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Title: Mesmer e il magnetismo - La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero
Author: Mosso, Angelo
Language: Italian
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*** Start of this Doctrine Publishing Corporation Digital Book "Mesmer e il magnetismo - La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero" ***

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                                  LA
                            VITA ITALIANA

                              DURANTE LA
                   Rivoluzione francese e l'Impero


                _Conferenze tenute a Firenze nel 1896_

                                  DA

        Cesare Lombroso, Angelo Mosso, Anton Giulio Barrili,
          Vittorio Fiorini, Guido Pompilj, Francesco Nitti,
       E. Melchior de Vogüé, Ferdinando Martini, Ernesto Masi,
        Giuseppe Chiarini, Giovanni Pascoli, Adolfo Venturi,
                           Enrico Panzacchi.



                                MILANO
                       FRATELLI TREVES, EDITORI

                                 1897.



                        PROPRIETÀ LETTERARIA

                     _Riservati tutti i diritti_.

                        Tip. Fratelli Treves.



                       MESMER E IL MAGNETISMO


                             CONFERENZA
                                 DI

                            ANGELO MOSSO.



I.


Su Mesmer e sul magnetismo animale si scrissero tanti libri che se ne
farebbe una biblioteca. La libreria di Washington, che serve ai medici
militari, conteneva, nel 1887, venti giornali tra vivi e morti, e
duecento dieci tra libri e memorie che discorrono esclusivamente del
magnetismo animale.[1] Ciò s'intende senza tener calcolo delle riviste
di medicina, di filosofia e di letteratura e tanto meno dei giornali
quotidiani dove gli articoli su Mesmer sono così strabocchevoli che sarà
difficile dare l'inventario anche solo dei migliori.[2] Dieci anni or
sono, quando venne in Italia il celebre magnetizzatore Donato, feci io
pure qualche studio su tale argomento e scrissi due articoli nella
_Nuova Antologia_.[3]

  [1] J. BILLINGS, _Index-Catalogue of the Library of the
  Surgeon-General's Office_. Washington, 1887.

  [2] Vedi _Index to periodical Literature_ by W. T. POOLE. Boston,
  1882, e i volumi successivi.

  [3] A. MOSSO, _Fisiologia e patologia dell'Ipnotismo_. Nuova
  Antologia, giugno e luglio 1886.

Invitato da questa onorevole Società Fiorentina di pubbliche letture, a
parlare dinanzi a voi su Mesmer e il magnetismo animale, cercai nei
periodici italiani del secolo scorso, ed alcuni amici benevoli
intrapresero altre indagini negli Archivi di Torino, di Firenze e di
Venezia. Non avendo trovato documenti abbastanza importanti per fare una
conferenza sul magnetismo nella vita italiana durante la rivoluzione e
l'impero, rifiutai l'invito fattomi.

Mesmer fu come una meteora che sorse e scomparve rapidamente poco prima
che scoppiasse la più grande tempesta che ricordi la storia moderna.
L'anarchia, la rivoluzione e la conquista dell'Italia per parte dei
francesi, seguirono con tale prontezza che la dottrina di Mesmer non
ebbe tempo di metter radice fra noi. Un dottore di Torino, certo Giraud,
cercava a quel tempo di farsi strada col magnetismo, ma il pubblico
aveva tutt'altro da pensare.[4]

  [4] Lettre de M.r Giraud docteur en Médecine de la Faculté de
  Turin, à M.r le comte N. N. à Crémone. — Turin, 8 décembre 1784.

E però mi scusai di non poter accettare; ma era per me un onore così
grande l'entrare a far parte di questo ciclo giustamente rinomato di
conferenzieri: era per me una fortuna così inaspettata di ritornare a
Firenze dove ho passato due anni come studente, che ho finito col cedere
alle cortesi insistenze. Mi affidai alla vostra benevolenza e pensai che
mi avreste compatito sapendo che sciolgo un voto di gratitudine verso
questa città nella quale è cominciata la mia carriera di fisiologo e
dove mi sorridono sempre tante felici ricordanze della giovinezza.

Mesmer fu un mistico. — In questo momento nel quale per cause eguali a
quelle del secolo scorso, va riaccendendosi il misticismo, non sarà
inutile studiare la vita di questo medico che tentò fondare una nuova
filosofia della Natura, che mise in evidenza alcuni fenomeni singolari
che può presentare il sistema nervoso, e dimostrò colle sue esperienze
quanto sia instabile l'equilibrio della ragione umana e quanto sia cieca
la credulità del pubblico.

Pochi anni di storia dell'ipnotismo alla fine del secolo scorso bastano
per far comprendere la natura del magnetismo animale. Ricucirò insieme i
documenti che ho raccolti intorno al breve periodo che passa tra il 1774
e il 1784, e vi aggiungerò pochissimo del mio.



II.


La tendenza di Mesmer al misticismo apparve evidente fino dal suo primo
scritto, nella sua dissertazione di laurea trattando dell'influenza che
i pianeti esercitano sul corpo umano.[5]

  [5] MESMER, _De planetarium influxu_, 1766.

Nel 1774 Mesmer curava a Vienna una signorina di ventinove anni, per
nome Esterlina. Una fanciulla isterica che soffriva di convulsioni, con
dolori, delirii e sincope.

A quel tempo era a Vienna un gesuita, il padre Hell, professore di
astronomia, il quale credeva, come altri avevano creduto prima di lui,
che la calamita esercitasse una influenza sull'organismo umano. Le prime
osservazioni intorno a questo argomento, tanto dibattuto ancora oggi, le
troviamo nelle opere del medico e filosofo Cardano, uno degli umanisti e
delle menti più vaste della Rinascenza. Cardano nel libro settimo del
suo trattato _De subtilitate_, al paragrafo _Magnes_, racconta di alcuni
esperimenti fatti da un empirico a Milano il quale per mezzo della
calamita rendeva insensibile il braccio. Cardano provò sopra sè stesso e
vide che poteva piantare nella pelle un ago magnetizzato senza sentire
alcuna molestia. Sappiamo però che Cardano era un neuropatico, il quale
poteva ipnotizzarsi da sè medesimo quando voleva. Nel libro decimottavo
del medesimo trattato, Cardano scrisse tali cose intorno alla potenza
dei sogni e alla telepatia da metterci in dubbio sulla attendibilità
delle sue esperienze intorno ad un'azione qualsiasi della calamita. Egli
però intravide le applicazioni che potevano farsi della calamita contro
il dolore e disse “se questo è vero, quale guadagno se ne potrà fare?„
ma le sue speranze non si verificarono. L'ultimo lavoro su questo
argomento[6] fu scritto da uno dei più celebri fisiologi della Germania,
l'Hermann. Nel titolo il professore di Königsberg si fa la domanda: “Ha
il campo magnetico delle azioni fisiologiche dirette?„ e la risposta che
risulta da tutte le esperienze diligentemente raccolte, è negativa.

  [6] L. HERMANN, _Hat das magnetische Feld directe physiologische
  Wirkungen?_ Archiv. f. d. g. Physiologie, 1888. 43º vol., pag.
  217.

Mesmer racconta che si fece prestare delle calamite dal padre Hell.[7]
Applicati tre di questi ferri calamitati l'uno sul petto e due sulle
gambe della damigella Esterlina, questa disse che sentiva delle correnti
dolorose, come di una materia sottile che scorresse sotto la pelle, e
dopo vari giri questa corrente si dirigeva verso la parte inferiore del
corpo, di dove uscitane scomparivano gli accessi e per parecchie ore
essa poteva riposare tranquilla. Dopo qualche giorno Mesmer comunicò
questi risultati al padre Hell. Mesmer soggiunge che il padre Hell,
abusando della sua celebrità nell'astronomia, pubblicò subito nei
giornali la scoperta attribuendola a sè.

  [7] MESMER, _Mémoire sur la découverte du magnétisme animal_, pag.
  18.

Il padre Hell ed il Baldinger[8] scrissero parecchie memorie sull'azione
che il magnete esercita sopra alcune malattie. Mesmer combattè questi
scritti dicendo che il magnetismo animale era cosa diversa dal fluido
magnetico della calamita, e che in tale distinzione stava l'importanza
della scoperta sua.

  [8] BALDINGER, _Narratio historica de magnetis viribus ad morbos
  sanandos_. Göttingen, 1778.

Per far capire meglio le idee di Mesmer, racconterò le esperienze da lui
fatte col celebre medico e fisiologo Ingenhousze.[9]

  [9] _Ingen-housz_, come scrivono altri, è quello stesso autore del
  quale si trova il nome nei trattati di fisica dove si parla della
  conducibilità del calore.

Ecco una delle esperienze fatte insieme a Mesmer sulla damigella
Esterlina.[10] L'ammalata dopo un accesso di convulsioni era caduta in
sincope. Ingenhousze si avvicinò al letto mentre Mesmer se ne allontanò:
poi questi gli disse di toccare l'ammalata; Ingenhousze lo fece, ed essa
non si mosse. Mesmer allora disse ad Ingenhousze di avvicinarsi a lui,
lo toccò e gli strinse le mani per comunicargli il magnetismo. Dopo,
essendosi Ingenhousze diretto un'altra volta verso l'ammalata ed
avendola toccata, si manifestò in essa un forte accesso di convulsioni.

  [10] MESMER, _Mémoire_, pag. 23.

Si ripetè l'esperienza, e sempre nelle parti che Ingenhousze toccava si
produceva dopo il contatto un forte movimento che prima non c'era.

Mesmer propose una seconda esperienza. Magnetizzò una tazza di
porcellana scelta da Ingenhousze tra sei che erano nella stanza. Fatte
applicare queste sei tazze sulla mano della malata, quando giunse quella
che egli aveva toccata, essa fece un movimento dando segno di dolore.

Questa fanciulla isterica non aveva neppure bisogno che un corpo
magnetizzato la toccasse. Mettendosi Mesmer alla distanza di otto passi
e puntando verso di lei le dita, producevasi egualmente l'insulto delle
convulsioni.

Quest'ultima esperienza è la sola importante di quelle che ho qui
ricordato. Molti credono ancora oggi all'esistenza di un fluido
magnetico col quale una persona può magnetizzarne un'altra. Questo
fluido non esiste. Per convincersene basta ricordare che alcuni, come
Cardano, riescono a magnetizzarsi da soli guardando un oggetto luminoso
o pensando semplicemente al sonno ipnotico.

Pochi giorni dopo Ingenhousze disse agli amici che tutto era una farsa
ed una soperchieria ridicola e combinata.

Mesmer si rivolse alla Facoltà medica di Vienna, perchè nominasse una
commissione: ma la signorina Esterlina aveva preso marito, le
convulsioni erano scomparse e non volle più sentir parlare di Mesmer.



III.


Nel febbraio del 1778 Mesmer arrivò a Parigi. Quale sia l'ambiente nel
quale ora vedremo aggirarsi la figura di Mesmer, quale il fondo del
quadro che presentava allora la città di Parigi, non sono io che possa
dire. Le pagine immortali del Taine nelle _Origines de la France
contemporaine_ hanno rappresentato quella società nelle sue metamorfosi,
quando passò dallo stato feudale alla vita moderna con delle convulsioni
che parvero mortali e dalle quali si è risvegliata più forte.

Mesmer aprì subito a Creteil una casa di salute. Quando uno arriva a
Parigi dalla strada di Lione vede a destra Creteil guardando verso la
Marna. È in una di queste case che Mesmer aveva raccolto i suoi primi
malati quando due mesi dopo il suo arrivo invitò l'Accademia di Medicina
a prendere conoscenza del suo nuovo metodo di cura. Non accennerò le
lotte che Mesmer sostenne a Parigi coll'Accademia di Medicina e colla
Facoltà medica:[11] racconterò solo come cominciarono le sue peripezie.

  [11] _Lettres de M. Mesmer à M. Vicq-d'Azir et à Messieurs les
  Auteurs du Journal de Paris._ A Bruxelles, 1784.

Tutti i Commissari si erano riuniti ed erano pronti a partire in
carrozza per andare a Creteil quando fu loro rimessa una lettera la
quale diceva “che i malati del signor Mesmer avevano ricevuto qualche
giorno prima la visita di un gran principe e che ciò aveva fatto in essi
un grande effetto; che la visita dei Commissari faceva temere un altro
sconvolgimento, che i malati erano tutte persone di condizione e non
potevano essere trattati come la feccia del popolo. Mesmer sperava
volesse la Società reale di medicina rimandare la sua visita fino a che
non vi fosse un miglioramento.„[12]

  [12] _Extrait du Journal de Paris._ Vendredi, 27 août 1784.

Questa lettera era accompagnata dai certificati di quattro persone
guarite, e Mesmer soggiungeva che questi documenti tenevano luogo della
visita progettata.

Malgrado il dissenso che subito scoppiò tra Mesmer ed i medici di
Parigi, la clientela del medico tedesco diveniva ogni giorno più
numerosa. Mesmer prima si stabilì all'Hôtel Bouret sulla piazza Vendôme
e poi trasportò la sua clinica all'Hôtel Bullion vicino alla Borsa.



IV.


La società parigina era preparata per il trionfo di Mesmer, l'ambiente
era elettrizzato, bastava una piccola scintilla perchè il magnetismo si
propagasse in tutta la Francia.

Mesmer era un uomo alto della persona, molto elegante e di aspetto
piacevole. Alcuni gli hanno rimproverato la mancanza di spirito e di
talento letterario. Certo le cose che scrisse sono di gran lunga
inferiori per lo stile alle semplici lettere di alcune donne che
scrivevano senza la preoccupazione che altri avrebbe visto stampate le
loro lettere: quelle lettere intime sfuggite dalla penna, e delle quali
noi ammiriamo ancora oggi la perfezione nell'arte del comporre di quei
tempi.

La fortuna sua Mesmer la deve al misticismo, all'aspirazione verso le
cose occulte, che ha tormentato in ogni tempo l'umanità.

Mesmer paragonava con enfasi la sua scoperta a quella del telescopio e
del microscopio e diceva che il magnetismo apriva un nuovo mondo allo
sguardo.

L'umiltà non è stata una delle virtù di Mesmer. Sentite il suo stile:

“La maggior parte delle proprietà della materia organizzata, quali la
coesione, l'elettricità, la gravità, il fuoco, la luce, l'elasticità,
l'irritabilità animale, che sino ad ora erano considerate come qualità
occulte, saranno spiegate coi miei principii, e sarà messo in evidenza
il loro meccanismo.

“Mi vanto di aver gettato una nuova luce sulla teoria dei sensi e
dell'istinto.

“Ho la certezza che gli stati che fanno più paura, come la pazzia,
l'epilessia e la maggior parte delle convulsioni, sono il più spesso gli
effetti funesti dell'ignoranza dei fenomeni dei quali parlo, e
dell'impotenza dei mezzi impiegati dalla medicina per curarli: che quasi
tutte queste malattie non sono altro che delle crisi sconosciute e
degenerate: che in fine vi sono poche circostanze dove non si possa
prevenirle e guarirle.„[13]

  [13] _Mémoire de T. A. Mesmer sur ses découvertes._ Paris, chez
  Tuchs, Maison Cluny. An VII. La prima edizione di questo libro fu
  stampata nel 1778.

Il magnetismo animale fu da Mesmer applicato quasi esclusivamente alla
cura delle malattie nervose. Perchè? Ecco come Bailly, che fu uno dei
più celebri oppositori del Mesmer, rispose già nel secolo scorso a tale
domanda.

“Si vede che gli uomini affetti apparentemente dalla medesima malattia,
guariscono seguendo regimi affatto contrari, prendendo rimedi
interamente diversi. La natura è dunque abbastanza forte per mantenere
la vita malgrado un regime cattivo e può trionfare del male e del
rimedio. Se l'organismo ha questa potenza di resistere ai rimedi, a più
forte ragione esso ha il potere di agire senza di essi. L'esperienza
della efficacia dei rimedi ha dunque sempre qualche incertezza. Quando
si tratta del magnetismo vi è una incertezza di più, quella della sua
esistenza.„



V.


La scienza non aveva fatto mai dei progressi tanto rapidi quanto a quel
tempo. Basta ricordare Lavoisier, Laplace, Lagrange, Berthollet, Buffon,
Hauy, e molti altri che aprirono delle vie nuove e feconde nello studio
della Natura. Ma il pubblico era stanco e come stizzito per il trionfo
dello spirito scientifico che aveva invaso la società.

Negli strati inferiori, nella maggioranza del popolo francese si
preparava lentamente una reazione contro la scienza, contro l'indirizzo
matematico e positivo che erasi dato alla filosofia cominciando da La
Mettrie e Voltaire arrivando agli enciclopedisti Diderot e D'Alembert.
Fu la ribellione della folla contro la scienza che diede a Mesmer la sua
forza.

Mesmer aveva anche l'ascendente di essere straniero. Ora forse non
gioverebbe più; ma a quell'epoca in Francia fu un elemento di successo
per i fautori di Mesmer, il poter ribellarsi ai medici di Parigi. Si era
stufi di vederli andare in giro con quei loro abiti lugubri, bisognava
dar loro una lezione, perchè non avevano mai capito nulla, e doveva
finalmente venire di lontano un medico per far conoscere un mezzo
universale di guarire e di preservare gli uomini. La medicina di Mesmer
era una cosa popolare, che tutti capivano, e questa fu un'altra ragione
del suo successo.

Vi è una sola malattia, diceva il taumaturgo, e questa prende forme ed
aspetti molteplici. Vi è un solo rimedio, e questo è il magnetismo
animale.

Il magnetismo animale fu come una valvola che si aprì, e per la quale
ebbe sfogo la tensione lungamente compressa di quella parte della
società che in ogni tempo si mantiene impermeabile ai progressi della
scienza.



VI.


Il famoso _baquet_ di Mesmer era una tinozza come lo dice il nome, ossia
un mastello alto poco più di mezzo metro fatto di legno di quercia. Nel
fondo vi erano dei buchi che comunicavano con una cassa sottostante,
come se la tinozza avesse un doppio fondo. Da questi buchi uscivano
delle spranghe di ferro piegate ad angolo retto in modo che potevano
girare.

I malati si mettevano attorno a questo mastello in parecchi ordini, e
ciascuno teneva la spranga di ferro rivolta verso la parte malata. Una
corda era tirata intorno al corpo degli astanti per riunirli. Qualche
volta si faceva una seconda catena colle braccia e per stringersi meglio
si stendevano le mani l'uno all'altro afferrandosi reciprocamente il
pollice e l'indice.

Un pianoforte messo in un angolo della sala suonava, e spesso
accompagnava il canto di una voce melodiosa.

Mesmer aveva parecchi medici che lo aiutavano, perchè quando la sala era
affollata non bastava da solo.

Questi, dice la cronaca, erano scelti da Mesmer tra i più giovani e i
più belli dei suoi discepoli. Gli ammalati erano già disposti in circolo
intorno al _baquet_, quando cominciava la seduta di magnetismo. Mesmer
si presentava nella sala vestito di seta color lilla. I medici tenevano
in mano una bacchetta di ferro, e toccavano gli ammalati sulla faccia
dietro la testa e sulla parte malata. Facevano dei cenni e talora
palpavano colle dita. La cosa più importante, diceva Mesmer, era di
saper dirigere bene i poli magnetici; senza di ciò non potevasi ottenere
alcun effetto.

Quando l'azione della bacchetta di ferro e il contatto colle dita e i
passi magnetici non bastavano, si aggiungeva l'effetto psichico di uno
sguardo intenso, e colle mani si premeva dolcemente l'addome. Se questo
non bastava a provocare una crisi, Mesmer prendeva un contegno assai più
intimo ed energico. Si sedeva davanti alla malata e stringeva le gambe e
i ginocchi della paziente tra le sue gambe e le sue ginocchia, le
applicava le mani sul basso ventre e quanto più era possibile nella
direzione dell'ovaia, e scorreva palpando sulle parti più sensibili del
corpo, mentre gli occhi ardentemente fissi in quelli della malata
andavano avvicinandosi fino a che le bocche quasi si toccavano.



VII.


Intorno alla cronaca scandalosa del magnetismo animale vi sarebbe molto
da dire. Si stampò anche un poema, la _Mesmeriade_, che per quante
ricerche io n'abbia fatte non mi è stato possibile di leggere.

Nel libro del Morand[14] è stampata la relazione secreta fatta al Re
Luigi XVI sui pericoli che correvano i buoni costumi per la pratica del
magnetismo. Non tutte le donne che andavano a farsi magnetizzare erano
malate. Ma non posso fermarmi su tale argomento.

  [14] MORAND, _Le magnétisme animal_, pag. 45. Paris, 1895.

Mesmer aveva saputo far venir di moda la sensibilità. Il magnetismo era
un mezzo per conoscere chi era più sensibile e la società elegante si
compiaceva di queste esperienze.

In un libro stampato alla macchia col titolo _Choix des mémoires secrets
pour servir à l'Histoire de la République des Lettres, depuis l'année
1762 jusque et y compris 1785_, ho trovato il seguente aneddoto del 27
aprile 1784.

“Cela devient un spectacle. Derniérement Mde. la princesse de Lamballe,
avec une dame de la suite, est allée chez le docteur Mesmer, comme il
magnétisoit. Il n'y avait pas moyen de refuser une princesse, et malgrè
la parole donnée par ce médecin aux malades, S. A. les a vus entourant
le baquet mysterieux, et s'y livrant à toutes les simagrées qu'il leur
fait faire. Les femmes surtout ont été très-scandalisées d'une semblable
curiosité; car ce sont elles qui éprouvent les plus singulières
convulsions, tenant beaucoup des extases du plaisir: aussi sont-elles
les plus ardentes à prôner le mesmérisme.„[15]

  [15] Opera citata, pag. 218.

La principessa di Lamballe aveva voluto farsi magnetizzare e Mesmer non
essendo riuscito si era sparsa la voce tra il popolo che il sangue reale
resisteva al magnetismo.[16]

  [16] _Dictionnaire Encyclopédique des sciences médicales._
  Articolo di Dechambre: Mesmerisme. Tome VII. pag. 156.

Povera principessa Lamballe! essa era nata nella Casa di Savoja
Carignano e nel settembre del 1792 cadde vittima nelle mani dei
_sans-culottes_. Taine nella _Conquête Jacobine_ ci fa conoscere la
figura triste di quel Petit-Mamain che l'uccise.[17] Era il figlio di un
albergatore e passeggiava con una scimitarra al fianco e due pistole
alla cintola al Palais Royal, accompagnato da altri pessimi soggetti
della stessa risma. Questi scellerati invece di nascondersi si facevano
vedere e si vantavano dei loro delitti.

  [17] TAINE, _La conquête Jacobine_. Tome II, pag. 406.

Un testimonio oculare ha raccolto queste sue parole: _C'est moi, qui ai
éventré la Lamballe et qui lui ai arraché le cœur.... Tout mon regret
est que le massacre ait été si court, mais il recommencera_.



VIII.


La stella di Mesmer, giacchè egli credeva alla influenza degli astri,
toccò il suo apogeo col 1784 che fu un anno memorabile per molti
avvenimenti. In quest'anno fu visto sollevarsi per la prima volta un
pallone aereostatico nel campo di Marte. L'Accademia delle scienze aveva
dato incarico a Montgolfier di preparare un pallone di seta che
ricoperto d'una vernice impermeabile fu riempito di idrogeno ed era alto
più d'una casa.

Pilâtre de Rosier e il Marchese d'Orland fecero la prima ascensione
libera nell'aria.

Nei salotti e nei giornali non si parlava d'altro che dei palloni
aereostatici e del magnetismo. Mesmer a quel tempo aveva cominciato a
magnetizzare anche gli alberi. I malati accorrevano a questi alberi ai
quali si erano attaccate delle corde e vi passavano delle ore cadendo in
convulsioni e dando di sè triste spettacolo sui boulevards e nei
giardini.[18]

  [18] Représentez-vous la place d'un village. Au milieu est un
  orme, au pied duquel coule une fontaine de l'eau la plus limpide:
  arbre antique, immense mais très-vigoureux encore, et verdoyant;
  arbre respecté par les anciens du lieu, qui, les jours de fête,
  s'y rassemblent le matin, pour raisonner sur leurs moissons, et
  surtout sur la vendange prochaine; arbre chéri par les jeunes gens
  qui s'y donnent des rendez-vous les soir, pour y former des danses
  rustiques. Cet arbre magnétisé de temps immémorial par l'amour du
  plaisir, l'est à présent par l'amour de l'humanité. Messieurs de
  Puysegur lui ont imprimé une vertu salutaire, active, pénétrante:
  ses émanations se distribuent au moyen de cordes, dont le corps et
  les branches sont entourés, qui en appendent dans toute la
  circonférence, et se prolongent à volonté. Ou a établi autour de
  l'arbre mystérieux plusieurs bancs circulaires en pierre, sur
  lesquels sont assis tous les malades, qui tous enlacent de la
  corde les parties souffrantes de leur corps. Alors l'opération
  commence, tout le monde formant la chaîne, et se tenant par le
  pouce. Le fluide magnétique circule dans ces instants avec plus de
  liberté on en ressent plus ou moins d'impression. — _Lettres de M.
  Clocquet_ (Soissons, le 13 juin 1784).

  _Détail des cures opérées à Buzancy par le Magnétisme animal._

  Altre cure furono pubblicate dal Marchese _de Tissart de Rouvre_.
  — Cure opérées à Beaubourg par le moyen d'un arbre magnétisé.

Ecco la strofa di una satira contro Calonne controllore generale delle
finanze che fu di una prodigalità pazza nel distribuire delle pensioni
ai cortigiani di Luigi XVI.

    Qu'on aime tant qu'on voudra
    Les ballons et l'opera;
    Qu'on parle de politique,
    De fluide magnétique
    Sans s'intéresser à rien:
      C'est bien
      C'est bien.
    On n'est pas Français pour rien:
    Mais moi qui bonnement raisonne;
    J'aime Calonne
    J'aime Calonne.[19]

  [19] Opera citata, pag. 270.

Un altro tesoriere di Francia, Michel Fournier, pubblicò una relazione
sulla guarigione della sua nipote firmata dagli ufficiali del municipio,
da tre chirurghi e da un medico, dai canonici e dal Vescovo. Gli
attestati comprovanti l'efficacia del magnetismo animale nella cura
delle malattie si pubblicavano a volumi interi e me ne sono passati
parecchi fra le mani.[20] Cito solo questo che fu scritto da un ministro
delle finanze ed ha per epigrafe un distico latino. È la nipote di
Fournier che rivolge a Mesmer queste parole.

  [20] _Nouvelles cures opérées par le magnétisme animal._ Compte
  rendu à M. Mesmer, de l'état des malades admis au traitement
  gratuit par lui établi, par Monsieur Giraud, Docteur-Médecin de la
  Faculté de Turin. — Recueil des pièces les plus intéressantes sur
  le magnétisme animal. MDCCLXXXIV.

“Fanciulla, cieca, trascinando il passo, domando a te, Mesmer, la
parola, i piedi, gli occhi. Ecco: cammino, vedo e parlo.„

    Infans, cœca, trahens, gressum te Mesmer, posco
    Verba pedes oculos. Ambulo, cerno, loquor.



IX.


Le cose erano a questo punto quando il Re si decise a nominare una
commissione. Questa era costituita da quattro medici della Facoltà di
Parigi, ai quali, in seguito a loro richiesta, vennero aggiunti dal Re
cinque altri membri dell'Accademia reale delle scienze, col mandato di
fargli un rapporto intorno al magnetismo animale.

Di questa commissione facevano parte Franklin, Lavoisier, Bailly. Essi
parlarono del magnetismo da quei grandi scienziati che erano. Nominati
il 12 marzo del 1784, nel mese di agosto del medesimo anno il celebre
astronomo e letterato Bailly aveva già presentato al Re la relazione
approvata dai suoi colleghi. È un opuscolo di 74 pagine che rimase
memorabile fra quanti scritti siansi mai pubblicati sull'ipnotismo.

La questione venne esaminata sotto tutti gli aspetti, cioè dal lato
fisico, fisiologico, medico e morale.

La Commissione recatasi nell'Istituto del signor Deslon, allievo del
Mesmer, trovò alcuni malati calmi e tranquilli, mentre altri erano
agitati e in preda alle convulsioni. Quando stando intorno al _baquet_
uno cominciava ad essere preso dalle convulsioni, anche gli altri ne
soffrivano poco dopo.

Ogni tanto qualcuno gridava ed agitavasi con dei moti precipitati ed
involontari delle estremità. Molti si lamentavano di uno stringimento
alla gola, di vampe, di sensazione di caldo o di freddo. I malati
stavano legati in cerchio attorno al _baquet_, fino a che scoppiava la
crisi. Dopo, erano lasciati liberi. Quelli che per simpatia sentivansi
più attratti si precipitavano nelle braccia l'uno dell'altro, nello
stato di una esaltazione morbosa, piangendo e ridendo convulsi. E tutti
erano soggetti alla volontà del magnetizzatore che con un cenno li
separava o li faceva abbracciare.

Quando i fenomeni diventavano troppo gravi e tali che il magnetizzatore
non poteva più dominarli, vi era una sala imbottita con dei materassi in
terra e alle pareti, la così detta _Salle des crises_.

I membri della Commissione si erano fatto preparare un _baquet_ dal
signor Deslon e stettero per delle ore davanti alle spranghe di ferro
senza provare alcun effetto. Per scrupolo vollero tenere le sedute anche
tre giorni di seguito, due ore e mezzo ogni giorno, ma nessuno sentì un
qualche fenomeno che potesse attribuirsi al magnetismo.



X.


Parecchie riunioni furono tenute dalla Commissione in casa di Franklin a
Passy, dove venivano condotti gli ammalati quando Franklin non stava
bene.

Beniamino Franklin mandato in Francia come ambasciatore della repubblica
degli Stati Uniti, era diventato una delle figure più caratteristiche di
Parigi. Per breve tempo fu lui che dette il tono della moda.

Quando i signori ed i gentiluomini cominciarono a smettere gli abiti di
seta e di velluto coi ricami e i vestiti gallonati, coi tacchi rossi e
lo spadino, vennero di moda i vestiti di panno grosso, le scarpe spesso
ed il bastono nodoso. Questo figurino si chiamava col nome di
Franklin.[21] Il celebre scopritore del parafulmine, che a coloro che
gli domandavano notizie della rivoluzione in America, ripeteva
bonariamente: _ça ira ça ira_, fece venir popolare questo motto che fu
poi il ritornello terribile e come l'_alleluja_ del sangue all'epoca
della rivoluzione.[22]

  [21] TAINE, I. 212.

  [22] ED. et JUL. DE GONCOURT, _Histoire de la société française
  pendant la révolution_, pag. 58.

Il pubblico parigino metteva un po' in canzonatura la mania di
popolarità del celebre scienziato e uomo politico americano. Lo vediamo
nella seguente strofa, che cantavasi nel 1783 sull'aria _Changez-moi
cette tête_. Nella stessa canzone è tirato in ballo Mesmer e il suo
collega Deslon.[23]

  [23] Ibidem, pag. 137.

    Nestor de l'Amérique,
    Prise la voix publique
    Du monde politique
    Et du monde savant:
    Mais dédaigne l'hommage
    Dont le peuple volage,
    Sans respect pour ton âge,
    Tennuie à chaque instant.
    Conserve bien ta tête,
    Ta vénérable tête;
    Conserve bien ta tête.
    Mais sans la montrer tant.
    Un tudesque empirique,
    Au bout d'un doigt magique,
    Fait naître la colique
    Ou la chasse à l'instant.
    Son Don Quichotte assure
    Que la mort en murmure

    Et cite mainte cure,
    Dont il est seul garant:
    Changez-moi ces deux têtes,
    Ces magnétiques têtes.
    Changez-moi ces deux têtes,
    Têtes de charlatan.



XI.


La parte più memorabile della relazione presentata al re Luigi XVI sul
magnetismo, è quella nella quale venne confermata la potenza che un uomo
può esercitare sugli altri, senza l'intermediario immediato e dimostrato
di alcun agente fisico: e si stabilì che i gesti ed i segni i più
semplici producono qualche volta degli effetti potenti sulle persone
dotate di una grande eccitabilità nervosa. Un altro fatto importante
messo in evidenza dalla Commissione, fu che le esperienze fatte col
magnetismo sulle persone isolate, quando queste riuscivano, non davano
mai una intensità di fenomeni così imponente come essi videro nella sala
affollata quando molte persone stavano intorno al _baquet_ aspettando
che scoppiasse la crisi.

Permettete che io riferisca un passo di questo documento impareggiabile
per la storia dell'ipnotismo.

“Attorno al _baquet_ sta la folla degli ammalati. Le sensazioni sono
comunicate e rese continuamente l'uno all'altro: i nervi alla lunga si
affaticano con questo esercizio, si irritano; e la donna più sensibile
dà per la prima il segnale. Allora le corde tese da per tutto al
medesimo grado ed all'unisono si rispondono, e si moltiplicano le crisi:
esse si rinforzano mutuamente, esse divengono violenti. Nel medesimo
tempo gli uomini che sono testimoni di queste emozioni le subiscono essi
stessi e le provano in proporzione della loro sensibilità nervosa, e
quelli nei quali questa sensibilità è più grande e più mobile cadono in
una vera crisi.

“Questa grande sensibilità è in parte naturale e in parte acquisita, e
tanto negli uomini quanto nelle donne diviene abitudine. Provate una o
più volte queste sensazioni, non si ha a fare più che svegliarne la
ricordanza, e rimontare l'imaginazione al medesimo grado, per operare i
medesimi effetti. E questo riesce sempre facile mettendo il soggetto
nelle medesime circostanze. Allora non vi è più bisogno di curare
l'ammalato in pubblico, basta far dei gesti colle dita, o toccare gli
ipocondrii, o mettere la bacchetta dinanzi alla faccia; questi segni
sono conosciuti.

“E neppure è necessario di impiegarli, basta che gli ammalati cogli
occhi chiusi credano che questi segni si fanno sopra di loro, perchè si
persuadano che sono magnetizzati; le idee si destano, le sensazioni si
riproducono, l'imaginazione impiegando i mezzi soliti, e percorrendo le
medesime vie, fa comparire i medesimi fenomeni.„

Oggi, dopo che è passato più di un secolo, non sapremmo dire nulla di
meglio.



XII.


Il dottore Deslon riconobbe davanti alla Commissione in casa di Franklin
che l'imaginazione aveva la più grande parte negli effetti del
magnetismo, e disse che questo nuovo agente forse non era altro che
l'imaginazione stessa, la potenza della quale era altrettanto grande,
quanto ora poco conosciuta. Deslon in un suo scritto disse: “Se la
medicina dell'imaginazione è la miglioro, perchè non dobbiamo
servircene?„[24]

  [24] DESLON, _Observations sur le magnétisme animal_, pagina 46 e
  47.

La conclusione del rapporto fatto dalla Commissione al Re Luigi XVI fu
questa:

“Toccamenti, imaginazione, imitazione, tali sono le cause vere degli
effetti attribuiti a questo agente nuovo sotto il nome di magnetismo
animale.

“Ma si deve credere che l'imaginazione sia la principale di queste tre
cause del magnetismo. La pressione e i toccamenti servono di
preparazione; è per i toccamenti che i nervi cominciano ad essere
eccitati, l'imitazione comunica e diffonde le impressioni. Ma la
imaginazione è quella potenza attiva e terribile che opera i grandi
effetti che osserviamo. Questi effetti sorprendono tutto il mondo,
mentre la causa loro rimane oscura ed occulta.„

Nessuno dei medici moderni saprebbe esprimere un giudizio sull'ipnotismo
con maggior chiarezza e verità.

Invece della parola _imaginazione_ si adopera adesso la parola
_suggestione_, ma in fondo la cosa rimane la stessa. Anche oggi come
allora sono le donne isteriche e gli uomini nervosi che presentano con
maggiore facilità i fenomeni dell'ipnotismo, con effetti più intensi e
più meravigliosi.

Dopo Mesmer il magnetismo trovò qualche applicazione nella medicina,
perchè fu provato che per mezzo della imaginazione l'uomo può cadere in
uno stato di sonno morboso chiamato ipnotismo nel quale è meno sensibile
al dolore. Ma in che modo diminuisca la sensibilità nell'ipnotismo e
come si estrinsechi la suggestione non si è ancora venuti in chiaro. Nè
dobbiamo maravigliarcene troppo perchè anche del sonno naturale si
ignora il meccanismo, e stiamo raccogliendo le prime pietre che
serviranno a gettare le fondamenta per una fisiologia del sonno che
forse si scriverà nel secolo venturo.

Oggi non vi è più chi cerchi la causa del sonno naturale fuori delle
cause comuni alla vita: ma dei fenomeni più rari e più complessi che
formano l'ipnotismo si cerca tuttora, e si cercherà sempre dai profani
alla scienza, una causa fuori del naturale. Fino a che durerà
l'ignoranza e il misticismo, dureranno pure le scienze occulte. Anche
questo era già scritto nella relazione presentata al Re Luigi XXI:

_L'homme saisit, quitte, reprend l'erreur qui le flatte. Il est des
erreurs qui seront éternellement chers à l'humanité._

Questa relazione stampata in ventimila esemplari, fu mandata dal Governo
in tutte le città della Francia.

Ma il pubblico non aveva capito il fondo scientifico della quistione,
quella parte della fisiologia e della patologia del sistema nervoso;
essa manterrà immortale il nome di Mesmer.

E nelle strade di Parigi si continuò a cantare la canzone sull'aria di
Grégoire.[25]

    Que le charlatan Mesmer,
    Avec un autre frater,
    Guérisse mainte femelle;
    Qu'il en tourne la cervelle,
    En les tâtant ne sais où,
      C'est fou,
      Très-fou,
    Et je n'y crois pas du tout;
    Mais je pense qu'il magnétise
                Par la sottise.

  [25] _Choix des Mémoires secrets pour servir à l'Histoire de la
  République des Lettres depuis l'année 1762 jusque 1785_, pag. 265.



XIII.


Questo po' di schizzo non riproduce il vero se non vi do mio malgrado
qualche pennellata un po' più scura.

Il magnetismo è scienza e filosofia ed è pure danaro. Il lato suo per
così dire industriale è stato anzi quello che ha prevalso, perchè fino
dal principio il magnetismo animale fu inventato collo scopo pratico di
curare e guarire le malattie. Due sono i segni caratteristici della
lotta che Mesmer sostenne a Vienna e Parigi.

Il primo è il disprezzo che egli affettatamente ostentava contro la
scienza ufficiale.

Il secondo, la tendenza sua a sostituire le esperienze con delle
dichiarazioni fatte dagli ammalati e dai medici per provare l'esistenza
del magnetismo animale.

Non direi tutta la verità se tacessi che Mesmer era un po' ciarlatano.

La paura che egli aveva degli uomini di scienza fu tale che Mesmer
rifiutò un'offerta cospicua fattagli da Maurepas in nome del Re. Luigi
XVI offrì a Mesmer nientemeno che una pensione vitalizia di 20.000 lire
l'anno, e 10.000 lire per l'alloggio, purchè tre uomini di scienza
scelti dal Re potessero assistere alle sue esperienze. Mesmer
rifiutò.[26] Più tardi se ne pentì e chiese umilmente come ricompensa
nazionale un grande castello nei dintorni di Parigi con tutto il
territorio che vi era attorno. Avutone un rifiuto disse che abbandonava
la Francia al flagello dei suoi mali e si recò ai bagni di Spa. Avendo
saputo che il suo discepolo Deslon continuava le cure col magnetismo
ritornò in fretta a Parigi. I suoi ammiratori festeggiarono con
entusiasmo il ritorno del Maestro, e costituirono la Società
dell'Armonia che aveva per scopo di sviluppare e diffondere la dottrina
del magnetismo. Per far parte della Società dell'Armonia si dovevano
pagare cento luigi. Ciò malgrado si trovarono subito trecento membri che
regalarono a Mesmer 400.000 lire nette e lo proclamarono benefattore
dell'umanità.[27]

[26] F. ARAGO, _Notices biographiques. œuvres complètes_. Tome II,
Bailly, pag. 291.

  [27] _Lettre de M. le Marquis de Puysegur, membre de la Société de
  l'Harmonie_, à M. Bergasse, 24 juin 1784, Paris.

Gli ammiratori di Mesmer erano talmente entusiasti del magnetismo che
passavano alle vie di fatto contro coloro che lo negavano. Il celebre
chimico Berthollet raccontò che alcuni i quali sostenevano Mesmer
tentarono di strangolarlo in un angolo sotto i portici del Palais Royal,
perchè gli era scappato detto innocentemente di avere assistito alle
scene del magnetismo e che a lui parevano poco dimostrative.[28]

  [28] ARAGO, Opera citata, pag. 290.

Mesmer faceva dei contratti coi suoi allievi per insegnare loro il
magnetismo. Oltre i 300 membri della Società dell'Armonia, molti erano
già andati prima a Parigi da molte città della Francia e anche
dall'Italia.

Il dottor Grand-Champ di Lione pubblicò il suo diploma di _adepte_ o
allievo di Mesmer.

L'articolo 1.º di questa convenzione diceva:

Il sottoscritto non potrà fare alcun allievo, nè trasmettere
direttamente o indirettamente a chiunque possa essere, nè tutte, nè la
minima parte delle cognizioni relative sotto qualunque siasi punto di
vista alla scoperta del magnetismo animale, senza il permesso segnato da
Mesmer.

Art. 3.º — Non potrà senza il suo consenso espresso per iscritto fare
delle cure in pubblico o raccogliere degli ammalati per curarli in
comune col metodo del magnetismo, ma sarà a lui solo permesso di vedere
e trattare privatamente dei malati in modo isolato.

Nella Società dell'Armonia non tardò a manifestarsi il malumore contro
Mesmer, perchè egli teneva a bada i Soci, e non insegnava loro il
segreto. Un motto celebre di Doppet che corse in un baleno per la bocca
di tutti i parigini gettò il ridicolo sulla Società dell'Armonia e
questa in breve si sfasciò. Ecco il tratto di spirito che ferì Mesmer in
modo irreparabile: _Ceux qui savent le secret en doutent plus que ceux
qui l'ignorent_.



XIV.


Il 14 luglio 1789 cadde la Bastiglia e con essa finì pure la moda del
magnetismo animale. Bailly, il celebre relatore contro Mesmer, che era
già deputato di Parigi, fu improvvisamente nominato Maire di questa
città.

Fu lui che andato a pregare il re Luigi XVI di farsi vedere a Parigi nel
portargli le chiavi della città, pronunciò davanti al trono il motto
celebre “che il popolo aveva riconquistato il suo re„.

Dopo due anni di sindacato,[29] dopo che l'assemblea nazionale aveva
deciso che il busto di Bailly fosse messo nella sala delle adunanze,
chiamato a deporre come testimonio nel processo che si faceva alla
regina Maria Antonietta, Bailly comprese subito che un uragano si
addensava sopra il suo capo. Avrebbe potuto fuggire e scampar il grave
pericolo, ma non volle.

  [29] MORAND, _Le magnétisme animal_. Paris, 1889, pag. 40.

Quando gli domandarono se conosceva l'accusata: oh sì che la conosco,
rispose umilmente; e salutò con rispetto la regina. Dopo, protestò
contro le accuse e le imputazioni odiose fatte contro di lei. In
quell'istante cessò di essere testimonio agli occhi del tribunale e lo
si trattò come un accusato.

La colpa che gli attribuivano era di aver aiutato la fuga della famiglia
reale da Parigi.

Bailly che fu prima l'idolo del popolo, abbandonato da tutti, fu con
voto unanime condannato alla decapitazione.

Era presente a questo processo come testimonio quel Coffinal tristamente
famoso che un anno dopo condannava a morte Lavoisier, il creatore della
chimica moderna, pronunciando contro di lui, che era innocente, e senza
aspettare che potesse difendersi, le parole terribili: _La république
n'a pas besoin de savans._[30]

  [30] E. GRIMAUX, _La mort de Lavoisier_. Revue des deux Mondes, 15
  février 1887, pag. 884.

Mai non erasi veduta una folla tanto feroce e così abbietta quanto e
come quella che aveva nelle mani il potere della Francia. Beugnot
racconta che quando Bailly, il venerabile sindaco di Parigi, fu
consegnato alla Conciergierie nelle mani dei gendarmi, questi se lo
sballottavano l'uno all'altro dicendo: ecco Bailly, — prendilo il tuo
Bailly, — e ridevano come cannibali e gli davano dogli spintoni quasi a
farlo cadere perchè il grande filosofo si conservava pacato.

La ghigliottina fu alzata su di un mucchio di immondizie. A mezzogiorno
del 12 novembre 1793 Bailly salito sul carro fatale, fu condotto al
Campo di Marte. Mentre aspettava che si mettesse in ordine la
ghigliottina, un insolente gli disse per scherno: _Tu trembles, Bailly._
— _Mon ami, j'ai froid_, rispose con dolcezza la vittima, e furono le
sue ultime parole.

La tradizione racconta che Mesmer incontrò per l'ultima volta Bailly sul
carro che lo conduceva al Campo di Marte. Aveva le mani legate dietro la
schiena e la plebe di Parigi lo insultava per la strada. Mesmer ebbe il
coraggio di levarsi il cappello e di salutarlo rispettosamente.

Salutiamo anche noi la memoria di Mesmer. Il suo nome sarà ricordato
sempre fino a che vi saranno dei neuropatici, degli isterici, delle
persone nelle quali ad un cenno può venire sospesa la volontà e la
coscienza, benchè abbiano l'aspetto di essere sane.

Se è vero come credono molti che va lentamente accumulandosi nella
nostra razza la degenerazione del sistema nervoso — il nome di Mesmer
sarà più venerato nei secoli futuri.

L'alcoolismo, l'abuso degli eccitanti, il desiderio di sensazioni sempre
più forti, lo strapazzo del cervello, la trascuranza della educazione
fisica, preparano colla eredità patologica nuove generazioni, nelle
quali sarà maggiore il numero di quelli che passano facilmente dalla
veglia in uno stato di sonnambulismo improvviso.

Ma questi saranno sempre una minoranza minima, e nel suo complesso la
nostra razza diventerà più savia e più robusta.

Se la lotta per l'esistenza sarà più accanita, se saranno più disastrosi
gli effetti dell'esaurimento e più micidiali lo battaglie del pensiero,
si accrescerà la falange dei meno atti, dei neurastenici, dei
degenerati, di quelli che cadranno sopraffatti dalla fatica, esaltati
dalla debolezza, come i soldati che un grande esercito lascia indietro
nelle marcie forzato sulla strada trionfale della vittoria.

Per questi, e per tutti gli altri che non avranno coltura, Mesmer
rimarrà un idolo od un taumaturgo.



Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici.





*** End of this Doctrine Publishing Corporation Digital Book "Mesmer e il magnetismo - La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero" ***

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