Paulinu conusci la condizioni di tutti 'i parenti, pirchì prima
di turnari ha vulutu esatti informazioni.

DONNA PRAZZITA

Ah! e cci l'aviti dati vui, 'st'informazioni? E chi nni sapiti vui,
scusati, 'nficcatu sempri cca dintra?

D. NZULU

Cucina, vi dissi pocu fa (_a D. Nittu e a D. Liddu_)--Scusati, signuri
mei, si vi facemu assistiri a 'sti discursi di famigghia....

D. LIDDU

E nuautri putemu discurriri cca cu 'a signurina.

RACHILINA

Eh.... sì su' discursi di famigghia.... iu chi sugnu? strania?

D. NZULU

E no, nenti, ho finito--Iu, cara cucina, informazioni boni pi tutti cci
haiu datu, comu vi dissi: ho fatto notare una sola differenza, chidda di
la posizioni finanziaria di ognunu. Quannu iddu m'ha dittu ca p'aviri
bona accoglienza da parti di tutti, ssi differenzi, unn'è ca sunnu, li
voli corrèggiri.... mi capiti... assegni.... doti.....

D. LIDDU

Ah, persona... grande, allora!

D. NITTU

No no, mi pari spertu!

DONNA PRAZZITA

Eh già, nni assittamu tutti 'nta un vancu! Chi voli fari spargi me
domina?

D. NZULU

'U stati sintennu a D. Nittu ca 'u chiama spertu? Siccomu--non essennu
turcu--non pò pigghiari autru chi 'na mugghieri, pi non attirarisi
l'inimicizia di tutti l'autri (_alla cugina che fa segni di
diniego_)--l'aviti dittu vui stissa!.... li voli cuitari prima!
Nn'avissi picca.... dici, beh! Nn'avi pi tutti, chi fa, mali?

D. NITTU

Benissimo!

D. LIDDU

Benissimo!

D. NITTU

'U sapiti ca mi sta facennu simpatia prima d'arrivari?

D. LIDDU

E chi a mia mi pari cent'anni c'arriva? (_ma, subito ripensandoci,
preoccupato_) Ma... chi ha ditta ca si voli maritari?

D. NZULU

Precisamenti, e con una della parentela--vedete? tanto più!

D. LIDDU

(_turbato_) Ah... d' 'a parintela?! (_guarda Rachelina_) E cu cui?

D. NITTU

E quant'anni avi?

D. NZULU

Mah... una quarantina...

D. LIDDU

(_sollevato_) Ah! Quarant'anni...

D. NITTU

(_c. s._). Ancora maritari.

DONNA PRAZZITA

Cci 'u putemu dari 'ssu pirmissu, è veru? Ah chi è? vecchiu sternu?

RACHILINA

(_sprezzante_)--Si avi quarant'anni...

DONNA PRAZZITA

(_fulminandola con gli occhi_)--Si avi quarant'anni?

RACHILINA

(_correggendosi_)--Non avi cchiù bisognu di pirmissu, vuleva diri (_si
ode il campanello d'ingresso. I due giovanotti si alzano, mentre Brasi
va ad aprire_).

D. LIDDU

Autri visiti avi vossia. Nuautri ni nni jemu, è veru, signura Prazzita?
Si voli essiri accumpagnata?

DONNA PRAZZITA

No, grazii, non vi disturbati. Ora cca, nuautri parenti... vi
persuaditi, avemu un pocu di tràficu...

D. NITTU

Allura, a rivederci (_i due giovinotti prendono commiato dalla vecchia e
dalla ragazza un poco sconcertati. Poi si appressano a D. Nzulu per
salutarlo_).

D. NZULU

No, chi cc'entra! iu v'accumpagnu (_fa passare i due giovanotti e via
con loro_).


SCENA IV.

Donna Prazzita e Rachilina.


DONNA PRAZZITA

(_piano, acre, aggressiva_)--Ah, t'ha piaciutu di fari a fraschetta cu
'sti du' aimazzi, unu mortu di fami e l'autru 'npanna vaneddi?

RACHILINA

Chi successi? Prima vossia cci facìa tanta facci?!

DONNA PRAZZITA

Ah, non lu capisci, vigilia ammucciata? Ah ch'e' pinsari macari a tia?
Non vidi ca chissu fa e sfa, scrivi, cummina, strullichia, comu s' 'u
parenti fussi iddu sulu, comu si 'u sangu 'ncumuni cci l'avissi iddu
sulu!

RACHILINA

(_impronta e piagnucolosa insieme_)--E allura, mentri ca voli ca haiu a
sapiri sentiri tutti cosi, cci dicu: chi sugnu iu? stuppagghiu di pila?
M'ha piaciri pi forza ss'amiricanu? senza vidiri prima com'è e comu non
è? com'è, biunnu? s'avi l'occhi di jattu per esempiu, vidissi ca a mia
non mi piaci.


SCENA V.

D. Nzulu, Donna Tidda, D. Iacu e dette.


D. NZULU

(_dall'interno_)--Trasi, trasi, Tidda... 'A cucina Prazzita cc'è; cu
Rachilina... Favuriti, don Iacu...

TIDDA

(_seguendo D. Nzulu e seguita da Iacu Naca, dolce, accomodante va verso
Pràzzita_)--Cucina Pràzzita, comu siti! Rachilinedda, figghia, ogni
jornu cchiù bedda tu!

DONNA PRAZZITA

Bona, cucina, ringraziamu a Diu.

D. NZULU

Cucina Prazzita, senza fari complimenti, ca cca a cucina Tidda vi scusa,
vò jiti pi 'ssa casa...

DONNA PRAZZITA

Ca ora, cucinu! aspittati tanticchia! Mentri ca cc'è 'a cucina Tidda,
'n'autra parenti 'ntrinsica, ora ddocu ci voli... prima di jiriminni
(_lo guarda con intenzione come per dirgli, tu vuoi mandarmi via, ma io
non sono pane pei tuoi denti_) aspittati: vaiu p' 'a casa, ma mi
piacissi prima, ca 'i parenti più 'mpurtanti fussimu tutti d'accordu...
cosi serii su'! E giacchè semu cca (_guarda D. Iacu_) fussi bonu ca
facissimu un picculu consigghiu... ma (_lo riguarda_) 'nfamigghia...

D. IACU

(_ridendo bonario_)--Lei mi guarda comu estraniu, signora donna
Prazzita, e in 'ntantu ho l'onuri di considerarmi della famiglia.

D. NZULU

(_stupito_)--Vui?

DONNA PRAZZITA

(_sorridendo_)--Eh.... scusati, di quali latu?

TIDDA

(_scherzosa_)--Di sciroccu e levanti, cucina! 'Nto un jornu di malu
tempu.... a D. Iacu cca, tantu bonu, cci ficiru l'occhi....

D. NZULU

(_frastornato e contrariato_)--Fidanzati?

DONNA PRAZZITA

(_subito accorrendo a baciarla_)--Oh! chi cunsulazioni chi mi sta dannu,
Tidduzza! Quantu ti vasu! quantu ti vasu ancora! (_a D. Iacu_)--Bravu,
D. Iacu! Ca sicuru ca semu parenti allura! E vi pigghiati lu megghiu
chiovu di la nostra varca!

D. NZULU

E comu.... accussì, senza diri nenti a nuddu?

D. IACU

Perchè, D. Nzulu, chi cci dispiaci, a lei? Non sono persona per la
quale?

D. NZULU

No.... chi cc' entra!.... non dica.... È ca m'arriva così....
all'intrasatta....

TIDDA

E chi avia a pigghiari cunsigghi, cucinu? Già.... 'a picciridda: mùzzica
'u jiriteddu.... Vecchia sugnu! E junta a vintitrì uri e tri quarti....

DONNA PRAZZITA

No, chissu non l'ha a diri! Ancora, salaratu, si' 'na bannera!.... Mi
scantava iu, ha' a diri, ca cci pirdevi troppu tempu....

TIDDA

Don Iacu, cca, parrò chiaru.... Cunveni a iddu, cunveni a mia....

DONNA PRAZZITA

Tutti santi e biniritti, chi cc'entra! (_volta a don Nzulu,
trionfante_)--Vi persuaditi, cucinu? Matrimonii e viscuvati, su' di
'ncelu distinati!.... Vah, quantu vaiu pi 'ssa casa.... A nomu miu 'a
pigghiu, cucinu, semu 'ntisi, 'na vota ca vui cci avistivu 'sta
quistioni....

D. IACU

Quistioni? E cu cui, scusassi?

D. NZULU

Ah, nenti.... cu D. Saru Pulvirenti.... 'u patruni d' 'a casa....

D. IACU

Cca cci sugnu iu! Chi fa? Cci voli fari sfreggiu, 'ssu basalacchiu? (_si
alza tronfio_)--Iamuninni, zâ Prazzita, mi permetti ca 'a chiamu
accussì?

DONNA PRAZZITA

Cci permettu? Cu tuttu lu cori! Ca va, allura bonu è, accumpagnatinni!
Iamuninni, Rachilina.... (_a Tidda salutandola_)--Non ti scanti, è veru,
ca ti l'arrubamu pi tanticchia? A rivederci, cucinu!

D. IACU

Allura, vossia mi permetti.... Po' diri ca è fatta: difficili ca mi
facissiru 'na nigativa a mia! (_a donna Tidda_)--Staiu turnannu! (_esce,
seguendo le due donne_).


SCENA VI.

D. Nzulu e Donna Tidda.


D. NZULU

(_resta accasciato, perchè vede compromesso nel meglio tutto il suo
giuoco. Donna Tidda interpreta questo accasciamento come un esacerbarsi
dell'antica piaga dell'amore per lei_).

TIDDA

(_rimasta un po' indietro contempla don Nzulu accasciato, accenna il
segno della croce con meraviglia dolente, poi gli si accosta e dice
carezzevole con dolce mestizia_)--Cucinu.... ca pi daveru vi
dispiacistivu tantu di 'ssu me' fidanzamentu....

D. NZULU

(_seduto, curvo con le braccia appoggiate sulle gambe a penzoloni,
tentennando il capo cogli occhi socchiusi_)--Assai.... assai nni sugnu
dispiaciutu!

TIDDA

Pirchì? Ancora?

D. NZULU

No, ancora!.... Ora.... ora....

TIDDA

Ora?.... E chi nni vuliti cchiù ora di mia? Cchiù suddisfazioni vostra e
cchiù murtificazioni mia di chista?

D. NZULU

(_balza in piedi adirato_)--Sudisfazioni mia! 'A sudisfazioni cci 'a
sta' dannu tu 'n'autra vota a chidda!

TIDDA

Iu? Pirchì?

D. NZULU

(_afferrandola e parlandole occhi tra occhi_) Pirchì? Pirchì
approfittannu di 'stu caratteri to' di jattupardu 'mpignusu e
priscialoru ca ti lassi 'nfruncicari e sati 'nta l'aria pi nenti d'un
momentu all'autru, ti sta livannu 'n'autra vota la fortuna comu fici
tannu (_scotendola_). Pirchì iu ti vuleva beni cchiù di me' stissu e ti
avissi fatta rigina di la me' casa e di lu me' cori!

TIDDA

(_allibita, tremante, col pianto alla gola_).--Cucinu... e pirchì...
pirchì aviti aspittatu tantu a parrarimi accussì?

D. NZULU

(_subito, riprendendosi, sconvolto, affannato, con una mano sul cuore,
quasi temendo che gli voglia scoppiare, ansimando_)--No... no... chi
sta' capennu?... Pi mia? Iu un mortu sugnu ora... un mortu ca parra. Ma
li morti abbriviscinu! E pi tia stava pinsannu!

TIDDA

Ma comu? cucinu... pi mia? iu non vi capisciu! C'haiu fattu?

D. NZULU

Ti cunzumasti... cu 'stu fidanzamentu... ti cunzumasti, e guastasti
'n'autra vota tuttu chiddu ca iu vulia fari pi tia! E stai dannu saziu a
ddà vecchia vilinusa!

TIDDA

Iu? Pirchì? Pi 'ssu fidanzamentu diciti? Ma iu 'nu statu, cucinu, iva
circannu oramai, pi non moriri sula 'nta 'n'agnuni! L'avissi fattu cu D.
Gasparinu Solima c'avi tant'anni ca mi veni d'appressu, si non avissi
statu chinu di gilusii e di faiddi, ca vui 'u canusciti...

D. NZULU

E megghiu chissu, quannu mai!

TIDDA

Megghiu, certu! ma si non si spiegava mai! Chissu si fici avanti... Cosa
d'ieri è, chi vi pari? E si vi dispiaci tantu, cucinu beddu, cosa di
cunvinienza è, chi è p'amuri? Cci dicu ca non mi cunveni cchiù e 'u
mannu a fogghiu tridici...

D. NZULU

No, a mia m'ha' sapiri sintiri, mi disipiaci ca chissa, ca è la causa di
la to' rovina, l'ha a aviri vinta 'n'autra vota: pi mia, ti fici
allarmari pirchì aveva dudici anni cchiù di tia; e ora si discurri ca
non su' cchiù nenti vint'anni.

TIDDA

(_avvampando e saltando, aggressiva_)--Chi 'u voli dari a Rachilina?

D. NZULU

Ca 'nunca! ca 'nunca! Mentri ca iu cci diceva c'avia pinsatu a tia, ca
siti di la giusta età! E si l'ha 'ntroitatu ora, capisci? curriu a
pigghiaricci a casa! Su' tutti cosi fatti pi idda.

TIDDA

(_come punta dalle vespe, perdendo il lume dagli occhi_)--Ah, si? Di
chistu si tratta? E vui cci l'avevu dittu ca pinsavavu a mia?

D. NZULU

Ca comu! ca comu! E dissi ca eri bona pi faricci 'u pani cottu!

TIDDA

Iu? 'U pani cottu?


SCENA VII.

D. Iacu e detti.


D. IACU

(_presentandosi sulla soglia_)--Permesso?... Fatto!

D. NZULU

Daveru?

D. IACU

Eh, cu mia chi si scherza?... Da principiu D. Saru s'avia mutriatu,
masticava tuttu: «ma», «qua», «là», «così», «colì». Ma iu ivu e curti:
'u guardai 'ntrignu 'ntrignu e cci fici pigghiari 'a caparra.

TIDDA

Cci 'a dastivu vui?

D. IACU

No, idda.

TIDDA

Ah bellu sirvizzu facistivu! Pi fari chistu chi cc'era bisognu di tutta
'a vostra mutria? Quannu unu non sapi sentiri chiddu c'avi a fari, non
divi pigghiari 'mprisi e non si divi fari avanti! Di 'ssi vostri arii
nn'haiu li vertuli chini! E mi facissivu un piaciri si non vi
'ntricassivu cchiù nni li cosi chi non v'apparteninu! (_rimettendosi
tutta agitata la spagnoletta, rivolta a D. Nzulu_)--Ma chi vi pari ca
finisci accussì, cucinu? chissà è casa ca idda non si l'ha a pigghiari!
E macari ca s' 'a pigghia cci ha a ristari pi cappata. Ora iu mi nni
vaiu nni D. Gasparinu Solima e mi fazzu cuntrattari chidda di D. Matteu
Musumeci, so' cucinu!...

D. IACU

Vui? Nni D. Gasparinu? Chi faciti? (_le si para davanti minaccioso_).

TIDDA

(_tenendogli testa e scostandolo_)--Fazzu chiddu chi mi pari e piaci! E
non mi viniti d'appressu, ca non haiu bisognu di cumpagni di
processioni, tantu pi sapillu! (_va via di furia, lasciando D. Iacu
sbalordito e D. Nzulu che se la ride sotto sotto_).


SCENA VIII.

D. Iacu e D. Nzulu.


D. IACU

(_dopo breve scena muta; guardando arcigno D. Nzulu che sorride con
dispettosa bonarietà come per placarlo_)--Ah, vui ci riditi? Ma iu non
sugnu omu da subire un simile affronto! Chi cc'è, volta faccia?
Complotto? Comu? nell'attu ca iu rendo un serviziu a costo di
comprumettirimi, mi si gioca questo tiro alle spalle? E vui ci riditi
ancora? (_battendo un pugno sul tavolo_) Mi nni rispunniti vui di la
signurina donna Tidda!

D. NZULU

(_fingendo timore_)--Iu vi pregu, caru D. Iacu, di calmarivi un pocu. Mi
veni da ridiri... si, per la cosa in se stessa... vidennuvi accussì
pigghiari focu comu un surfareddu... per una inezia...

D. IACU

Inezia? Comu, inezia? E la parola! il debito d'onore! Un impegno sacro!

D. NZULU

Non dicu di no... ma, in funnu in funnu, via... datu ca 'stu
fidanzamentu non è ancora ufficiali... n' 'o sapi nuddu!

D. IACU

Caru D. Nzulu, vi facciu riflettiri ca 'u sacciu iu, e basta! E quando
lo so io, è altro che ufficiale, è colonnello! Cca mi staiu sintennu 'i
carti canciati 'nt'e' manu! E non putennuccinni dumannari cuntu a 'na
fimmina, lu vogghiu di vui!

D. NZULU

(_c. s._)--Iu non v'haiu offiso, caru D. Iacu! Me' cucina Tidda,
forsi... Ma viditi chi è?... Semu un pocu stunati. Qua le cose sono
cambiate dalla notte al giorno..... chiddu ca prima pareva nivuru, ora è
jancu... Cci vulemu ragiunari un muminteddu? In America, si procede
così...

D. IACU

Si, ma cca non semu in America! semu in Sicilia!

D. NZULU

Pi 'n'autri vinti jorna, amicu miu! Ma fra un misi, 'stu paisi sarà
americanu a tunnu!... 'U sapiti ca me' niputi torna cu dinari assai e
sbrizziannuli di cca e di ddà, vuterà la facci a tuttu? Macari vui vi
duviti cunfurmari...

D. IACU

Iu non votu facci mancu davanti a Carlumagnu!

D. NZULU

E va bonu... e va bonu... Non è quistioni di votari facci; è quistioni
di ragionari! In America, o per dir megliu, all'americana--chi è 'u
fidanzamentu? Anchi ufficiali... anchi colonnellu, comu diciti vui!
all'americana, non si guarda neanche al matrimonio! Questioni di
convenienza! A mia per esempiu, mi piace vostra moglie, vegnu, e vi
dicu: Quantu costa?

D. IACU

E iu vi fazzu 'na fucunata cu 'na pistola d'arciuni ca pari un
picciriddu, ca vi lassu pi spirdu unn'è ca siti misu!

D. NZULU

Pirchì siti... anzi, semu siciliani! Ma si lu vostru, per esempio, ha
statu un matrimoniu di cunvinienza, chi cci appizzati a cèdiri 'a vostra
mogghi? Novanta voti supra centu, vi livati 'na frazzata di
supra:--«Quantu costa?». Cci mittiti un prezzu, anchi d'affezioni:
centu, ducentu, tricentu mila: «Se la prende!». Faciti divorziu:
arrifriscati vui, arrifrisca idda, mi 'nfurcu iu, e bona notti!

D. IACU

E il punto d'onore?!

D. NZULU

Questioni di prezzu! Cci l'includete nella somma, e faciti tuttu un
forfait! (_giunge le mani e le agita in atto commiserativo_) Ca caru don
Iacu!... 'Stu fidanzamentu cu me' cucina era di cunvinienza--mi l'ha
dittu idda stissa ora ora.

D. IACU

Si.... in fondo.... non negu; ma....

D. NZULU

Non cc'è ma.... vi l'haiu dittu!.... Vui, rinunziannucci, rinniti un
serviziu a me' niputi, e me' niputi si disobbliga (_gesto dignitoso di
D. Iacu_).--Pi forza! O vuliti o non vuliti! Vui diciti: «Non vogghiu!
non vogghiu!» E chiddu voli pi forza--chi cci faciti? Si disobbliga pi
forza! Ma dici: «Chi è che lo informa dello stato delle cose?». Vui,
forse?--Chi cc'entra! Parlo io! (_guardandolo negli occhi, mentre D.
Iacu appare quasi rimesso_)--E a cunti fatti:--Siti omu di maritarivi
vui?

D. IACU

Eh già... Non mi ponnu diri: «Chi su' beddi 'ss'occhi...».

D. NZULU

E cu 'na fimmina comu a me' cucina! 'A vogghiu beni; ma Diu nni scanza!

D. IACU

Ah, cu mia, o si modificava....

D. NZULU

O finiva tinta! Dunca m'aviti a ringraziari ca vi la fazzu finiri bona
prima di cuminciari...

D. IACU

Ah comu! accussì di bonu a bonu?

D. NZULU

Ah santu nomu di Diu, ca c'haiu parlatu turcu? (_prendendogli una mano e
stringendogliela tra le sue_)--Cci siamo intesi! Resterete contento di
me!

D. IACU

Pirchì è lei, omu anzianu!... E pirchì iu sugnu omu di cori, e non
vogghiu fari perdiri 'a furtuna a nuddu...

D. NZULU

Eccu una parola di cavaleri anticu!

D. IACU

Ah sempri iu sugnu, don Nzulu! (_si ode il campanello d'ingresso_)
Baciamu li manu! (_egli stringe la mano vigorosamente come per
concludere un fatto solenne e va via_).


SCENA IX.

D. Nzulu, Brasi e D. Gasparinu.


BRASI

Il signor D. Gasparinu Sòlima! (_lo introduce_).

D. GASPARINU

(_che ha incontrato nell'ingresso Iacu Naca, entra con un occhio a
questo e l'altro a D. Nzulu--titubante, costernato, scontroso,
diffidente e irascibile--tartagliando_). Bon giornu... (_resta in piedi
e col cappello in mano che tormenta nelle falde_).

D. NZULU

Bon giornu, caru D. Gasparinu! Comu va? Macari vui? Pusati 'u
cappeddu... assittativi... (_Brasi gli accosta una sedia_).

D. GASPARINU

Grazii!... Non m'assettu...

D. NZULU

Ma... scusati, circati a mia o a quarcunu ddà banna?

D. GASPARINU

(_smettendo di guardare di là_)--Non cercu a nuddu!

D. NZULU

Ah... e allura, pirchì vinistivu?

D. GASPARINU

Si vi dispiaci, mi nni staiu jennu!

D. NZULU

No! e pirchì m'avi a dispiaciri? Anzi! (_con un sorrisetto malizioso e
accostandoglisi con le mani avanti come per palpeggiarlo_) Si vineuru
prima!...

D. GASPARINU

(_arretrandosi e imbevendosi tutto_)--Non mi faciti 'sti gesti, a mia,
ca mi veni l'irritazioni!

D. NZULU

(_canzonatorio_)--No! l'irritazioni vi veni, pirchì non la truvastivu!

D. GASPARINU

A cui? Vi dissi ca non cercu a nuddu!

D. NZULU

(_c. s._)--Vaia, ora! D. Gasparinu, sintiti... un consigghiu d'amicu.
Ittativi, pirchì, si cci pirditi tempu, cc'è quarcunu ca si jetta prima
di vui.

D. GASPARINU

Ora a mia, 'ssi discursi accussì 'mpidugghiati, non mi piacinu! Di cu'
sintiti parrari?

D. NZULU

Ca di me' cucina Tidda, don Gasparinu! Pi forza a mia mi l'avistivu a
fari diri?

D. GASPARINU

E vui putiti diri chiddu ca vi pari e piaci! Iu non haiu parratu, e
mancu parru!

D. NZULU

E mentri vui vi stati mutu, D. Iacu Naca si sta facennu sutta di mala
manera!

D. GASPARINU

A mia non mi 'mporta nenti di 'ssu vastasu di cozzu e di chissa ddocu,
cu tuttu ca vi veni cucina!

D. NZULU

Ah! Allura quann'è chissu.... A mia m'avia fattu l'impressioni, pi
dirivi a virità, ca eravu irritatu pirchì l'aveuru vistu 'nsemi....

D. GASPARINU

A cui?

D. NZULU

A me' cucina e a D. Iacu, ca l'accumpagna sempri!.... Basta. Parramu
d'autru. Dicitimi in che cosa vi posso servire....

D. GASPARINU

Iu, pi sapillu, non vi dicu nenti! Anzi, no! Vi dicu 'na cosa sula, ca è
chista: Primisi primisi, ca non haiu avutu mai nudda 'ntenzioni e non
m'ha passatu mancu pi lu ciricoppulu di la testa! E pozza pozza.... cu
'na cosa di chissi, santu diascacci e diantanuni, sugnu bonu e sugnu
capaci di scunzari ogni cosa, una vota pi sempri! (_si caccia il
cappello in testa, e se ne va sbuffando_)--Vo' facitivi benediciri!


SCENA X.

D. Nzulu e Brasi.

(_entrambi seguono don Gasparino fino alla comune. Poi si guardano in
faccia_).


BRASI

(_con aria arguta_)--Scusassi, patruni: chi professioni facia vossia
all'America?

D. NZULU

Iu? Stampava pupi!

BRASI

Di pezza?

D. NZULU

Di carni! Cci sucava lu civu di la midudda, lu funnu di lu stomacu, e
poi li 'mpicava comu li zazzamiti!

BRASI

E mi l'àva persuadutu iu.... 'O maniari d' 'a palitta, si vidi ca nni
gratta....

D. NZULU

(_guardandolo fiso_)--E tu si' 'u babbu?

BRASI

(_ridendo da scemo_)--Pirchì?

D. NZULU

(_lo agguanta per il petto_)--Auh! (_gli fa cenno col dito di tacere. Si
riode il campanello d'ingresso_).

BRASI

(_dopo aver messo la mano sul petto, come per dire «confidi» s'avvia
verso la comune per aprire_).

D. NZULU

Brasi! (_Brasi si ferma, si volta e lo guarda_)--Non cci sugnu cchiù pi
nuddu!


_Tela._



ATTO SECONDO


SCENA I.

D. Prazzita, Rachilina, D. Liddu, D. Nittu, D. Tidda, Don Iacu, D.
Gasparinu e Brasi.

(_i primi tre siedono sulla sinistra della scena; gli altri sulla
destra, meno D. Nittu e Brasi, che stanno in piedi tra i due gruppi, un
po' appressandosi all'uno un po' all'altro in controsenso, appena essi
accennano di venire a lite. I due gruppi si guardano con diffidenza e
sbuffano, D. Gasparino caccia mosche irosamente e frigge di continuo_).


DONNA PRAZZITA

(_dopo breve scena muta, dolcemente al servo_)--Guarda chi fai,
Brasuzzu.... Si fa tardu pi mia.... è megghiu ca mi nni vaiu, iu.... Si
mi vo' iri a pigghiari chiddu chi sai....

BRASI

Chi voli 'u ritrattu?

DONNA TIDDA

(_scattando in piedi, subito imitata da D. Gasparino che sibila_)--Chi?
'U ritrattu? Quali ritrattu? (_tirando Brasi forte per la
giacca_)--Aspetta, non ti pàrtiri!

DONNA PRAZZITA

(_come una che, sapendo con chi ha da fare, non vorrebbe venire subito
ai ferri corti_)--Ah chi? macari ddocu ti voi attaccari? 'nta 'ssu
ritrattu vecchiu?

TIDDA

A tutti banni m'attaccu iu, pi sapillu! E non vi faciti 'ssa vucca
ammilata, ca ora vi sacciu cu' siti! Ah, iu m'attaccu? Vui ca faciti
cafola sutta sutta e chiantati rampini pi scavarcari mura lisci! Vi
sacciu cu' siti! Ca m'avvilinastivu la vita!.... Ma cosa di 'na vota
ponnu èssiri! 'Sta vota la scacciati fràcita! Vi fazzu manciari li
vùvita cu lu sali!

DONNA PRAZZITA

Ti lassu parrari, figghia.... Sugnu fimmina granni.... Chi pozzu aviri
'ssa valìa chi hai tu'?

TIDDA

Ah, valìa haiu! Finiu ca sugnu chidda d' 'u pani cottu? (_le si fa quasi
addosso_).

D. LIDDU

(_si alza per trattenerla garbatamente_)--Signorina.... signorina....

D. IACU

(_a D. Prazzita, che vedendosi minacciata s'alza anche
essa_)--Signora.... signora.... no.... s'assittassi.

DONNA PRAZZITA

Di mia v'allarmati, caru D. Iacu? Iu dumannai 'ssu ritrattu pi iriminni
e livaricci l'acqua.... Fimmina di paci, sugnu....

TIDDA

Già! Fimmina di paci! c' 'a pistola di sutta! Si voli aggranfari tuttu
cosi idda! Cu' cci 'u dissi di 'ssa 'mpruvisata ca ci vulia fari stasira
a Paulinu, di faricci truvari a so' patri bellu appisu 'nt'o' centru d'
'u salottu?

D. GASPARINU

Sentu diri certi cosi strammi ca mi fannu urtari 'i nervi!

TIDDA

Chi è ca chicchiati vu' 'n'autru?

D. GASPARINU

Già!.... appisu 'nt'o' salottu! Comu, 'nfurcatu?

DONNA PRAZZITA

'Mpruvisata!.... Comu, figghia, si haiu 'a curnici già fatta: sissanta
pi novanta.... Brasi, vo' pigghiala....

TIDDA

Si si, vo' pigghiaccilla, Brasi! A idda cci arresta 'a curnici, e iu mi
pigghiu 'u ritrattu! Nni mia ha a scurari stasira, 'nt' 'a so' casa!
(_Brasi via_).

DONNA PRAZZITA

Ca chissu.... ah, s'avi a vidiri ancora! 'A casa ca pigghiai iu, fu
pigghiata cu 'u cunsensu di tutti, e nuddu cca--si 'i carti non su'
canciati--'u po' nigari.

D. GASPARINU

Iu non sacciu nenti! E pi mia non cc'è nè canciata, nè scanciata!

TIDDA

Sicuru! 'A casa di D. Saru Pulvirenti! Ddu sfunneriu vecchiu ca mancu è
bona pi stadda! A vera casa digna d'iddu è chidda ca cci pigghiai iu, pi
sapillu: 'nt'o' palazzu di D. Matteu Musumeci!

D. GASPARINU

Me' cucinu!

TIDDA

Pianu nobili, quinnici cammiri, tri entrati, dui pirterra, gallaria e
giardinu pènsili, villetta cu sidili a umbrella, vasca cu pisci di centu
culuri e 'u sgricciu 'nt'o' menzu, pirgulatu di muscatidduni e zibibbu
di Palermu longu dudici canni, bersò di rosi e gersumini, statui, grasti
scurpìti, tavulini di marmu e di ferru, magnolia 'ncentru ca sturdisci
un quarteri, tuberosi, garofali, gardenii, rosi napuliuni, ognuna tanta,
e ponsò ca parinu nisciuti d' 'u cosaduciaru... Puddaru, cunigghiera,
palummera.

DONNA PRAZZITA

Ca già... l'arca di Noè...

D. GASPARINU

Casa di signori!

TIDDA

A 'nvidiazza 'a fa parrari! Un paradisu!

RACHILINA

Zia, iamuninni, Maria Santissima, vossia cci perdi di dignità, scusassi.

TIDDA

Oh, pispisedda, non parrari masticata, ca tu cu mia parri! T' 'u
sintisti 'ntroitari l'americanu, è veru, iattaredda morta? Non fa nenti
s'è tignusu! non fa nenti si si vavia... abbasta ca cci 'u livamu a
'n'autra, è veru? Non ti veni fatta! non ti veni fatta! Inutili
c'aggiarnii! inutili ca ti fa' pigghiari 'u virticchiu!

D. LIDDU

(_vedendo quasi mancare Rachilina, severo_).--Ma scusi! Che modo è
questo! Mi pari ca 'a signurina non ha dittu nenti ca putissi
offenderla!

TIDDA

Cu' siti vui? cu' vi cci 'mmisca?

D. IACU

Chi è? chi fu? chi trasi genti fora tracchiu? Lassamu parrari 'i fimmini
tra d'iddi e non cunfunnemu 'u bistiami!

D. LIDDU

(_facendoglisi avanti, minaccioso_).--Sintiti, 'u paraguni forse calza
pi vui, ma pi mia, no! Pirchì o' bestiami cci putiti apparteniri vui
sulu. (_D. Iacu si lancia come un leone, urtando ad arte contro D. Nittu
per farsene schermo_).

D. NITTU

(_trattenendolo, mentre Brasi trattiene D. Liddu, forte_)--Per carità,
signor D. Iacu! Per carità! (_poi piano_). Non nni vali la pena.

D. IACU

(_notando che D. Liddu è ben trattenuto da Brasi, con un urlo leonino_).
Vah, livativi di ddocu! (_con una bracciata lo scosta e poi fissa
accigliato D. Liddu che non solo sostiene lo sguardo ma lo sberteggia
con un sorriso di sfida_).--Nni truvamu 'nprisenza di fimmini, e vui mi
'nsignati... anzi, iu vi 'nsignu!

TIDDA

(_interrompendolo_).--Vah, finitila! Non nni faciti ridiri!

D. GASPARINU

Ridiri? A mia mi sta vinennu l'irritazioni!

D. IACU

No, permettiti: non è cosa ca po' finiri accussì, chista! Cca D. Liddu
m'ha pistatu un itu, e si non mi dimanna scusa, avi l'obbligu
d'attaccarimicci un fazzulettu.

D. LIDDU

Vi cci attacca macari un cuddaru c' 'a ciancianedda, si vi fa piaciri!
(_i due fanno per lanciarsi di nuovo, sempre trattenuti_).

D. GASPARINU

Mi pari ca mi pigghiau! (_con le mani in tasca, agita la giacca come per
costringersi a non menarle_).

RACHILINA

(_sentendosi venir meno_).--Oh Diu Diu... Maria, zia... zia mia... mi
sentu 'na cosa... mi manca... mi manca l'aria... Diu... Diu....

DONNA PRAZZITA

(_schizzando alla fine fuoco e veleno dagli occhi, a Tidda e a D.
Iacu_).--Ragiuni aviti! (_poi, alla nipote_). Chi ti senti, figghia? chi
ti senti? (_la sostiene, aiutata da D. Liddu e da D. Nittu_).

D. IACU

(_a D. Liddu, approfittando nel vederlo occupato a sorreggere la
ragazza, gli mette una mano sulla spalla_).--Riceverete persone!

D. LIDDU

(_guardandolo con sprezzo_).--Di cui? di vui? (_Rachelina udendo queste
parole ha un singulto e sviene del tutto_).

DONNA PRAZZITA

Vi, vih, cori miu! Cci ficiru pigghiari un surtu, 'sti scialarati!

D. GASPARINU

Mittitici nomu e cugnomu, pirchì, si mi siddiu iu, toccu famigghi!

DONNA PRAZZITA

Idda ca è accussì suscettibili! Un pocu d'acitu! Brasi, curri! Un pocu
d'acitu!

TIDDA

Ca stuppativi vui, ca nni siti china! di chiddu di li setti latri.


SCENA II.

D. Nzulu e detti.


BRASI

(_mentre Brasi corre verso la comune, s'imbatte in D. Nzulu che
entra_)--Oh, arrivau! Alla cca! Cci ha statu missa cantata, e ora
(_additandogli la ragazza svenuta_) cc'è 'u Signuri espostu!

D. NZULU

(_accorrendo_)--Oh! E chi fui.. Rachilina!... Chi fu, cucina Prazzita?

DONNA PRAZZITA

(_lo guarda con occhi torvi e urla_)--L'acitu!

D. NZULU

(_volgendosi dall'altro lato_)--Tidda... parra tu!

TIDDA

(_voltandogli le spalle_)--Affari vostri sunnu!

D. NZULU

(_a D. Liddu_)--Ma chi fu?

D. LIDDU

(_intento alla ragazza_)--'U sta vidennu, mi pari!

D. NZULU

(_guarda D. Iacu interrogandolo con gli occhi_).

D. IACU

Non finisci bona! Matematicu!

D. NZULU

(_c. s._)--Don Gasparinu!

D. GASPARINU

(_arruffandosi tutto_)--Santu diascacci e diantanuni! Chi macari a vui
haiu a sentiri?

D. NZULU

(_seccato_)--Ma 'nsumma! 'U pozzu sapiri chi sta succidennu 'nt' 'a me'
casa?

D. NITTU

Nenti, signor D. Nzulu... un piccolo disturbo... causatu...

TIDDA

Quali disturbu! Smorfii! Non mi tuccati ca mi scozzulu!

D. LIDDU

Ma signora... ma signorina... è la seconda volta!

TIDDA

Ma 'nsumma, chi voli chistu?

D. IACU

Voli essiri muzzicatu, pirchì pi la secunna vota sta stuzzicannu lu cani
ca dormi!

DONNA PRAZZITA

Mi maravigghiu di vui, cucinu! Mi maravigghiu di vui, ca 'ncasa vostra
riciviti li cani e li gatti!... 'Na gatta comu chista e un cani... ca si
l'ha dittu iddu stissu ca è cani!

D. NZULU

Ma carissima cucina! O cani o gatti, tutti parenti mi siti!

DONNA PRAZZITA

Ah no, scusati! Nni stati facennu divintari vui cani e gatti cu lu
vostru gustu e lu vostru piaciri, vo' circati pirchì!

D. NZULU

Iu, cucina! No! L'ossu vi cci sta facennu divintari, pirchì sta vota è
duru a lu spurpari!

TIDDA

Già! E li denti non su' chiù chiddi di 'na vota!

D. NZULU

Zittiti, tu! Ca su' boni li toi, denti di cagnulazzu c'addenticanu lu
saittuni pi lu gustu di muzzicari e po' lu lassanu 'nvalìa di la
vurpi!... Mi dispiaci cca pi Rachilina (_carezzando la ragazza e dandole
buffetti mentre Donna Prazzita le spruzza aceto in faccia e Brasi le fa
vento con le palme aperte_) Oh 'sta nicaredda... 'sta nicaredda mia...
coraggiu... e chi fu? accussì... grapemu l'occhi... oh, ridemu... ridemu
ca chisti cosi di ridiri su'... Facemula assittari cca... d'accussì...

DONNA PRAZZITA

Ah chi scantu ca mi facisti pigghiari, figghia mia! (_irata_) Susiti,
susiti e iamuninni! Cca è un miraculu si non cci appizzamu 'a vita! Cosi
di galera! (_e come D. Nzulu le si appressa, premuroso_) Ah, gnurnò,
livativi... Risparmiativilla, cucinu, tutta 'ssa premura... cu 'stu
beddu ghiommuru ca aviti dintra.

D. NZULU

Ah, cu mia, sparti, v' 'a pigghiati? Vi staiu truvannu tutti cca
riuniti, senza sapiri pirchì e pi comu!

DONNA PRAZZITA

Ah, non sapiti pirchì e pi comu? Doppu c'aviti fattu l'uffiziu d' 'u
diavulu? A casa pronta è! Unn'è ca ha scurari stasira 'stu galantomu
c'arriva? Chi n' 'a pigghiai cu 'u vostru cunsensu 'sta casa? chi n' 'o
sapeva macari idda? iu non haiu fattu nenti ammucciuni, ca non è custumi
miu!

TIDDA

Ca comu? ca chi cc'entra! Tuttu cosi a lustru di suli faciti vui, comu
'i fuani!

DONNA PRAZZITA

'U po' nigari? non eri presenti tu stissa cca, quannu dicisti ca eri
zita cu 'stu me' signuri? E vui, signor D. Iacu, non mi vinistivu a
aiutari a pigghiari 'a casa? Tuttu 'nsemula, 'nt'a un vidiri e svidiri,
abbulau 'stu matrimoniu e t'arrivinni la raggia di l'americanu?... Ma
iddu certu appi a essiri, ca ti lu misi 'ntesta!

TIDDA

No, cori miu, iddu, cci l'aveva di prima, iddu, 'ntesta e vi l'aveva
dittu, e vui ittastivu 'n' autra vota lu nivuru comu la siccia! Ma du'
voti 'u stissu iocu non veni 'mparu! E iu fici chiddu ca fici pi
scunsarivi li iaccola, pirchì non sugnu cchiù dda cunigghiedda di 'na
vota! E si iddu ora davanti a vui non sapi parrari cchiù comu parrau cu
mia, 'i me' ragiuni mi li sustegnu iu stissa, ca m'abbasta l'armu, o
voli o non voli, pirchì si si voli tirari 'nn' arreri iddu, non mi cci
vogghiu tirari cchiù iu!

D. NZULU

Signuri mei, io non vogghiu e non svogghiu, pirchì non tocca a mia a
vuliri e a svuliri! Siti vuautri ca aviti fattu manichi e quartari! Iu
era ittatu cca, siddiatu di 'ssa petra di l'aria chi m'avia arrivatu.
Vinistivu, sintistivu, avvampastivu pi 'st'americanu c'avia arrivari, cu
curriu di cca, cu curriu di ddà, mi stunastivu, mi sturdistivu, mi
'mbriacastivu. Chi v'avia a diri? Vi avia a attaccari?

DONNA PRAZZITA

(_per scoppiare_)--E allura chi sintiti diri, chi non vuliti dari
ragiuni a nuddu? Ma comu? du' casi?

D. LIDDU

Du' casi suli, signura? E chi su' 'i casi? Mi pari ca 'i cosi a dui e
macari a tri, assai cca si ficiru! Non è giuoco pulitu! (_guardando a D.
Iacu_)--Matrimonii ca si cumminanu e si scumminanu....

DONNA PRAZZITA

Già!

D. LIDDU

No! Dicu macari a lei, signora! Chi sacciu (_fa per andarsene_).

D. IACU

Vi nni jiti? Aspettate! Ho da diri anch'io qua specialmente a chiddi ca
s'hannu sguazzatu la vucca--che Iacu Naca, in tutto questo, ha fatto una
parte di generosità, e si, all'urtimu, del diciannove s'è fattu
sessantuno, 'a curpa è d'un vecchiu e d'una fimmina, a li quali non
pozzu dimannari soddisfazioni. Ve ne potete andare voi, e non vi
scurdati ca riceverete visite!

D. LIDDU

(_che durante questo discorso s'è avvicinato alla comune, torna indietro
pian piano e posando calmo e fermo una mano sulla spalla di D. Iacu che
non osa respingerlo_)--Mi nni vaiu, ma.... vui non mannati a nuddu!

D. IACU

(_guarda fieramente in giro_)--Con permesso, signori... (_va via
risolutamente di fretta, seguito da D. Liddu che se ne va invece
lentamente sogghignando forte_).


SCENA III.

Detti, meno D. Liddu e D. Iacu.


D. GASPARINU

Meno mali ca si nni jeru, santu diascacci e diantanuni, pirchì m'avianu
smossu la nirvatura di 'na manera tali!

DONNA PRAZZITA

Ni nni jemu macari nuantri, D. Gasparinu, pi livarivi a tunnu
l'irritazioni, (_a Don Nzulu_)--Però v'avvertu ca accussì non po'
finiri! Ah, non finisci bona.... non finisci bona (_si avvia_).

D. NZULU

(_soddisfatto sempre più del suo gioco_)--Ma, cucina, permettiti....

DONNA PRAZZITA

Chi vuliti permettiri, facitimi 'stu piaciri! No a mia, cucina, ma una
santa di l'artaru avissivu fattu spiccicari, cu 'na cosa di chisti!
Camina, camina. Rachilina.... Cu' nni voli beni nni veni appressu (_si
avviano_).

D. NITTU

(_impacciato, perplesso, non volendo compromettersi con Donna Tidda,
parandosi davanti a Donna Prazzita_)--Signora.... per carità.... La mia
devozione lei la conosce.... un poco di prudenza, la prego.....

TIDDA

Ma no... si la vuliti beni, itici appressu!

DONNA PRAZZITA

Non avemu bisognu di cudatarii, nuatri! (_via con Rachelina_).


SCENA IV.

Detti, meno Donna Prazzita e Rachilina.


D. NITTU

Iu sugnu devotu a tutta la famiglia, specialmenti a lei, signurina
Tidda!

TIDDA

A mia? pirchì a mia? Stativi mutu, ca non vi comprumittiti cu nuddu,
vui! Nuddu si comprumetti cca! Si fannu vuci, si stuzzicanu li genti, e
poi...

D. GASPARINU

Pirchì, iu, non sugnu omu di fatti? Allura, 'n'autra vota chi fazzu,
sparu?

D. NITTU

Ma... scusi, chi forsi non sugnu cca cu lei? Questo è un fatto!

TIDDA

E pi chissu vi sintiti comprumisu? Chi cc'è paura, vuliti fari quarchi
duellu puru vui? o vuliti sparari... pum!... comu D. Gasparinu?

D. GASPARINU

Pirchì, s' 'u dicu n' 'o fazzu iu? 'U vuliti vidiri ca sparu pi daveru?
(_cava dal fianco la pistola_) e toccu famigghi! (_Don Nittu alla vista
della pistola indietreggia istintivamente, mentre Donna Tidda e D. Nzulu
si fanno coraggiosamente incontro a D. Gasparino_).

TIDDA

E vah! non iucamu! chi siti pazzu?

D. NZULU

(_contemporaneamente_).--Chi è, D. Gasparinu? Accussì prestu pigghiati
focu? Sarvativi 'ssa tofa ca vi po' scasciari!

D. GASPARINU

(_convulso, rimettendo la pistola nel fodero_).--Ca iu malu canusciutu
sugnu, santu diascacci e...

TIDDA

(_subito attaccando_).--E diantanuni! Va, jamuninni, accumpagnatimi!

D. NZULU

Ma, no... ma, no... unni vai, Tidda? (_le si para davanti_).

TIDDA

No, no... finemula cu 'ssa Tidda, ca assai cci aviti iucatu! Mi aviti
trattatu comu una nimica! E 'ssa cosa di 'ssa casa sarà causa di sconzi
serii! Ma serii-serii! Iamuninni, D. Gasparinu, ca cca m'accumincianu a
bruciari 'i pedi! (_s'avvia di furia e scompare per la comune_).

D. GASPARINU

E a mia li manu (_s'avvia di furia anche lui_).

D. NZULU

(_gli grida dietro_).--Abbasta ca non sparati, D. Gasparinu!

D. GASPARINU

(_voltandosi con le mani per aria_).--A secunnu comu mi firria! (_via_).


SCENA V.

D. Nittu, D. Nzulu e Brasi.


D. NZULU

(_dopo aver guardato un po' D. Nittu rimasto mortificato_).--Vi
persuaditi, caru D. Nittu?

D. NITTU

Lo dice a me? Io che per essere uomo di tratto e di pace finiu ca fui
insultatu di chisti e di chiddi e ristai abbannunatu di tutti, cca, comu
un cani senza patruni!

BRASI

(_sghignando da scemo_).--Eh... eh... 'a corda gruppa gruppa, cci va
'nt' 'o mezzu cu' non ci curpa!

D. NZULU

(_licenziandolo con una stretta di mano_).--Cunsulativi, caru D. Nittu,
non siti vu' sulu!... E si peju non cc'è, chistu un è nenti!

D. NITTU

Ca già! Cc'è 'stu fattu di 'stu duellu!

D. NZULU

Bisogna impedirlo! Ca comu! Giustu giustu, nni 'stu mumentu, cci avemu a
dari 'stu spittaculu a chiddu ca arriva? Di tuttu, di tuttu bisogna
fari, D. Nittu, pi non farlu succediri! E non cc'è megghiu di vui pi
mittirivicci 'nt' 'o mezzu?

D. NITTU

Io?! Cu tuttu lu cori! Ma veda... veda... Sono dui tipi intrattabili! E
s'attaccaru forti... lei l'intese? Paroli sottintese, ma sanguinose...
Ah! una sfida tremenda!

D. NZULU

Si, ma voi... col vostro tratto (_spingendolo verso la comune_).
Curriti, curriti, D. Nittu, e purtatimi boni notizii.

D. NITTU

(_prima d'uscire_)--Mi proverò... farò del mio meglio... ma non cci
spero, sa? (_via_).


SCENA VI.

D. Nzulu e Brasi.


D. NZULU

(_sorridendo, soddisfatto, a Brasi_)--L'avvirtisti o' sartu?

BRASI

L'avvirtii... Ma pi cui?

D. NZULU

Ca pi tutti 'sti me' signuri...

BRASI

Già... ora ca nn' 'i fici iri tutti pari sciarriati.

D. NZULU

Zittiti, ca tornanu.

BRASI

Cui?

D. NZULU

Tutti.

BRASI

Non tornanu.

D. NZULU

(_guardandolo bene negli occhi_)--E tu n' 'o capisci ca tornanu? (_si
ode il campanello d'ingresso_)--Vo' grapi. (_Brasi via_).


SCENA VII.

Detti, Donna Prazzita e Rachilina.


D. NZULU

(_vedendo rientrare le due donne, premuroso, sbottoneggiando_)--Oh chi
vi scurdastivu cosa, cucina?

DONNA PRAZZITA

(_attaccandosi al primo pretesto che le viene in mente_)--'A curnici, mi
scurdai! Siccomu è mia... accattata cu 'i me' dinari...

D. NZULU

Oh! giustu, cucina!

BRASI

Alla cca! (_prende la cornice e gliela porge_).

DONNA PRAZZITA

Pirchì, scusati, a vulirla diri com'è di giustu, è cosa di mittilla 'nta
un quatru 'ssa parti ca m'aviti fattu...

BRASI

E chi fa, voscenza, 'a pitta e 'a metti cca dintra?

DONNA PRAZZITA

No! Iu, figghiu? E chi sacciu pittari, iu? Cc'è cu' è ca 'a pitta... in
carta bullata e cu 'u stemma d' 'u Tribunali... Iamuninni! (_a
Rachilina_).

D. NZULU

Cucina, iu non sacciu chi dirivi (_sospira e apre le braccia_). Faciti
comu criditi.

DONNA PRAZZITA

Ah! tuttu chissu è chiddu ca mi rispunniti?

D. NZULU

Mentri ca vui non vuliti sèntiri! Appena m'accostu: «Livativi»--vi
fermu, e vi nni vuliti iri pi forza... Chi v'è diri? Vo' itavinni...

DONNA PRAZZITA

Ah, mi nni mannati?

D. NZULU

Binidittu Diu! 'U dicistivu vui a Rachilina: «Iamuninni».

RACHILINA

Eh, si, zia, iamuninni...

DONNA PRAZZITA

Naturali ca ni nni iemu (_ma non si muove_).

BRASI

Si voli passari, l'accumpagnu...

DONNA PRAZZITA

Grazii, figghiu, 'a strata a sacciu (_volge lo sguardo in giro, non
sapendo risolversi ad andarsene_).

D. NZULU

(_c. s._)--Chi vi scurdastivu quarchi autra cosa! (_si riode il
campanello d'ingresso_).

D. NZULU

(_ammiccando a Brasi, con intenzione_)--Vo' grapi!

DONNA PRAZZITA

(_rodendosi per il contrattempo_)--E cu' è chissa? Idda ca torna? Ddà
lingua d'infernu? Ah, pi carità, cucinu (_correndo come un topo in
trappola per la stanza_)--ca nn'haiu suffrutu assai, oggi! Ogni pacenza
avi un limiti! Non la vogghiu cchiù vidiri! non la vogghiu cchiù vidiri!
D'unni scappu (_fermando Brasi che s'avvia_) Aspetta, sceccu, non
grapiri! D'unni scappu, vi dicu?

D. NZULU

'Na vota ca pirdistivu tempu, santu Diu! D'unni vulissivu scappari, d'
'u pirtusu d' 'a chiavi? Trasiti cca dintra (_le apre l'uscio della
sinistra_) e aspittati, si non vi vuliti fari vidiri.

DONNA PRAZZITA

(_passando, seguita da Rachelina_)--Basta ca vi spicciati, oh! c'haiu
l'avvucatu ca m'aspetta!

D. NZULU

(_chiudendo l'uscio dietro le donne_)--E macari iu haiu chi fari, chi vi
pari! V' 'u scurdastivu c'arriva Paulinu? (_a Brasi, sorridendo e
fregandosi le mani_) Vo' grapi! (_Brasi via_).


SCENA VIII.

D. Nzulu, Brasi, Tidda, poi voce di D. Prazzita.


D. NZULU

(_appena Tidda appare sulla soglia della comune_)--Chi ti scurdasti
quarchi cosa macari tu?

TIDDA

Macari iu? Chi veni a diri «macari iu?». Chi cci foru autri ca turnaru?

D. NZULU

No, dicu.... siccomu 'a cucina Prazzita si scurdau 'a curnici cca....

TIDDA

(_arruffandosi_)--E chi fa? Chi cc'è' paura, torna pi pigghiarisilla?

D. NZULU

Vah! torna! N' 'o vidisti comu si nni iu 'nfuriata? Comu a tia! E pi
chissu, dicu, quarchi cosa t'avisti a scurdari....

TIDDA

No, nenti m'haiu scurdatu iu! E anzi pirchì non m'haiu scurdatu nenti è
ca turnai.... Pi guardarivi, bonu, di sulu a sulu, nni 'sta bedda
facci.... (_è come una gatta arruffata, che si muove, angosciosamente,
dal desiderio di essere carezzata e non vorrebbe darlo a vedere_)--Eccu
pirchì turnai.... (_quasi col pianto nella gola, ma suo malgrado_)--ecco
pirchì turnai....

D. NZULU

(_che ha compreso perfettamente, ma pur non potendo cedere, per non
guastare il suo giuoco_)--Bonu, sì.... pi chissu! T' 'u dicu iu, pirchì
turnasti. Tu voi 'u ritrattu.....

TIDDA

(_sconcertata_)--Quali ritrattu? (_riprendendosi_)--Ah già! 'U ritrattu!
Ca sicura ca 'u vogghiu! E pi chissu turnai, 'u 'nzirtastivu!

D. NZULU

Subitu! (_a Brasi_)--Brasi, vo' pigghiacillu.... (_Brasi va. Pausa
tenuta_)--Assettati....

TIDDA

Grazii. Non m'assettu. Iu staiu abbruciannu!

D. NZULU

Tu sempri abbruci. Ma... focu di pagghia....

TIDDA

Focu di pagghia? O' solu m'haiu ittatu! Iu sempri di pirsuna haiu
pagatu! E pi chistu sugnu cca, ancora a 'stu puntu, senza statu! Lu
dannu, si l'haiu fattu all'autri, prima di tuttu e cchiù di tuttu l'haiu
fattu a mia! Ora stissu: vui ittastivu la petra e v'arritirastivu la
manu; e iu ittai a fogghi quintu 'u matrimoniu conchiusu cu D. Iacu e
m'haiu vinnutu macari la stuppa di li matarazza pi mettiri 'ssa casa, e
non dari saziu a ddà vecchia vilinusa!

BRASI

(_facendo segno delle mani vuote_)--Non cc'è' cchiù Vulau!

D. NZULU

Chi?

BRASI

'U ritrattu!

D. NZULU

E cu' è ca s' 'u pigghiau?

BRASI

(_col solito sorriso da scemo_)--N' 'ò sapi vossia?

TIDDA

(_che dapprima, tutta commossa e alterata da ciò che ha detto, è rimasta
come estranea al discorso, udendo parlare del ritratto, torna in sè e
scatta_)--Chi? 'U ritrattu? S' 'u pigghiaru? Comu? Quannu? Chi mi stai
cuntannu? Cu' cc'è ddà dintra? (_corre frenetica verso la sinistra_).

D. NZULU

(_cercando d'impedirle il passo_)--Fermati! Non cc'è nuddu! Cu' ci avi a
essiri? Statti cca! (_si riode il campanello d'ingresso. Brasi
accorre_).

TIDDA

(_scostando D. Nzulu, che si lascia facilmente mettere da parte,
spingendo l'uscio di sinistra che resiste_)--Comu, statti cca? Chi mi
diciti ca non cc'è nuddu? Vogghiu vidiri! Vogghiu vidiri, pirchì vui
siti capaci di farimi 'st'autru tradimentu!

D. NZULU

(_fingendo di trattenerla_)--Ma si ti dicu ca non c'è nuddu? Tradimentu!
Iu fazzu 'i tradimenti?

VOCE DI PRAZZITA

(_dietro l'uscio_)--Si, si, cca semu! facitila tràsiri! Non avemu di chi
scantarinni, nuatri! (_apre l'uscio dall'interno_).

TIDDA

(_precipitandosi dentro_)--Ah si! Ora vi fazzu vidiri iu! si non lassati
'stu ritrattu! Vuautri ca faceuru finta di irivinni sdignati!


SCENA IX.

D. Liddu e Don Nzulu, poi D. Iacu.


D. NZULU

(_vedendo entrare D. Liddu, richiude l'uscio e, mentre dall'interno si
ode il vociare confuso, a soggetto, delle due donne in aspra lite_)--Don
Liddu, cc'è cosa?

D. LIDDU

(_serio, severo, concitato_)--Cc'è ca vogghiu parrari cu 'a signurina,
perchè non posso credere assolutamente ca idda fussi consenziente a 'sta
spiculazioni ca autri nni vulissiru fari! (_udendo il vociare delle
donne_) Unn'è? Ddà dintra? Chi su' 'sti vuci? Cu idda l'hannu? 'Nsumma,
chi succedi cca, don Nzulu? (_facendo queste domande s'è spinto fin
presso l'uscio, come deciso ad aprirlo e a introdursi_).

D. NZULU

(_trattenendolo vigorosamente, piuttosto aspro e seccato_)--Nenti, don
Liddu! non succedi nenti! Cc'è paura, 'ncasa mia, divu dari cuntu a
tutti? Vi pregu, assittativi! Chi mi vulissivu trasiri dintra macari
vui? (_Altra scampanellata all'interno. Brasi accorre_).

D. LIDDU

Scusati, D. Nzulu, la ragiuni di tuttu chistu...

D. NZULU

(_subito, interrompendolo_)--Quali ragiuni? Ancora s'avi a vidiri, 'a
ragiuni! (_con intenzione_) E v' 'a fazzu vidiri iu... all'urtimu!

D. IACU

(_entrando e notando D. Liddu_)--Lo sapevo!

D. LIDDU

(_provocante_)--Chi è ca sapeuru?

D. IACU

Ca vi fiteva 'a lepri 'nta 'stu trippaturi! (_udendo anche lui gli
strilli delle donne_) Turnastivu pi daricci spadda forti? Non basta ca
su' dui contro una? Macari 'u masculu?

D. LIDDU

(_andandogli incontro con le mani in faccia_)--Ma vui chi pi daveru a
mia vuliti scuncicari?

D. IACU

(_subito, con la voce bassa_)--No... me ne guarderei bene...
(_voltandola_)--Pirchì 'ncasa d'autri haiu conosciutu sempri 'u me'
duviri!

D. LIDDU

(_sghignando_)--Già! Un poco pirchì ci sunnu 'i fimmini, un pocu pirchì
siti 'ncasa d'autri... vah, livativi!

D. IACU

Scusate, vi ho detto di attendere persone?

D. LIDDU

E quannu?

D. IACU

Per cui!

D. NZULU

(_che frattanto è andato presso le litiganti di là, tornando come se
vedesse questi due alle prese_)--Signuri mei, pregu! signuri mei! Chi
vulissivu fari 'u duellu cca? (_vociando verso l'interno alle donne_) Ma
chi mi vuliti fari partiri, 'a testa? Malidittu 'stu cucinu e di quannu
mi ittau 'nta 'stu focu! Finitila! finitila, e passati tutti cca banna!


SCENA X.

D. Prazzita, Tidda, Rachilina e detti.

(_le donne tornano in iscena un po' malconce, arrossate; Donna Prazzita
e Tidda tenendo dai due lati opposti un vecchio ritratto ad olio
rappresentante un notaio con la barba a collana e i capelli a boccoli,
il collo fasciato da una grande cravatta a rabat, uso Bellini, ampio
panciotto alla marescialla, abbottonato all'estremità d'un lato, una
penna d'oca sull'orecchio e un codice in mano. Una tira di qua e l'altra
di là, mentre Rachelina, col cappello gualcito e a sghimbescio come per
qualche ceffone di Tidda, geme e pare voglia cascare di nuovo in
deliquio_).


DONNA PRAZZITA

Modda! modda cca! modda cca, ti dicu!

TIDDA

Pazza siti! Chistu tocca a mia! E non lu lassu mancu, si!...

DONNA PRAZZITA

No! Tocca a mia!

TIDDA

'U moddu? Lassatilu! Ca cchiuttostu un pugnu cci dugnu e 'u sfunnu!

D. IACU

Vah! Muddatilu!

D. LIDDU

Non muddati nenti!

D. NZULU

(_strappando di mano alle due donne il contrastatissimo ritratto e
dominando, con la sua, tutte le voci_)--Datilu cca prima, santu e
santissimu! 'U stati sfasciannu d'acussì? (_guardando l'immagine_)
Guardati chi cc'è cca! Lu stati facennu assistiri a un bellu spittaculu
'stu povir'omu! (_cava il fazzoletto e con delicatezza fa come per
asciugare il sudore della fronte del notaio effigiato_) Poviru Josè! Tu
ca ti nn'ha statu tant'anni cuetu a la me' casa! Ma guardatilu,
guardatilu chi facci chi avi!... mancu cuscenza cc'è! E si vidissi so'
figghiu, che figura ci facissi, vah? (_altra scampanellata. Brasi
accorre_) Basta ca cci aviti priparatu 'a casa... 'i mobili...


SCENA XI.

Detti e don Nittu, poi Don Gasparinu.


D. NITTU

(_rientrando tutto accaldato, senza notare la presenza di D. Iacu e di
D. Liddu, rivolto a Don Nzulu_)--Ho fattu sforzi inauditi, sa? Ma
nenti!.... Sunnu du' armali feroci!

D. NZULU

(_deponendo il ritratto in piedi su un mobile, bene in vista_)--Cui?

D. NITTU

(_sconcertato_)--Ah.... cca sunnu?

D. NZULU

Nu' 'i viditi?

TIDDA

Accussì va beni! Nè tu leta nè iu cunsulata! (_a D. Nzulu_) V' 'u tiniti
vui, 'u ritrattu!

D. IACU

Quann'è chistu, sta beni!

D. LIDDU

Già! Ca cc'era bisognu d' 'u vostru consensu!

D. NZULU

(_parlando al ritratto_)--Eh, poviru mortu, cu' ti l'avia a diri, ca ti
stavanu manciannu li càmuli e li fulinii, senza riscidiriti nuddu! nuddu
ca t'addumava un sordu d'ogghiu! nuddu ca ti purtava un ciuri! (_a Brasi
che gli presenta un telegramma_)--Chi è? Telegramma? E di cui? (_apre il
foglio, legge ed esclama_)--Eh menu mali, vah! Menu mali! Ogni male non
viene per nuocere!

BRASI

E unni manca, Diu pruvidi!

LE DONNE

(_che si sono sedute stanche ed agitate_)--Chi è? Chi fu? Di chi si
tratta?

D. NZULU

Bella accuglienza cci stauru priparannu!.... A 'na bella scena
l'avissivu fattu assistiri!....

GLI UOMINI

Ma cui?

D. NZULU

Ma cui.... cu' po' essiri? Paulinu!

TIDDA

Non arriva cchiù?

DONNA PRAZZITA

Comu?! Avia a arrivari oggi!

D. NZULU

Già! quantu junci, e arrivava! T--a--ta, ficu fatta! Mi telegrafa di
Genuva, ca si firmirà ddà 'na pocu di jorna....

RACHILINA

'U dissi vossia stissu, ca s'aspittava pi stasira.

D. LIDDU

E lei, signurina, tantu pi 'na curiusità: cci avia tuttu 'ssu 'nteressi
c'arrivassi stasira?

RACHILINA

Iu? No.... Pirchì?.... Siccomu 'u ziu avia dittu accussì....

D. NZULU

(_a don Liddu_)--Amici mei, tutti 'sti cunti.... pi carità, all'urtimu!
(_a Rachelina_)--Eh sì, figghia.... Ma si m'aviti fattu partiri 'a
testa! Vuautri chi siti cristiani? Siti ranocchi, cicali,
marranzani!.... Madonna di lu Carminu! Non haiu cchiù cirivedda!.... Cci
criditi ca mi disidirassi mortu e stampatu ddà 'nta ddù quatru?.... Ca
già! Mi faceva 'u cuntu, c'arrivatu a Genuva, doppu un jornu era cca.

DONNA PRAZZITA

Ah no?!

D. NZULU

Senza pinsari a tuttu chiddu ca divi fari ddu galantomu appena sbarcatu
in Italia!

D. NITTU

(_dandosi tono_)--Eh già! I passaporti.... Cce lo volevo dire io!

D. NZULU

Chissu sulu? E 'i pezzi? sulamenti pi canciari tutti ddi pezzi ca porta?

TIDDA

Pezzi cancia?

DONNA PRAZZITA

Chi è, niguzianti di pannaria?

D. NZULU

Già! Martisi! Vuautri ppi pezzi chi sapiti sentiri? Dinari, su'!
Pesetas, pesetas--si chiamanu accussì ddà sutta! Faciti 'u cuntu, pi
canciari tutti chiddi ca porta! (_come ripigliandosi_)--Ma 'u sapiti ca
fu 'na furtuna 'ssu ritardu? (_affettuosamente severo e
patriarcale_)--Prima di tuttu pirchì, amici mei e parintuzzi cari,
nuautri 'nta l'intimità nni putemu macari manciari pi lupi, ma di frunti
a iddu, 'a cosa è diversa: di frunti a iddu, nn'avemu a fari vidiri
uniti, affezionati unu cu l'autru tanti armi 'nta un cori! tanti lapi di
meli!.... Ca comu! iddu ca va circannu la famigghia.... lu nidu
anticu.... (_come fissandosi nel suo lontano rammarico_)--lu nidu
anticu.... chi nni sapiti quantu si disidira!.... e cci faciti truvari
'stu 'nfernu? Si nni scappa l'indumani!!... E cu tuttu 'stu catuniu
c'aviti fattu, m'aveva scurdatu la megghiu... (_guardandoli
tutti_)--Signuri mei, spagnolu è!

TIDDA

Comu! finiu ca è americanu?

D. NITTU

Di l'America spagnola, signurina...

D. NZULU

E quindi, cchiù spagnolu di li spagnoli! Cu certi arii ca v' 'u pozzu
diri iu ca cci haiu statu! Vui chi sapiti comu marcianu ddà? Ogni
pirsuna ricca ddà, faciti cuntu ca è un re! Redengotti e cilindro,
macari pi iri 'ntra certi posti... ca nuautri cci jemu... cu li tappini
a la susuta di lu lettu (_le donne non possono fare a meno di sorridere,
ma fanno un certo verso di vergogna_) Vi pari scherzu? Fumusi!... Ah! pi
fumu, lassati fari a iddi... E non è ca su' fanatichi sulamenti supra
d'iddi stissi; ma supra tuttu e supra tutti chiddi ca cci stannu
attornu! Vòlunu gran cumparsa! Esagerata! Non nni ponnu fari a menu!...
E iu pensu... ca comu!... guarda chi patacca ca stàvamu facennu a causa
di li vostri curtigghiarisimi!... Avia di tantu ca v' 'u vulia diri...
Signuri mei, vuautri siti vistuti...

D. LIDDU

(_guardandosi addosso_)--Comu semu vistuti?

D. NZULU

Perfetti, chi cc'entra! Lassati fari a vui, Don Liddu, pi chistu! e
macari a vui, D. Nittu. Tutti già, non si discuti!... Ma non è questo,
signori! lassatimi spiegare! Iu avia pinsatu di faricci un
ricivimentu... un'accuglienza all'usu d'iddi... pumpusa, vah!
sgargianti! pirchì tantu chiù pumpusa è, tantu chiù bella imprissioni
cci fa... E non dicu sulamenti pi nui, di comu nn'avemu a vestiri e di
chiddu c'avemu a fari... ma macari p' 'a casa... addubballa tutta... ma
a chistu cci pensu iu! Anzi, mi vuliti lassari fari a mia pi tuttu, ora
ca vi viu cca beddi cueti, ca tutti li quistioni sunnu risuluti
amichevolmenti?

TUTTI

(_ridestandosi come da un fascino, vivacemente_)--Chi? Comu? Chi
dicistivu? Risoluti? Comu risoluti?

D. NZULU

(_dominandoli_)--Chi fu? chi è? N'autru ribeddu vuliti fari? V'assicuru
e vi promettu che tutto sarà accomodato con sodisfazioni generali!

DONNA PRAZZITA

Ma scusati, cc'è 'a cosa d' 'i du' casi... com'è ca si po' risorviri cu
suddisfazioni generali?

TIDDA

Già? Com'è ca s'ha a spartiri 'ssu cristianu? Mezzu cca banna e mezzu
dda banna?

D. NZULU

Non vi preoccupati! Truverà du' casi, e nni scigghirà una! senza ittari
a mari l'autra... Chi nni sapiti si non è abituato ad aviri quarteri
d'estati e quarteri di 'nvernu?

D. IACU

Ah! ma scusassi: cc'è 'na quistioni però ca resta pinnenti!

D. LIDDU

Già! comu 'u piru all'arvulu!

D. NZULU

E chista macari cci la faremu decidiri a Paulinu! A tutti cuntintirà! a
tutti! lassatilu arrivari! Nuautri cca nn'avemu a preoccupari d'una cosa
sula: di farinni truvari digni d'iddu. Vuliti lassari fari a mia? Senza
pipitari chiù nuddu! Apprufittamu di 'ssu tempu ca nni resta. Brasi,
affacciati d' 'u barcuni e chiama a Don Sciaveriu Notu, dicci
c'acchianassi cu so' mugghieri cu 'u campiunariu e 'u metru, prestu
prestu! (_mentre Brasi va, rivolto a Rachilina_) Ti lassi serviri di
mia, tu?

RACHILINA

Comu voli vossia, ziu! Ma l'abitu pi daveru m'haiu a fari?

DONNA PRAZZITA

Chi n'o' sta' sintennu? Giustu ca tu ti l'aviatu a fari....

D. NZULU

Ma.... divi essiri 'na cosa d'alzari l'idei, badamu!.... Comu ti
piaciria, Rachilina? sintemu....

RACHILINA

Eh.... chi sacciu? di.... di sita cilesti.... mi piacissi...

D. NZULU

Bravu! Apprupriatu!

RACHILINA

Guarnitu di.... di....

TIDDA

(_interrompendola_)--E iu comu, cucinu, di sita granata?

D. NZULU

A gustu to'! Basta ca sia 'na cosa chic!

DONNA PRAZZITA

E iu.... macari mi l'avissi a fari?

D. NZULU

Ca chi vol diri! Tutti, tutti! Vui, 'a prima!

BRASI

(_rientrando_)--Don Sciaveriu dici ca veni subitu con la consorti....
E.... si cci permetti, cci vulissi diri 'na cosa....

D. NZULU

Chi cosa?

BRASI

Cca sutta cc'è' 'na pirsuna ca fa avanti e arreri comu 'na tarantula
annacalora, e sta sfardannu 'a strata.

TIDDA

Uh!.... Ca chissu don Gasparinu è! mischinu!

D. NZULU

Ah, già! chiamalu! ca iddu sulu manca! Pregalu a nomu mia d'acchianari
(_Brasi esce_).

DONNA PRAZZITA

Allura iu dicissi ca 'ssu vistitu miu duvissi essiri d'un culuri....
d'un culuri....

TIDDA

Di cani ca fui! (_la vecchia la guarda biecamente_)

D. NZULU

(_subito, accomodante_)--Lo sceglieremo nel campionario! Non circati,
cucina Prazzita! (_a D. Gasparino che appare più arruffato che mai sulla
comune_)--Avanti! avanti! Don Gasparinu, ca v'aviti fattu disidirari!

D. GASPARINU

Si, ma.... si non mi mannauru a chiamari.... mancu d' 'a strata cci
passava iu cchiù cca....

TIDDA

Si, difatti, 'ncasa vi vinniru a chiamari?

D. GASPARINU

Mi chiamaru mentri ca era pi l'affari mei, ca non cci dava cunfidenza a
nuddu.... E ora mi nni vaiu!

D. NZULU

(_trattenendolo_)--Bonu, vah! D. Gasparinu: viditi ca Tidda scherza!

D. GASPARINU

Idda a mia, s'avi a livari 'stu viziu di pigghiarimi di puntu.

D. NZULU

S' 'u leva, s' 'u leva! stativi cuetu! Ora ca vinistivu, comu sia sia,
assitàtivi cca e faciti chiddu ca fannu l'autri, ca semu tutti 'mpaci.


SCENA XII.

D. Sciaveriu, D. Rusulina e detti.


D. NZULU

(_ai due sarti che entrano_)--Oh, bravu, D. Sciaveriu! favuriti! Avanti,
Donna Rusulina!

D. SCIAVERIU

(_inchinandosi_)--Ai suoi comandi, signor D. Nzulu!.... Tanti rispetti
alla compagnia!

DONNA RUSULINA

(_c. s._)--Serva di 'sti me' signuri!

D. NZULU

(_con un cenno d'intelligenza_)--Dunca.... Donna Rusulina, non cc'è
bisognu ca vi dicu ca 'sta vota vi duviti disimpegnari... Pigghiaticci
'a misura a 'sti parenti mei e intantu daticci 'u campiunariu ca si
scegghiunu 'a stoffa. (_D. Rusulina porge il campionario alle signore
che si mettono a crocchio a sfogliarlo e a conversare con lei_)--E vui,
D. Sciaveriu, pinsati pi 'sti me' signuri... e macari pi mia....

BRASI

(_col solito sorriso da scemo_)--Si cci voli dari, cci duna.... e si non
ci voli dari, non cc'è obbrigu....

D. NZULU

E pi Brasi, si sottindende!

D. NITTU

(_costernatissimo_)--Senta.... Don Nzulu.... io, veramenti.... non
saprei se....

D. NZULU

Ma mancu si dicinu 'sti cosi! Tuttu pensatu. Don Nittu!

D. NITTU

Si, ma... a qual titolo?

D. NZULU

E non l'avemu dittu? A titolo d'un regalo a me e d'un onuri a me'
niputi! Non bisogna guardare a spese!

D. NITTU

(_più che mai costernato_)--Spese... mie?

D. NZULU

Ooh!... Appena arriva me' niputi!

D. LIDDU

(_rinzelato_)--Vah, non iucamu, D. Nzulu! Mancu pi scherzu l'aviti a
diri 'sti cosi! Mi vestu pirchì mi fa piaciri macari a mia; ma a spisi
mei! E non cc'è' bisognu ca don Sciaveriu mi pigghiassi 'a misura. È 'u
me' sartu...

D. NZULU

Sfidu! Pi chissu è 'u megghiu sartu d' 'u paisi!

D. GASPARINU

Ah! pi chissu? Pirchì iu non passu ca sugnu macari clienti so'? Pirchì
non parrati vui, misseri e minchiuni! A 'mprisa ca mi nni vaiu 'n'autra
vota?

D. NZULU

D. Gasparinu, chi dissimu? (_a D. Sciaveriu_) Allura non cc'è bisognu di
misura mancu pi iddu. Vah, signuri mei, spicciamunni! Donna Rusulina,
siti pronta?

DONNA RUSULINA

A li cumanni! Accuminciu d' 'a signura donna Prazzita ca è a cchiù
granni! (_misura la lunghezza della sottana_) Sciaveriu, scrivi.

D. SCIAVERIU

(_a D. Nzulu_)--Mi permetti? (_segnando in uno scartabello._)--Signora
donna Pràzzita Cannalonga.

DONNA RUSULINA

Lunghizza, di la vita a la putia: Cento unnici (_misura la rotondità dei
fianchi_) Oh... comu cci dicemu? circunfirenza--cu bon prudi e saluti!
centuquarantasetti...


_Tela._



ATTO TERZO


SCENA I.

D. Nzulu, Donna Prazzita, Rachilina, Tidda, D. Liddu, D. Nittu, D. Iacu,
D. Gasparinu e Brasi.

(_scena di movimento tra tutti, intanto a fare gli ultimi apprestamenti
per la solenne festa dell'arrivo dell'Americano, D. Nzulu, aiutato da D.
Liddu, D. Iacu e D. Nittu, finisce d'addobbare una specie di
palcoscenico, che è un'alta predella, in fondo alla scena, nell'arcata
di centro; dietro una tenda, in fondo, si aprirà un uscio; un altro
dietro una tenda, a destra, e una finestra si scoprirà dietro la tenda
di sinistra. Donna Tidda traversa la scena recando un gran vaso di
fiori. Donna Prazzita e Rachelina vengono subito dopo con trionfi di
frutta_).


BRASI

(_segue portando un festone di fronde d'edera intrecciato con fiori_)--E
chi è, scursuni? Unni va, chistu?

D. LIDDU

Non ci pinsari, babbu... Portalu ddà banna, ca poi cci pensu iu...

TIDDA

Ma chi è 'sta stola? Unn'è ca l'aviti a cumminari?

DONNA PRAZZITA

E chisti, unni l'avemu a mettiri, D. Liddu?

D. LIDDU

Pusatili unni vi veni prima... Lassatinni finiri cca! È bonu accussì,
don Nzulu? (_le donne escono per rientrare poco dopo_).

D. NZULU

(_che s'è tolto la giacca e sta aggiustando le tende del piccolo
palcoscenico_)--Bonu, bonu, sì... Eccu, tiràti n'autru pocu di ddocu...
Cu' m' 'a duna una spingula?

D. NITTU

Iu... alla cca!

D. IACU

Si capisci, si non siti attaccata vui cu 'i spinguli!

D. GASPARINU

E allura... iu ca portu spinguli macari?!

D. NZULU

Lassatilu iri 'ssu discursu d' 'i spinguli! Calati, calati, don Iacu...
unni stati guardannu?

D. IACU

Ca guardava a D. Nittu, ca cu ddi pusa avi un traficu!... E non m'haiu
pututu pirsuadiri si avi 'i pusa e non avi cammisa!

D. NITTU

Spiritoso! Spiritoso, D. Iacu!

D. GASPARINU

Si... bella liscimoria!

D. NZULU

(_vedendo che D. Iacu s'inalbera_)--Signuri mei, oh! non facemu
quistioni, comu finiu?... Mi staiu facennu 'u cori tantu, a vidirivi
accussì tutti belli d'accordu! Lassatimi finiri cca!

TIDDA

Ma chi è ca cumminastivu ddocu? 'U sapiti ca mi pari un palcuscenicu?

D. NZULU

Ha fattu 'sta scuperta! Biniditta Santa Lucia ca ti desi 'sta bella
vista!

DONNA PRAZZITA

Ah, pi daveru palcuscenicu è?

RACHILINA

Vih! Che bellu! E cu' cci ha a rapprisintari?

D. NZULU

Ca tutti nuautri! (_sorpresa generale e movimento di curiosità_).

TUTTI

Chi? Comu? Avemu a rapprisintari? E chi avemu a rapprisintari?

D. GASPARINU

Iu... non rapprisentu nenti... e non vogghiu sapiri 'sti storii!

D. NZULU

Tutti! tutti! Avemu a fari 'na festa all'ingranni! Ricivimenti...
pranzu... e macari teatru... O' pranzu cci aviti pinsatu vuautri, e iu
mi vosi riurdari di li tempi antichi...

D. NITTU

E nuautri chi sapemu rapprisintari, signur D. Nzulu?

D. NZULU

E non cci sugnu iu? Vi 'nsignu 'i parti a tutti! Accussì, a suggettu!...
Haiu pinsatu macari a commedia c'avemu a fari davanti a Paulinu... E
ora, lestu lestu, vi fazzu a prova generali... 'I robbi su' cca!

TUTTI

Quali robi?

D. NZULU

'I vostri!

TUTTI

Ah, 'i purtaru? Cca su'? Quannu 'i purtaru?

D. NZULU

'I purtaru! 'i purtaru! Avi tantu!

TIDDA

Ah... chisti eranu 'i robbi, ca nni facistivu pigghiari 'a misura?

D. NZULU

Ca chissi! chissi!

RACHILINA

E comu, accussì senza pruvarli, si nni stannu boni o si non nni stannu
boni....

D. NZULU

Si.... teni a cura! senza mai ti stannu tanticchiedda cchiù larghi o
cchiù longhi! Robbi di commedia su'!

D. GASPARINU

A mia non m'ha pigghiatu 'a misura nuddu, e ddocu supra mascaratu non ci
acchianu!

D. LIDDU

(_sorridendo con compiacenza_)--A sapillu prima, Don Nzulu.... si puteva
cumminari d'accordu 'na cosa graziusa..... Filodrammiticu sugnu.

D. NZULU

Non dubitati ca graziusa.... graziusa sarà.... Ora 'u viditi! A unu a
unu vi fazzu 'a parti di tutti! Vi mettu comu un specchiu davanti!

RACHILINA

Macari chidda d' 'i fimmini?

D. NZULU

Si capisci! E cu 'i robbi d'ognunu!

TIDDA

Vih! Ca bellu aviti a pariri vistutu fimmina! Non cci iucamu, signuri
mei, ca chistu l'opiranti fici all'America!

DONNA PRAZZITA

'U sapiti, ca è cosa d'arridiri?

D. NZULU

E comu d'arridiri! Ora vedrete! Assittativi a giru e permettiti ca
cuminciu! (_stando sempre sul piccolo palcoscenico, chiude all'interno
il velario, nascondendosi a tutti_).

RACHILINA

Oh ch'è bella! Non mi pari l'ura di vidillu cu 'i robbi d' 'a me' parti!
Ma... sa chi parti haiu a fari?

TIDDA

E iu, cu chiddi d' 'a mia! a me' parti, parti di sconzu avi ad essiri!

D. IACU

E figuramunni c'avi a pariri bellu vistutu di Donna Prazzita!

DONNA PRAZZITA

Iu dicu c'hâ a pàriri cchiù bellu vistutu di vui! Quannu mai, puteuru
parrari d' 'a parti d' 'a signura Donna Prazzita!

D. GASPARINU

Vogghiu vidiri si finisci bona.... ca non mi pari!....

D. NZULU

(_di dietro la tenda_)--Signuri mei, circati di starivi muti, pirchì, si
no, non isa 'u sipariu!

BRASI

Silenziu! (_e batte le mani allegrissimo_).

TIDDA

Vih! ch'è cuntentu chistu!

D. NZULU

(_c. s._)--Pirchì non sapi ca cc'è 'a parti priparata macari pi iddu!

BRASI

(_contento_)--Macari pi mia?!

D. NZULU

(_c. s._)--Pi tutti! Pi tutti!

D. GASPARINU

E torna, parrinu e sciuscia!... L'irritazioni pi forza mi volunu fari
pigghiari!....

D. IACU

(_guardando D. Gasparino con un largo sorriso, non perfettamente
convinto_)--Mi dici 'a testa ca finisci a opira 'e pupi!....

BRASI

A cugghiuta ti vogghiu!

D. NZULU

Attenti, che comincia!

TUTTI

Silenziu!.... (_accomodano le sedie e attendono con gli occhi al
palco_).

D. NZULU

Unu.... dui..... e tri! (_Tira la tenda-sipario e scopre la scena_).

TUTTI

Vih! Bellu! Chic! E d'unni spuntaru 'sti porti? Uh, cc'è 'a finestra
macari!... Un teatrinu perfettu! Lassati fari a iddu! Silenziu!....
Signuri mei, silenziu, annunca non nesci!


LA COMMEDIA

(_la piccola scena rappresenta una stanzetta di passaggio, con finestra
sul lato destro, comune in fondo con tenda e uscio sulla sinistra che dà
nell'appartamento_).


SCENA I.

_appare_: La vecchia di l'acitu.

(_entra in iscena con il fiasco dell'aceto sotto il braccio e beve con
soddisfazione_).


RACHILINA

Uh! e cu' è 'ssa vecchia? Che laria!

TIDDA

Chissa 'a vecchia di l'acitu è!

DONNA PRAZZITA

Allu dda, l'avi scrittu 'nt' 'o ciascu!

TIDDA

E comu s'appana!

D. LIDDU

(_vedendo che la vecchia smette di bere_)--Zittitivi, ca sta parrannu!
Sintemu chi dici!

LA VECCHIA

(_con l'occhio maliziosamente arguto_)--Bonu! bonu! di li setti
latri.... E assai nn'haiu bisognu! (_al fiasco_)--Tu ha' a travagghiari
oggi! (_si fa presso l'uscio di sinistra, e con voce dolce, nascondendo
il fiasco sotto la pellegrina_)--Tinnirina, 'a soru! Oh Diu miu, sempri
davanti a 'ssu specchiu!.... sempri cu 'ssa pruvuligghia 'mmanu!....
sempri ca t'alliffi e fai cannola!

TIDDA

Eh, si è donna Tinnirina! Ma sa cu' è, sa cu' è c'avi a fari 'ssa parti?

D. GASPARINU

Nni vuliti fari sentiri?

LA VECCHIA

Cu' avi a veniri, Cappiddazzu? Figghia mia, iu sugnu 'a soru granni e
t'haiu a ricurdari 'u beni.... Vidi ca 'a genti po' suspittari, 'u
sap'idda chi, di 'ssa troppa frequenza di 'ssu cristianu 'ncasa
nostra!.... Chi? chi dici? Ma si, 'a suruzza....

TIDDA

Ah, soru cci veni?

LA VECCHIA

Si, 'u sacciu ca ti fa cunfidenzi p' 'a cucina Zi Vittula....

DONNA PRAZZITA

Zi Vittula? Ca annunca parti di mascarati sunnu!

LA VECCHIA

Ma 'a genti è maligna assai! Vo' 'ntuppatici 'a vucca! E macari idda...
chi ti pari?!... Tu si' troppu bona, armuzza 'nnuccenti....

DONNA PRAZZITA

Maria, chi parra grevia chissa, cucinu! E cu' è ca po' parrari accussì?

TIDDA

Uh, cci nn'è tanti ca parranu accussì! Iu mi staiu divirtennu un munnu!

D. IACU

Ma 'nsumma, nni vuliti lassari sentiri? Vogghiu vidiri cu' è 'ssu
cappiddazzu!

LA VECCHIA

Basta, 'u beni ti l'haiu avvisatu.... Fa comu cridi!... (_si reca presso
la finestra e saluta_)--Oh, Zi Vittula!.... Mi pari un iaròfalu
avvampatu 'ntra 'ssa finestra!.... Miatu cu' ti spusa a tia! Chi
dici?... E, ti nni mancassiru!... Ca dui, li sacciu iu!... Cu' su'? Vah!
finta ca non lu sai! Chiddu vagghiardu, ca si mancia l'aria.... e
dd'autru distintu.... ma distintu, vah....

D. NITTU

Abbasta ca non m' 'u fa fari troppu esageratu a mia, don Nzulu!

LA VECCHIA

E anzi, non sacciu com'haiu a fari.... Tutti dui mi dissiru ca vèninu a
parrarimi pi tia.... Don Peppi Nnappa e Don Cola Mecciu....

D. NITTU

Ah! sempri mascari su'!

D. IACU

Zittitivi. Sugnu curiusu di sapiri cu' è 'ssu Don Cola Mecciu!

D. LIDDU

E iu, cu' è 'ssu Peppi Nnappa!

TIDDA

(_impressionata e accigliata_)--Zittitivi, quantu sentu chi è ca dici
'ssa vecchia!

LA VECCHIA

È ca mi pari ca tu.... no?..., eh, chi voi? mi pari ca l'occhi li
ittasti supra un lapuni vecchiu, ca non fussi dignu di pusarisi supra un
ciuri vivu vivu e friscu friscu comu si' tu!

TIDDA

(_tra i denti come a sè stessa, guardando sottecchi Donna
Prazzita_)--Accussì fu, 'nfami! (_notando che Donna Prazzita si agita un
poco sulla seggiola, soggiunge subito, forte_)--Tiramu, tiramu, cucinu!
Ca bona è!

LA VECCHIA

Chi? iu, figghia? E comu vegnu? (_additando verso sinistra_)--Ca chi la
pozzu lassari sula?... Ah!.... mi fazzu lu stomacu fràcitu.... (_Rifà D.
Tinnirina davanti lo specchio, che s'incipria, s'alliscia e si
pavoneggia_)--E cu' va, e cu' veni!.... Tu aspittannu a quarcunu,
allonghi lu coddu a la finestra; e cca, si fètinu tutti!... Ca si,
macari iddu! macari iddu! Veni a parrari.... non sacciu di chi!....
discursi longhi!.... E l'autri, mussi di cca e mussi di ddà!.... Chi
dici?... Gesù, non su' così ca si ponnu diri d' 'a finestra.... Aspetta,
vegnu ddocu! Ma un muminteddu, sai? (_va via dal fondo_).

RACHILINA

(_notando la zia aggrondata e sulla brace, con un sospiro di
sollievo_)--Oh e chissà si nni ju! Sa cu' è ca l'avissi a fari 'ssa
parti!...

TIDDA

(_con intenzione_)--'Ssa bella parti!

DONNA PRAZZITA

Videmu tutti l'autri, prima!

LA VECCHIA

(_tra le quinte_)--Ohhh!

D. NITTU

Si zittissiru, si zittissiru, ca sta parrannu ddà arreri!

LA VECCHIA

(_c. s._)--Oh lu bellu cavallacciu! Cca pi tempu vui, oggi!....
Acchianati, acchianati ca cc'è Tinnirina!

VOCE DI D. NINNARU

(_alterato_)--Cu cui?.... cu Cappiddazzu?

LA VECCHIA

Oh, Maria Santissima, chi facci scura c'aviti!.... No, sula è
pp'accomora.... Trasiti, trasiti, ca vaiu cca 'nfacci, e tornu! E
chiamatila, a Tinnirina, ca vi fa cumpagnia.


SCENA II

_appare_: D. Ninnaru.


D. NINNARU

(_entrando, parlando c. s. rivolto verso l'interno_)--No, no, signura,
iu cercu a vossia, e cci haiu a parrari d'idda! (_si volge verso il
pubblico_).

RACHILINA

Uh, don Ninnaru è chistu! Ch'è graziusu! Ch'è eleganti!

D. IACU

(_ridendo grosso_)--Graziusu, si! Mi pari un spinnacardiddi! E chista
non po' essiri parti mia!

D. NINNARU

Cca 'stu iocu ha duratu assai e divi finiri! Finu ca era Don Sucasimula,
mi faceva arridiri.... Ora spuntan ssu Cappiddazzu!... Quantu nni
ficimu? Unni jemu cu 'sta chitarra?... È certu ca chistu veni cca....
chi voli? Fa cridiri chi pretenni a la Zi Vittula... E allura pirchì non
va nni idda, e veni cca? Chi traficu cci avi?... È certu ca Tinnirina
cci arridi e lu ricivi in gran segretu (_tentennando il capo_) Vah....
vah.... vah.... vah... Chista cca, 'a vecchia, dici e non dici... ietta
'na paruledda ca percia balati.... e poi.... non sapi cchiù nenti....

TIDDA

Sperta, sperta, 'ssa vecchia!

D. NINNARU

Iu, intantu, mi sciarriu cu 'i me' parenti....

TIDDA

Mischinu!

D. NINNARU

Cca si cci divi fari nèsciri 'u maraùni! Stannu a cantari.... pirchì, si
non cci vidu chiaru.... (_va per la sinistra chiamando_)--Giufà!
Giufà!....

RACHILINA

Uh (_batte le mani_)--macari Giufà cc'è!

D. GASPARINU

E mi pari ca tutti Giufà sunnu ddocu a supra (_poi, vedendosi guardato
da tutti, aggiunge:_)--e macari cca sutta!

D. LIDDU

Iu non cci staiu capennu nenti! Vidu ca 'ssa vecchia cu 'ssu ciascu nni
sta cumminannu tanti.

D. IACU

E bella figura mi pari ca cci sta faccnnu 'ssu Don Ninnaru!

D. NITTU

Signuri mei, lassati sentiri chi discursu cci sta facennu a Giufà!

D. NINNARU

(_dall'interno_)--Giufà! Giufà!

VOCE DI GIUFÀ

(_rifacendo con lo stesso tono come a trovar la rima_)--Allu cca, allu
cca! Chi cc'e' chiamari a donna Tinnirina?

D. NINNARU

No, non chiamari a nuddu: aspettu a 'sso soru, 'a vecchia di l'acitu....
Fammi passari 'nt'o salottu.


SCENA III.

_riappare_: La Vecchia di l'acitu.


RACHILINA

'N'autra vota 'a Vecchia cc'è'! Ma chi è, diavulu? comu fa a
trasfurmarisi accussì!

LA VECCHIA

(_friggendo di contentezza, ricava il fiasco e ribeve a lungo,
poi:_)--Forza a la machina, ca a bon puntu semu! Cci attizzai un focu di
carbuni scattialoru, ca si nni sta jennu tuttu faiddi faiddi! L'abbivìru
iu, 'sti buttuneddi di rosa; ma cu chistu.... cu chistu. (_fa cenno di
annaffiare col fiasco dell'aceto_)--Ca chi pi daveru hannu a sbucciari
belli e odurusi e hannu a 'mbriacari a 'ss'omini ca mi lassaru
'mpassulunìri 'mmezzu li spini! (_al fiasco_)--Tu si' la me' forza! (_lo
bacia_)--E tu cci ha' pinsari a nun farli chiumpìri! (_appressandosi
all'uscio di sinistra_)--Giufà! Giufà, unn'è D. Ninnaru? (_cava dal seno
due biglietti, li esamina negli indirizzi, se li mette uno nella destra,
l'altro nella sinistra, facendo cenni satanici d'intesa con se stessa;
poi:_)--Ah, 'nt' 'o salottu 'u facisti trasiri? Facisti bonu! staiu
vinennu! (_prima d'uscire, ribeve_).

TIDDA

Tumma! tumma fin'a la fezza! Arsalarma, chi siti chi avi!

LA VECCHIA

(_esce; poi dall'interno_)--Ah, Tinnirina, 'u lassasti 'u specchiu? Chi
sintisti? Non è visita pi tia!

VOCE DI D. TINNIRINA

Non haiu 'ntisu a nuddu iu!.... Pirchì? cu' cc'è?

TIDDA

Oh chi vuci di Serafinu! 'Nnuzzintedda, n' 'o sapi cu' cc'è! Ah, chi
spassu! Mi staiu scialannu!

D. LIDDU

Signurina, e nni facissi sentiri! Nui vulemu scialari macari nuautri!

LA VECCHIA

Vah, ca non lu sai? Don Ninnaru cc'è! Ma pi parrari cu mia e no cu tia!


SCENA IV.

_appare_: Donna Tinnirina.


DONNA TINNIRINA

(_appena entra si preme le mani sul seno_)--Dio, come mi palpita il
cuore!

D. NITTU

Uh, splendida! Donna Tinnirina!

D. LIDDU

Pari vistuta di luna.... Ch'è bellu!

D. IACU

Ca chi bellu! A mia mi pari ca sta svinennu!

D. GASPARINU

Idda sta svinennu, e a mia mi sta vinennu!....

DONNA TINNIRINA

Hâ a parrari ccu idda? E chi cci po' diri? Aieri era tantu turbatu, comu
si cci facissi umbra il mio contegno cu Cappiddazzu.... Ma 'u sapi Diu
ca non cc'è nenti? Nu' 'u pozzu mannari, si si veni a sfugari lu cori cu
mia pi me' cucina la Zi Vittula? E lu pozzu cumprumettiri, cuntannuci li
fatti soi a tutti?.... Cc'è quarcunu ca metti mali!.... Ma cu' po'
essiri? Pozzu suspittari di me' soru? lu me' stissu sangu? Saria piccatu
murtali! Iu non sacciu diri di no a nuddu! Anchi Don Sucasimula,
mischinu....

D. NITTU

Uh, macari Don Sucasimula cc'è!

TIDDA

Ma figuramunni quanta nn'avi appressu donna Tinnirina!

DONNA TINNIRINA

Macari iddu, aieri, era tuttu 'nfruscatu pi 'ssu va e veni di
Cappiddazzu, e voli una spiegazioni.... oggi stissu. E giustu giustu
appi a veniri D. Ninnaru!.... Si s'incuntranu cca, comu fazzu? (_si fa
alla finestra, e subito riponendosi la mano al cuore, se ne ritrae_)--Oh
Dio! ecculu cca! Mi ha fattu un cenno! (_si riaffaccia_)--No! no, D.
Sucasimula! Non salite! non salite! (_Dio, com'è aggrunnatu!_).

RACHILINA

Maria, chi parti grevia ch'è chissa! E cu' l'ha a fari?

TIDDA

Ognunu a so', avi a fari! Mi pari difficili ca chissa fussi 'a mia! Sarà
grevia 'a parti, ma 'a cummedia di mastru è fatta! Assai mi staiu
scialannu!

DONNA PRAZZITA

Iu dicu ca tutti nn'avemu a scialari! Stamuni muti!

DONNA TINNIRINA

(_c. s._)--Non potete! non potete per ora! (_andando verso l'uscio di
sinistra_)--Che contrattempo, Maria, che contrattempo (_tende l'orecchio
verso l'interno_)--Dio, se esce!.... Don Ninnaru è spadaccinu... e si
finisci a duellu? (_lusingata_)--Per causa mia! Ah! Al solo pensiero mi
sento impazzire! (_si riaffaccia_)--Per carità, per carità, Don
Sucasimula! Vengo giù io, allora! vengo giù io! (_va via; poi
internamente_)--Cca, cca, venite dentro il portoncino; ma senza farvi
vedere....

VOCE DI D. SUCASIMULA

Eccomi! Ma non capisco pirchì lei m'avi a parlari di nascosto... Non
posso ricevere più l'onore d'acchianari in casa?

DONNA TINNIRINA

Ma no! Per carità, non dite così!

VOCE DI D. SUCASIMULA

Ma perchè queste cose segrete?

D. LIDDU

Avi ragiuni, mischinu! Unu c'aspetta cca, iddu ca s'avi a ammucciari
ddà!

TIDDA

Cc'è postu pi tutti!

DONNA TINNIRINA

Oh Dio! La Zi Vittula! idda veni! idda veni! Viniti cca, viniti cca, non
nni facemu a vidìri!

DONNA PRAZZITA

Ah! Eccu ca veni a Zi Vittula, ora! Ca daveru è fatta di mastru!

BRASI

A unu a unu tutti hannu a veniri!


SCENA V.

_appare_: La Zi Vittula.


DONNA PRAZZITA

Uh! eccula! eccula! E chi su' ddi cosi ca cci pènninu? Guarda... cudi di
iattu su'! Maria Santissima, perfetta! perfetta! Bravu lu cucinu Nzulu!
Bravu! Bravu! (_batte contentissima le mani e tutti la imitano_).

LA ZI VITTULA

(_furente, frenandosi a stento e mano mano accalorandosi fino al
parossismo_)--Unn'è? unn'è 'ssa jattaredda morta; ca mi fa l'amica e la
cunfidenti, ca finci d'intirissarisi pi mia e poi sutta sutta tira braci
a lu so' cudduruni! Ca l'avi grossu chidda, lu cudduruni! Massaria
ranni! putia cu du' porti! Di cca si trasi e di ddà si nesci! Pi non
vidirinni 'nfacci unu cu 'n'autru! E si nisciu di l'autra porta, 'ssu
Cappiddazzu, diciticcillu ca non mi nni 'mporta nenti! Mancu pi schifiu
l'haiu! Ma iddu cca non ce' e' mettiri cchiù pedi! Pi 'mpegnu! Avi
ragiuni me' cucina la Vecchia di l'acitu! Pi mia è un lapunazzu vecchiu,
e sugnu iu ca lu cacciu, pi sapillu! Sciù! sciù! passi là! malanova di
te' sulu! Chi si crideva ca, appena iuntu, cci avia a grapiri li vrazza
a 'ssu trisoru? E quannu non cci vinni fatta, si ittò a mari vasciu,
unni cci appidicava cchiù megghiu! Ma non cci hâ a ristari nni 'sta
caramma! A mari largu, a mari largu s'hâ a iri a affucari! Unni cci su'
li petri nivuri! Cca, nni la terra vattiata, non cci hâ a mettiri cchiù
pedi, mancu mortu! Hâ a moriri, sulu comu un cani a la stranìa, vasinnò
si perdi lu me' nomu! (_si precipita per l'uscio di sinistra_).

TIDDA

(_che, ascoltando, s'è tenuta a stento, fremendo d'ira e di rammarico,
scoppia a questo punto in pianto violento. Tutti si alzano e le si fanno
attorno_).

TUTTI

Uh! uh!.... E chi fu?.... E pirchì?.... Comu?

D. LIDDU

Signurina Tidda, e chi cc'entra?

D. NITTU

E chi s' 'a pigghia supra 'u seriu, lei? Cummedia, è?!

D. LIDDU

L'ha dittu lei stissa ca D. Nzulu è opiranti bravu!

D. IACU

E 'ssa parti veru bella la rapprisintau! cu lu sangu a l'occhi! Bravu lu
signor D. Nzulu!

DONNA PRAZZITA

Ca si sapi, 'nt' e' cummedii, s'arridi e si chianci! si chianci e
s'arridi! ah.... ah.... ah....

D. IACU

Vah! Battemu 'i manu tutti, e sicutamu! Ca ora nn'addivirtemu....

D. LIDDU

(_subito_)--Cu Peppi Nnappa!

D. IACU

Cu don Sucasimula!

D. GASPARINU

Abbasta ca non fa nesciri a mia, annunca a iocu di tutui finisci!

D. LIDDU

Vaia, signurina Tidda! finemula!.... Eccu, eccu.... cca cc'è don
Sucasimula! Si livassi 'ssu fazzulettu di l'occhi!


SCENA VI.

_appare_: Don Sucasimula.


TUTTI

(_accolgono l'apparizione battendo le mani, per stordire e rianimare
Tidda che riesce a stento a frenarsi e si forza, ora, a sorridere anche
lei_)--Uh! veru D. Sucasimula è! Bellu! Perfettu! Pari pittatu!

D. SUCASIMULA

(_movendosi come una marionetta, con le braccia strette alla vita e un
bastoncino orizzontalmente tra le mani, con l'aria di uomo sperduto_)--E
chi sacciu!.... Cu' s'ammuccia di cca, cu' s'ammuccia di ddà!.... Mi
trovu in imbarazzu perchì aspiru.... aspiru.... aspiru.... aspiru alla
beltà! ma non mi vogghiu cumprometteri cu nuddu, e mancu vogghiu
fabbricari a crudu.... Dici 'a genti ca caminu supra l'ova, ma iu
cammino.... cammino così.... col passo chiommino, col passo
chiommino.... Permesso di qui? (_s'introduce per la sinistra; poi,
dall'interno_)--Mi posso introdurre?.... Disturbo? Si, sarei proprio io,
don Sucasimula! Oh! La signurina Zi Vittula!! Lei qua? (_suono di
campanello_).

D. LIDDU

Oh, sonanu! E cu' veni ora? Peppi Nappa?

D. NITTU

Eh, ancora nn'avi a veniri fudda! Cc'è macari don Cola Mecciu.

D. IACU

Haiu una curiusità di vidillu nt' 'a facci!

D. NITTU

(_a Tidda_)--Bravu, signurina, 'u sta vidennu? Passau! A fici ridiri
'ssu Don Sucasimula? (_altro suono di campanello_).


SCENA VII.

_appare_: Giufà.


TUTTI

Uh! Allu cca, Giufà!... Perfettu! Ca daveru un diavulu è! Chi facci di
babbu! 'U saccu avi! 'u saccu! Sintemu! sintemu chi dici!

GIUFÀ

Tu pigghi di cca.... tu pigghi di ddà.... e 'u capitanu 'mmenzu sta!
(_apre prima il pugno destro, poi il sinistro, e mostra nell'uno e
nell'altro i due bigliettini che nella scena III s'è cavati dal seno la
Vecchia di l'acitu; e poi dice furbescamente_)--Chi porti, Giufà? Tocca,
tocca, e vidirà!... Ahi! chi? 'I spini hannu! E si mancianu cu l'acitu!
(_esce per la comune_).

RACHILINA

Sa unni 'i porta 'ssi bigghietti?

D. LIDDU

Chissi chiddi d' 'a vecchia sunnu! Quarchi autra 'nfamità!

D. NITTU

Ma silenziu, signuri mei! Sintemu cu cu' parra!

GIUFÀ

(_dall'interno_)--Uh, guarda chi cumminazioni! Voscenza è cca, e iu cci
stava vinennu a purtari un pizzinu d' 'a me' patruna!

VOCE DI PEPPI NNAPPA

A mia? Duna cca! Idda unn'è, supra?

GIUFÀ

Si, ma comu si non ci fussi....

VOCE DI PEPPI NNAPPA

Pirchì?

GIUFÀ

Avi visiti....

VOCE DI PEPPI NNAPPA

Si? ma io non sono mai di troppo.

GIUFÀ

Voscenza trasi allura, ca iu vaiu a purtari 'n'autru pizzinu!


SCENA VIII.

_appare_: Peppi Nnappa.


TUTTI

Peppi Nnappa! Peppi Nnappa! Iddu è! Ch'è ridiculu! Ch'è smafarusu!
Guarda ddi càusi! Scurciatu!

PEPPI NNAPPA

(_è entrato con l'aria di un Rodomonte; mette la canna d'India sotto il
braccio, s'accomoda il berretto a barca sulle ventitrè, si ravvia il
ciuffo da un lato, si tira i calzoni a campana sotto l'ampia fascia
frangiata, con mossa malandrinesca, poi con tono e gesti
eroici_)--Leggiamo questo pezzinu! (_apre il biglietto e legge
stentatamente_) «Caro D. Peppi Nnappa» (_e chiustu sugnu iu!_) «Sacciu
ca siti spinnatu».... Cu' è spinnatu! Iu, spinnatu?.... «di mia cucina
la Zi Vittula».... Ah! sapemunni sentiri!.... «ma 'ssu spinnu è puru
d'autri, ca l'haiu sempri pi la casa». D'autri? (_si tira
indietro_)--Senza mutriarinni!.... (_e si posta come per in parata, per
la difesa e per l'offesa_)--Cu' cc'è ca si voli fari avanti? Ccà cc'è
pettu pi tutti! (_riprende la lettura_)--«E siccomu haiu la soru schetta
e la genti ca non sapi po' parrari, saria bonu ca vi facissivu avanti pi
cuitari la palumma e fari fuiri lu spruveri!» (_tirando dalla fascia una
enorme pistola_)--Cca semu! E a 'ssu spruveri lu 'ntacciamu 'ntra 'na
porta di carrittaria!

TUTTI

Bum!!

PEPPI NNAPPA

(_al Bum del pubblico, fa un salto indietro di paura e subito si posta
come sopra_) Oh, Peppi Nnappa! non nn'ammaraggiamu! Mi cummeni di fari
tozzula o di non fari tozzula? Sintemu chi voli la Vecchia di l'acitu, e
la còlira di la sira sarvamunnilla pi la matina. (_si tira furbescamente
con l'indice la pàlpebra inferiore dell'occhio e passa di là. Scena
vuota, lungo la quale si udrà tra i commenti, di cui sotto, un suono di
campanello, prima delicato, poi man mano più forte, infine furioso;
quindi il fracasso d'una porta atterrata_).

D. LIDDU

Malandrinu, chissu!

D. IACU

E chi avi a essiri? Malandrinu di fudda! Peppi Nnappa, e tantu basta!

D. NITTU

Sa cu' l'ha a fari 'ssa parti?

RACHILINA

Sintemu cu' veni ora, ca stannu sunannnu!

D. LIDDU

Ca don Cola Mecciu, cu l'autru pizzinu! Iu sugnu 'mprissionatu di tuttu
'ssu traficu di 'ssa Vecchia! Cci aviti capitu nenti vuautri? Cu' è?
pirchì l'ha fattu?

TIDDA

(_friggendo_) Pirchì l'ha fattu? Ca pi 'nfamità, l'ha fattu! Si Capisci
tantu beni!

DONNA PRAZZITA

Sintemu, sintemu finu a l'urtimu, ca cc'è unu ddocu ca sta sfasciannu 'a
porta!

RACHILINA

Eh, mi pari ca 'a sfasciau.


SCENA IX.

_appare_: Don Cola Mecciu.


TUTTI

Cca è! Cca è! Madonna, ch'è arruffatu! Pari un porcuspinu! Tuttu muschi!
Muzzicatu d' 'i vespi!... Eh, Don Cola Mecciu, ogni pilu cci fa
'mpacciu!

D. GASPARINU

(_riconoscendosi, balza in piedi, inalberato, e attende in procinto di
lanciarsi_).

D. COLA MECCIU

Santu diascacci e diantanuni...

D. GASPARINU

(_lanciandosi davanti al palcoscenico, gestendo furiosamente_)--Chi
sintiti fari, misseri e bestia?

D. COLA MECCIU

(_rifacendo tale e quale dal palcoscenico i gesti e le mosse di D.
Gasparino come se fosse uno specchio davanti a lui, botta e
risposta_)--Chi sintiti fari, misseri e bestia?

D. GASPARINU

'Sti scherzi iu non li supportu!

D. COLA MECCIU

(_c. s._)--'Sti scherzi iu non li supportu!

D. GASPARINU

(_volgendosi agli spettatori che ridono_)--Non divi ridiri nuddu a li
me' spaddi, santu diascacci...

TUTTI

....e diantanuni.

D. COLA MECCIU

(_c. s._)--Non divi ridiri nuddu a li me' spaddi, santu diascacci....

D. GASPARINU

(_furente, leva le braccia, afferra D. Nzulu e lo strappa giù dal
palcoscenico_)--Oh! Ca cu mia non si scherza!

TUTTI

(_si alzano in sobbuglio e accorrono a staccare D. Gasparino da D.
Nzulu, ma sono in preda tutti a una grande eccitazione per il veleno che
hanno ingozzato durante la rappresentazione, e che ora rigurgita in
furiosa collera contro D. Nzulu_).

DONNA PRAZZITA

Ragiuni avi 'ssu galantomu!

D. IACU

Nn'ha misu 'ncaricatura a tutti!

D. NITTU

Chissà, accussì, chi è? Màscara ca nni metti?

D. LIDDU

Ora ho capitu! Tutta una burletta ha statu?

DONNA PRAZZITA

Burletta? Comu! una burletta? Nn'avemu cunzumatu, e ora tuttu è 'na
burletta? Carta bullata curri!

D. IACU

Carta bullata? Scupittati cca currinu!

DONNA PRAZZITA

E ridi? e ridi? Taliati comu s'arricria a ridiri!

D. NZULU

(_Dominandoli_)--Ca ridu, ridu, si, pirchì vi vidu accussì 'nfuriati!

DONNA PRAZZITA

Comu? 'Nfuriati? A nuautri nn'abbrucia l'arma! Cu' è ca paga cca!

TIDDA

Già! Oh! S'ha statu 'na burletta, cu l'interessi non si cci ioca! Cu'
paga?

D. NZULU

Ca si ancora non mi l'aviti fattu finiri? 'Ssu surfareddu jiri e viniri
mi tirau cca sutta! Cci stava vinennu a chissu! Cci stava vinennu! Chi
non l'aviti 'ntisu chi cc'è Cappiddazzu paga tuttu? (_tutti lo guardano
sempre più irati, ma anche perplessi, come per dire: Che altro vuoi
inventare adesso? Allora egli li guarda fiso un po' tutti con aria da
dominatore, sicuro del fatto e come nauseato del loro contegno,
aggiunge_) E ddà banna è!

TUTTI

(_restano dapprima come allibiti, poi fanno impeto verso il
palcoscenico, gridando_)--L'americanu? Ah! Arrivau? iddu è Cappiddazzu?
Unu'è? unn'è?

D. NZULU

(_parandoli tutti_)--Ohè! Fermi! Unni iti! 'Nt' 'a me' casa? Ha d'ora
c'arrivau!

TIDDA

Ah! Iddu v'ha aiutatu ddà arreri!

RACHILINA

Maria, chi virgogna!

D. IACU

Ah! Appattatu allura era? Ca signuri mei, giustu è! Cu' l'ha aiutatu a
vestiri e spugghiari?

D. PRAZZITA

Ca facitulu nesciri allura! Arrivati a 'stu puntu! Iu cci haiu a
parrari!

TIDDA

Tutti cci avemu a parrari!

TUTTI

(_facendo impeto di nuovo_)--Tutti! tutti!

D. NZULU

(_di nuovo parandoli e dominandoli_)--Nesci quannu cci 'u dicu iu!
(_poi, ottenuto il silenzio_)--E niscirà pi aggiustari li iammi a tutti,
macari a chiddi chi l'hannu storti comu li cani! Non pi nenti è
Cappiddazzu paga-tuttu!

TUTTI

(_si guardano, fingendo di non comprendere, poi_)--Chi divi aggiustari?
Semu cca ca l'aspittamu! Facitilu nesciri! Pirchì non esci?

D. NZULU

Pirchì è vistutu! E si mi lassauru fari fin'all'urtimu, senza
'nfruscarivi tutti, nisceva a tempu e a locu! Ma n' 'o viditi ca semu
d'accordu? Era cumminata tantu graziusa! 'Nt' 'a cummedia chiddu voli
nesciri!... C'amu a fari? livamu manu e ognunu si nni va pi fatti so'?

DONNA PRAZZITA

Chi? comu? accussì ni nni iemu? Cca 'i cunti prima s'hannu a fari!

D. NZULU

'I cunti su' prestu fatti: cu' cchiù cci misi, cchiù cci persi! Vi pari
ca picca haiu spisu iu?

DONNA PRAZZITA

E chi discursu è accussì? Chi niscistivu pazzu?

TIDDA

Vui aviti spisu? Iu m'haiu ittatu a solu! Chi daveru vulissivu fari 'na
'nfamità di chissa?

D. NZULU

Iu? Non nni fazzu 'nfamità, iu!... E tu 'u sai!... Vi dissi ca semu
d'accordu ca nesci p'aggiustari tuttu--tuttu, mi capiti?--ma comu
Cappiddazzu! Pirchì sulu comu Cappiddazzu po' aggiustari a tutti! Ca si
duvissi nesciri cu li so' robbi e cu la so' facci, pi taluni, inveci
d'aggiustarivi l'interessi, li costi vi duvria aggiustari cu un
marrabbeddu tantu! (_li guarda tutti negli occhi, dominandoli, tanto che
nessuno osa più parlare. Ne approfitta, e aggiunge_) Brasi, vo' pigghia
'ssi robbi! (_Brasi va e rientra poco dopo coi costumi sulle braccia_).

TUTTI

Robbi? E c'amu a fari ch' 'i robbi?

D. NZULU

Ca v'aviti a vestiri!

TUTTI

Chi? comu? nn'avemu a vestiri? chi stati dicennu?

D. NZULU

Ah, chi vuliti vidiri a iddu sulu mascaratu? Cca, o nni vistemu tutti, o
nuddu! O la facemu tutta fin'all'urtimu, p'arrivari unni s'avia a
arrivari, o cci calamu lu sipariu e ognunu si nni va a la so' casa!

D. GASPARINU

Iu non mi nni vaiu!

DONNA PRAZZITA

(_ingozzando il rospo a denti stretti_)--Ca quannu è accussì,
videmunnilla tutta!

D. LIDDU

E videmunnilla, si! signuri mei, chi cci appizzamu? Iucata è!

D. NZULU

'I parti vi l'aiu fattu a tutti! Brasi, stenni 'ssi robbi, e ognunu si
pigghia 'u so'! Don Gasparinu, viniti cu mia, ca vi dugnu chistu!

D. GASPARINU

E iu chi sugnu Don Cola Mecciu?

D. NZULU

Comu! M'aggranfastivu e mi ittastivu cca sutta pirchì vi riconuscistivu?
Caminati! (_lo prende amorevolmente per il braccio, mentre lui
recalcitra e se lo porta di là_).

BRASI

(_deponendo sulle spalliere delle sedie i costumi_)--Chistu è di donna
Tinnirina! Chistu è di la Vecchia di l'acitu, e cca cc'è lu ciascu!
Chistu è di la Zi Vittula! (_dall'altro lato_)--Ripartu masculinu!
Chistu è di D. Ninnaru! Chistu di D. Sucasimula! 'St'autru di Peppi
Nnappa! E chistu di Giufà, ca non lu posu pirchì è miu, ca non cc'è
periculu ca sgarra nuddu!

DONNA PRAZZITA

E daveru non cc'è megghiu Giufà di tia! Pareva babbu!

D. IACU

(_si precipita sul costume di D. Ninnaru, mentre Rachelina prende quello
di donna Tinnirina, e Donna Prazzita afferra quello della Zi
Vittula_)--Mi dici 'a testa ca m'avi a stari strittu!

TIDDA

Unni iti cu 'u sceccu? Chi vi pigghiati chiddu d' 'a Zi Vittula?

D. NITTU

(_facendo per prendere anche il costume di D. Ninnaru_)--Dal momento che
non è vostro!

DONNA PRAZZITA

Pirchì? Non è 'u miu?

D. LIDDU

(_strappando ai due contendenti il costume di D. Ninnaru_)--Vah,
livativi! Circativi 'u vostru! (_lo porta via, seguito dai due che
protestano a soggetto_).

TIDDA

Allura iu chi sugnu 'a Vecchia di l'acitu? (_le strappa l'abito della Zi
Vittula e le porge il fiasco_)--Va 'mpunitivi 'ssu ciascu! (_e va via
appresso a Rachelina_).

BRASI

Varda ch'è bella ca nuddu si voli pigghiari 'u so' vistitu, va circannu
chiddu di l'autri?

DONNA PRAZZITA

(_tornando a ingozzare_)--E va beni! Finzioni è! È bonu 'u so'! tuttu
cudi di iattu (_via_).

D. NITTU

(_torna sconsolato e va a prendere il costume di Peppi Nnappa, lo
osserva e riflette_)--Mah! Forse perchè sostengo le mie idee, e poi sono
un poco prudente e mi tiro indietro, mi ha voluto raffigurare di Peppi
Nnappa.

D. IACU

(_sopravvenendo_)--Chi? Chi faciti? E chi sugnu allura ddu smiciaciatu
di D. Sucasimula? Va, dati cca, e pigghiativi 'u vostru!

D. NITTU

(_come per vendicarsi, cedendo il vestito_)--Ah, si allura è lei Peppi
Nnappa.... (_via con D. Iacu, ciascuno col suo costume_).

BRASI

(_solo, vestendosi_)--Chiddi si vestunu ddà.... l'autri, ddà banna....
Eh già!.... si vergognanu!.... Iu vurria sapiri si è pi chiddu chi
portanu di sutta, o pi chiddu ca s'hannu a mettiri di supra! Iu non mi
vergognu... e mi vestu cca, ca non cc'è nuddu!.... 'U saccu è cca, chinu
di cacocciuli spina.... e comu hannu punciutu! e ancora bonu tuttu s'avi
a sbacantari! Avvisamu lu sonu, ora! (_monta sul piccolo palcoscenico e
parlando verso l'interno_)--Maestru! professuri! Tinemunni pronti, ca
ura è!

D. NZULU

(_dall'interno_)--Brasi! Brasi!

BRASI

Non cc'è Brasi!

D. NZULU

(_ridendo_)--Ca cu' cc'è?

BRASI

Giufà! S'allistissi, ca pronti semu!

D. NZULU

Ah, bravu! Chiamali allura!

BRASI

(_chiamando a voce alta_)--Signor Don Ninnaru! Donna Tinnirina! Don
Peppi Nnappa! Don Sucasimula! Zi Vittula! La Vecchia di l'acitu! Don
Cola Mecciu! Niscemu! niscemu! Ca Cappiddazzu prontu è! (_vengono fuori
tutti dai varii usci vestiti coi loro costumi, e subito dopo rientrano
dal fondo Don Gasparinu e Don Nzulu, vestiti da Don Cola Mecciu e da
Cappiddazzu paga-tuttu_).

D. NZULU

Oh (_con le mani in alto, salutando magnificamente_) Quanta bella
cumpagnia di dame e cavalieri! quanto onore nella mia casa! (_tutti
restano interdetti, confusi, costernati_).

DONNA PRAZZITA

E cu' siti vui, Cappiddazzu?

TIDDA

E 'u cucinu americanu?

D. NZULU

Ecculu cca! Cappiddazzu paga tuttu!

TUTTI

Vui? Comu, vui? Vah! c'ancora 'u scherzu cuntinua? E chi aviti 'ntisu
fari? Ma chisti su' daveru cosi di vastunati!

DONNA PRAZZITA

E cu' è ca paga? Vui âti a pagari?

TIDDA

A chi pi daveru finu e' scupittati 'u vuliti purtari 'ssu scherzu?

D. IACU

Ca 'st'americanu allura ca duvia arrivari tuttu un truccu ha statu?

D. NZULU

Truccu? Avi vint'anni c'arrivau e picciuli nni purtau e purtau lu cori
chinu d'amuri e di disiu di la famigghia; ma nuddu lu vosi cridiri! e
chiddi ca lu vittiru turnari modestu comu partiu, mancu lu guardaru
'nfacci; e l'autri a cui si avvicinau cu cunfidenza e cu amuri, lu
'ntussicaru e tutti lu lassaru a l'agnuni pi tant'anni! Appi a 'nvintari
a 'n'autru americanu comu non sappi essiri iddu, ca avirria sbrizziatu
dinari di cca e di ddà, cu 'ssu Cappiddazzu ranni, pi aviri la casa
china di parenti e d'amici! V'haiu vulutu fari vidiri cu' siti! Iti,
viniti, vi 'mpupati, vi canciati, criditi di essiri cu' sa chi, e siti
sempri chiddi! sempri li stissi tipi di la nostra razza: la Vecchia di
l'acitu... la Zi Vittula... Peppi Nnappa... Don Ninnaru... donna
Tinnirina... Don Cola Mecciu... Don Sucasimula... e Giufà! E cca vulia
arrivari! A dirivillu 'nfacci vistuti d'accussì! ora ca non cc'è cchiù
rimediu! (_notando un movimento di ribellione, alza la voce per
dominarli_)--'I ricchizzi di l'americanu accussì assai non cci su'; ma
ci nn'è, pi grazia di Diu, ci nn'è! Vi l'avia a lassari a la me' morti;
ma siccomu sacciu ca non po' essiri lontana, 'sta surprisa pi tutti vi
la vosi fari ora, passannumi puru iu 'stu picculu piaciri di farivi
sapiri ca v'haiu cunusciutu. Rachilina avrà la megghiu doti d' 'u paisi;
vi putiti fari avanti, Don Liddu, non cc'è cchiù 'ntoppu pi 'i vostri
parenti! (_Don Liddu va a stringergli la mano, commosso e corre da
Rachelina, che anche lei prende la mano dello zio e gliela bacia, allora
lui si volge verso don Nittu, rimasto avvilito_)--Vui, pacenza, D.
Nittu! Ristati cu mia, c'haiu bisognu di vui: avemu a scriviri tanti
cosi!... A me' cucina Tidda, a facemu stari bella commoda 'nta ddà
reggia di casa ca misi, e siccomu a stari suli non è bonu mancu
'mparadisu, Don Gasparinu... vi diciditi finalmenti?...

D. GASPARINU

Si non m'avissi pigghiatu di punta, avi un seculu ca sugnu decisu!

D. NZULU

(_prendendo le mani a entrambi e unendole, e poi voltandosi verso don
Iacu che lo guarda in cagnesco_)--Pacenza macari vui, Don Iacu, ristati
cu mia ca sugnu debuli e haiu bisognu di spadda forti.

BRASI

(_battendo le mani_)--Beni! Bravu! (_applaudono anche Rachelina, D.
Liddu, don Nittu, don Gasparinu_).

DONNA PRAZZITA

E ora ca vi pigghiastivu 'ssu piaciri a modu vostru nni putemu
spugghiari?

D. NZULU

Ah no! Mentri cci sugnu mastru di cappella, facitimilla fari tutta!
V'haiu fattu ballari senza sonu, ora, accussì vistuti comu semu, avemu a
ballari tutti cu lu sonu! Giufà, dicci a 'u maestru c'attacca.

BRASI

(_c. s._)--Musica, maestru!

RACHILINA

Uh! macari 'u sonu cc'era priparatu! (_si sente dall'interno
l'orchestrina che intona un balletto antico in tempo di tarantella_).

D. NZULU

E iu ballu cu vui, cucina Prazzita: senza rancuri! (_le maschere
cominciano a muoversi, seguendo il tempo del ballabile_).


SIPARIO.



  Nota del Trascrittore


  Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
  senza annotazione minimi errori tipografici. Nel primo atto le scene
  dalla IV alla X, indicate con numeri errati, sono state rinumerate
  correttamente.





*** End of this Doctrine Publishing Corporation Digital Book "Cappidazzu paga tuttu - Teatro dialettale siciliano volume settimo" ***

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